Regione, assunzioni inutili senza guida - QdS

Regione, assunzioni inutili senza guida

Carlo Alberto Tregua

Regione, assunzioni inutili senza guida

sabato 23 Ottobre 2021 - 03:15

Servono capaci per il PNRR

La Regione è un’istituzione allo sbando perché con ben dodicimila fra dirigenti e dipendenti non è in condizione di produrre ed erogare i servizi necessari allo sviluppo dell’Isola e dei siciliani.

La continua lamentela che il personale è anziano ed incompetente è diventata stomachevole. Sarebbe bene che cessasse perché sta ridendo tutta l’Italia di una scusa banale, conseguente ad un comportamento irresponsabile dei diversi governi regionali da venti anni a questa parte.

Peraltro, fra i circa dodicimila dirigenti e dipendenti, ve ne sono alcune migliaia preparati, onesti e competenti, per cui la scelta del Presidente della Regione dovrebbe essere drastica ed immediata: via tutti gli incapaci dai vertici di dipartimenti servizi e aree, sostituiti da quei dirigenti bravi, che ci sono.

La seconda iniziativa immediata del Presidente della Regione dovrebbe essere l’istituzione di veri corsi di formazione a cui obbligatoriamente dovrebbero partecipare gli impiegati ed i funzionari, pena il loro licenziamento in tronco per incapacità.

Sentiamo subito l’osservazione che i progetti da formulare, secondo le tassative regole europee per accedere ai finanziamenti del PNRR, debbono essere fatti subito e non fra un tempo indeterminato. Giusto, ma la soluzione non può essere quella di assumere, perché chi garantisce che i nuovi arrivati possiedano le competenze necessarie e specifiche proprio per redigere tali progetti? Quali sono i procedimenti di selezione per individuare i soggetti già competenti sulle regole europee da osservare per la redazione di tali progetti?

Evidentemente questa è una soluzione raffazzonata che non può produrre alcun risultato e mostra improvvisazione e incapacità di chi dirige la Regione, prescindendo dagli obiettivi che la propria attività deve raggiungere.

Ma allora come fare per affrontare il contingente e urgente problema di formulare i progetti PNRR a norma europea? La risposta è semplice: bisogna appoggiarsi a rinomate società di consulenza nazionali ed internazionali – ve ne sono anche in Sicilia – che possiedono già tali competenze. Esse dovrebbero essere pagate a risultati. Ci spieghiamo meglio.

Significa che le parcelle inserite nei progetti saranno pagate a seguito dell’approvazione da parte dell’Ue. Siamo convinti che le società di consulenza, consapevoli delle loro capacità, non avrebbero nulla da obiettare ad essere pagate con il raggiungimento del risultato e cioé dell’approvazione del finanziamento ai progetti.

Solo gli incapaci vogliono essere pagati prima perché dubitano delle loro qualità e sanno che il loro lavoro potrebbe non essere produttivo.
Non mancano certo queste società di consulenza, come prima si scriveva; basta interpellarle e procedere secondo la legge all’affidamento degli incarichi. Nei bandi dovrebbero essere indicati appunto i requisiti, fra cui il pagamento al raggiungimento dei risultati.

Quanto descritto osserva le tassative regole vigenti in un sistema organizzativo efficiente, secondo le quali tutto quello che si fa deve essere traguardato al raggiungimento degli obiettivi. Oppure non si fa.

Cattivi dirigenti e dipendenti regionali, sappiamo, quando leggono queste note storcono il naso, assumono una brutta espressione del viso e ci criticano aspramente. Trasferiscono il loro quasi odio anche a quella parte di deputati regionali che non capiscono come l’efficienza dell’apparato sia indispensabile per fare progredire la Popolazione.
Per fortuna vi è un’altra parte, forse non maggioritaria, di deputati regionali che invece comprende perfettamente questo linguaggio, basato su regole etiche che devono sempre compensare il dare e l’avere, mettendo avanti il dovere prima di reclamare il diritto.

È storia vecchia secondo la quale non bisogna dimenticare che quando la verità punge, non è colpa di chi la scrive, ma della verità stessa.

Ed inoltre bisogna ricordare che la verità difende sempre i deboli contro il sopruso dei forti. Debole è la popolazione siciliana, forti sono le istituzioni che si fanno coprire da innumerevoli leggi inique, confuse, scritte proprio per proteggere gli incapaci e gli approfittatori.

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