Regionali, Fava inizia la sua corsa da Catania: "Mi candido perchè... " - QdS

Regionali, Fava inizia la sua corsa da Catania: “Mi candido perchè… “

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Regionali, Fava inizia la sua corsa da Catania: “Mi candido perchè… “

Gabriele D'Amico  |
venerdì 13 Maggio 2022 - 21:34

il presidente della Commissione antimafia regionale, Claudio Fava, a Catania ha aperto la sua campagna elettorale come candidato presidente alle elezioni regionali in Sicilia

“Penso che la Sicilia si aspetti da un candidato risposte, concretezza e anche un pò di passione, un pò di allegria. Si aspetti anche l’idea che la politica debba tornare a recuperare una qualità delle parole non così opache, malinconiche e spesso condannate a nasconderne altre”. Lo ha detto il presidente della Commissione antimafia regionale, Claudio Fava, che oggi a Catania ha aperto la sua campagna elettorale come candidato presidente alle elezioni regionali in Sicilia.

“Io penso che occorra recuperare – ha aggiunto Fava – anche una certa freschezza, semplicità di proporre alla Sicilia un percorso di libera azione, di grande partecipazione di coinvolgimento. Avere non una risposta alle cento emergenze, ma una visione che le sappia superare, nel corso degli anni, tutte. Gli elettori si aspettano di avere in mente un’idea di Sicilia possibile e praticabile e poi provare a costruirla giorno per giorno con tutti. L’unica cosa da evitare sono le avventure in solitaria: chi pensa di potere costruire risposte da solo e governarle da solo. Io sono qui – ha concluso Fava – per fare una campagna elettorale che, intanto, passi attraverso la passione, l’entusiasmo e soprattutto la partecipazione di tutti gli altri”.

“Vorrei una Sicilia capace di conservare memoria di se stessa, che è una cosa complicata”, chiosa Fava durante il suo primo appuntamento elettorale. Parole che pesano soprattutto perché dette in occasione del trentennale dagli attentati a Falcone e Borsellino. I due giudici sono stati anche ricordati nel corso del discorso del candidato presidente alle regionali 2022.

Nel corso del comizio elettorale catanese Claudio Fava si è scagliato anche contro la politica cittadina. Secondo il candidato presidente l’amministrazione cittadina avrebbe abbandonato le periferie, usandole solamente come “sforzo muscolare del bilancio” e riempiendole di “contenitori che servono solo a tagliare il nastro e non a riempire di vita luoghi dimenticati”. Il riferimento è chiaramente al luogo che fa da sfondo all’appuntamento elettorale, il Bastione degli infetti. Ma anche al palazzo di cemento e al teatro Moncada di Librino.

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