Milano, 9 ago. (askanews) – La vendemmia di Réva Winery prende ufficialmente il via il 10 agosto a Roddino con il Pinot Nero per la base spumante a Roddino (Cuneo): si tratta del primo anno in cui la raccolta parte prima di Ferragosto. Al caldo si sono aggiunti i danni per la violenta grandinata che si è abbattuta il 7 agosto su Serralunga e che ha coinvolto i vigneti aziendali a Cerretta. Nonostante questo Réva Winery guarda alla vendemmia con una produzione nella media e grappoli che sani, spargoli e ben distribuiti sulle piante. Dunque aspettative elevate, pur mantenendo prudenza fino all’ultimo di fronte all’evoluzione climatica delle prossime settimane.
L’alternanza delle precipitazioni tra inverno e primavera ha consentito di accumulare riserve idriche utili ad affrontare il caldo degli ultimi mesi, mentre una fioritura omogenea è stata seguita da un’allegagione regolare. Con l’aumento delle temperature, la Cantina ha effettuato defogliazioni leggere e mirate, limitandole al lato meno esposto al sole pomeridiano per ridurre il rischio di scottature e mantenere efficiente la fotosintesi. Sono previsti anche diradamenti destinati a regolare il carico produttivo.
“Il tempismo sulla raccolta e la capacità di gestire gli spazi in Cantina durante le fermentazioni saranno cruciali per mantenere la qualità delle uve” spiega l’enologo Alessandro Truzzi, rimarando che oramai “i cambiamenti climatici sono una realtà quotidiana e in Langa la sfida si gioca sulla gestione delle anomalie idriche e sull’innalzamento delle temperature. La chiave per noi è la flessibilità nel leggere l’annata e intervenire tempestivamente”.
La gestione agronomica comprende inoltre la salvaguardia della fertilità dei suoli, evitando lavorazioni profonde, e interventi finalizzati a favorire lo sviluppo degli apparati radicali in profondità. Una strategia con cui la Cantina cerca di aumentare la capacità delle piante di affrontare le condizioni determinate dall’andamento delle singole annate.
Parallelamente in Cantina prosegue il lavoro sui vini della vendemmia 2025. “Il risultato in Cantina è stato entusiasmante: le uve di Nebbiolo sono arrivate perfettamente sane, con una dotazione polifenolica eccellente, che ci indica un grande potenziale per l’affinamento in bottiglia” dichiara Truzzi, aggiungendo che “questo è il momento in cui i nostri Baroli si stanno muovendo nel silenzio del loro percorso di affinamento in legno, in botte grande, e il nostro compito in Cantina è principalmente quello di accompagnarli e monitorarli”. Tra i Barolo 2025 in evoluzione, l’attenzione dell’enologo si concentra sul Ravera. Il cru di Novello (Cuneo), caratterizzato da altitudini importanti e correnti fresche, era uno dei vigneti osservati con maggiore attenzione per gli effetti che la stagione calda avrebbe potuto produrre: le vecchie vigne hanno risposto attingendo alle riserve idriche presenti negli strati profondi del terreno e proprio il futuro Barolo Ravera 2025 rappresenta per Truzzi la maggiore sorpresa dell’annata.
Réva Winery nasce nel 2012 per iniziativa dell’imprenditore ceco Miroslav Lekes, che avvia il progetto acquistando cinque ettari di vigneto e una cascina a Monforte d’Alba (Cuneo). La società agricola oggi dispone di oltre 35 ettari di proprietà, dei quali 23 vitati, per una produzione complessiva di circa 70mila bottiglie l’anno. Il portafoglio comprende 11 etichette, articolate tra Alta Langa Docg, Langhe Doc, Dolcetto d’Alba Doc, Barbera d’Alba Doc e Barolo Docg. Al Nebbiolo e ai vini della Denominazione Barolo è dedicata una parte centrale del progetto, sviluppato attraverso vigneti nelle Menzioni geografiche aggiuntive Ravera a Novello, Lazzarito e Cerretta a Serralunga d’Alba, Cannubi a Barolo e, dal 2024, Monvigliero a Verduno, insieme con appezzamenti a Monforte d’Alba, Grinzane Cavour e Roddino. Nel 2020 la produzione e l’affinamento sono stati trasferiti nello stabilimento di La Morra, mentre nel 2024 l’azienda ha ottenuto la certificazione Sqnpi per la gestione sostenibile dei vigneti. Nel 2026 Réva ha ampliato la gamma dei Barolo con l’uscita della prima annata del “Barolo Docg Cerretta”.
Al progetto vitivinicolo, l’azienda affianca anche un’attività di ospitalità ed enoturismo sviluppata attraverso il Réva Resort di Monforte d’Alba (Cuneo), attivo dal 2016 e dotato di 12 camere, Spa, piscina esterna e campo da golf. La struttura comprende il ristorante FRE, guidato dallo chef Francesco Marchese (1 stella Michelin), mentre l’offerta enoturistica comprende degustazioni, percorsi dedicati al Barolo ed esperienze legate al territorio delle Langhe. Le visite e le degustazioni si svolgono anche nella sede produttiva della Cantina a La Morra.

