Ci sono tutti al Centro studi Pio La Torre a Palermo, tra segretari regionali, coordinatori, delegati e portavoce. C’è però un solo candidato disponibile per la presidenza della Regione, il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Nuccio Di Paola. La riunione è stata convocata per i segretari regionali ed il deputato regionale adesso ufficialmente disponibile alla candidatura per il Partito Democratico, Antonello Cracolici, non c’è.
Assente anche l’unico candidato ufficiale: il fondatore di Controcorrente, Ismaele La Vardera. Il deputato regionale ha delegato il segretario di PeR, Miguel Donegani, preferendo continuare a svolgere attività politica sul campo con destinazione Catania al mattino e Agrigento nel pomeriggio.
Gli argomenti sul tavolo
Sul tavolo vari argomenti, il primo dei quali è certamente il punto di incontro tra le diverse realtà politiche per convergere su un programma elettorale condiviso e quindi, inevitabilmente, il nome di un candidato unitario oppure l’alternativa delle primarie. Ma all’incontro non si discuterà soltanto di elezioni regionali.
Quello cui si lavora, da Roma a Palermo è un anno delicatissimo per la politica regionale siciliana che avrà – oppure subirà – riflessi importanti da Roma. Nel 2027 termina la legislatura nazionale, quella regionale siciliana e perfino il Consiglio comunale di Palermo verrà rinnovato insieme al sindaco.
Sicilia in controtendenza
La Sicilia ha dato segni in evidente controtendenza rispetto al quadro consensi che vede ancora alto il gradimento popolare nei confronti di Giorgia Meloni. Il referendum sulla riforma della Giustizia firmata Carlo Nordio ha dato esiti nell’Isola particolarmente negativi, ed anche le amministrative hanno prodotto perdite di comuni importanti nel centrodestra. Vincere le elezioni regionali e quelle per l capoluogo di regione porterebbe quindi effetti di enorme rilievo sul quadro generale anche per gli equilibri dei collegi elettorali per le politiche.
Non è un caso se la riforma della legge elettorale è pronta, blindata, ma non è ancora possibile pronosticare le date e neanche i periodi delle rispettive elezioni in ballo: politiche, regionali e comunali.
I nomi dei possibili candidati alla Presidenza della Regione
Riguardo ai nomi dei possibili candidati alla Presidenza della Regione, Nuccio Di Paola sostiene che questi – al momento tre – “sono solo una possibile ricchezza per la coalizione”.
Ma il coordinatore del Movimento 5 Stelle aggiunge una nota che sembra utile all’ esterno come all’interno del vertice: “Poi è chiaro che davanti ai siciliani dobbiamo fare sintesi, perché non dobbiamo litigare per le poltrone e non dobbiamo per i ruoli ma bisogna unirsi sulle norme, sulle leggi e sulle riforme che la Sicilia ormai aspetta da anni”. Un’idea chiara, sul piano del programma, Di Paola la offre subito: “Penso alla sanità, alla gestione dei rifiuti ed alla gestione dell’acqua”.
Tre temi cogenti per i siciliani e sui quali al momento il centrodestra che governa la Regione a quattro anni sembra in affanno.
Di Paola: “Abbiamo fatto come coalizione un percorso importante”
Nuccio Di Paola apre anche uno spiraglio comunicativo sulle elezioni amministrative che il prossimo anno toccheranno il capoluogo siciliano chiamando i palermitani alle urne: “Nel 2026 abbiamo fatto, come coalizione, un percorso insieme sulle amministrative che ha portato dei risultati mi pare importanti. Abbiamo liberato tantissime città. È chiaro che nel percorso del 2027, oltre a parlare delle regionali siciliane serve parlare dei comuni importanti che vanno al voto, in primis Palermo, ma anche tanti altri comuni importanti con popolazione sopra i 15 mila abitanti. I ragionamenti vanno fatti in maniera globale, ascoltando i territori”.
Sulla annunciata disponibilità alla candidatura di Antonello Cracolici, forse unico potenziale riunificatore del Partito Democratico siciliano ancora spaccato con due primarie correnti fortemente contrapposte, il segretario regionale ha speso parole di grande stima: “Antonello ha storia, esperienza politica, tradizione. Faremo le nostre valutazioni con il gruppo dirigente. Ci sono anche altri profili, decideremo tutti insieme”. Nessuna pubblica preclusione, ma neanche a benedizione della segreteria. Il tavolo è aperto, e vale per tutti: dal singolo partito all’ intera coalizione.
Barbagallo: “Dobbiamo dire con chiarezza con quale metodo vogliamo governare questa terra”
Anche Anthony Barbagallo preferisce non sbilanciarsi sul vertice, né sulle aspettative che ne potrebbero derivare. “Io spero – dice il segretario regionale del PD – che oggi si parli soprattutto di temi, di contenuti, di piattaforma programmatica e soprattutto di metodo. Noi dobbiamo dire con chiarezza ai siciliani con quale metodo vogliamo governare questa terra. Per noi deve essere un metodo lontano anni luce da quello delle ‘mancette’ in Ars, da quello che prevede la nomina dei manager in Sanità con la tessera del partito in tasca”.
Sul modello “che premi i migliori” sembrano fin qui tutti d’accordo. Sui nomi c’è ancora cauti riserbo, ed anche per Barbagallo, “nel caso in cui non si facciano le primarie, la segreteria ha più di un nome”.
Nomi da valutare insieme agli alleati progressisti, ovviamente. Anthony Barbagallo suggerisce di partire dal profilo del candidato che metterebbe eventualmente tutti d’accordo. Apertura a tutto spiano. Potrebbe essere un uomo, una donna, un dirigente politico oppure un capace manager proveniente dalla società civile. La provocazione di Barbagallo è chiara: prima del nome, troviamo un punto di incontro sul tipo di potenziale presidente della Regione.
Il campo progressista c’è e vuole formare una coalizione di centrosinistra
Al tavolo del vertice hanno preso posto Anthony Barbagallo per il PD, Nuccio Di Paola per il M5S, Miguel Donegani per Controcorrente e per il suo movimento PeR, Fabio Giambrone per Europa Verde, Pierpaolo Montalto per Sinistra Futura, Toni Costumati per Italia Viva.
Al termine dell’incontro è stata raggiunta una certezza che costituisce fondamenta per le prossime interlocuzioni: il campo progressista c’è ed intende procedere verso la costituzione di una coalizione di chiara inclinazione verso il centrosinistra. Un campo alternativo al centrodestra effettivo, per metodo e per idee politiche.
La riunione non si è conclusa con un nuovo appuntamento, ma con l’intenzione di aggiornare lavori per le vie brevi in vista di un prossimo vertice. Sulla scelta del candidato pare invece chiara l’intenzione di anteporre un programma di base in cui tutti possano identificarsi. Per il candidato alla Presidenza della Regione si rimanda ad altro tavolo.
Magari quando le idee saranno più chiare e la rosa dei papabili avrà già offerto un possibile compromesso tra il consenso dell’elettorato – alla luce di una coalizione e di un programma elettorale chiaro – e quello della dirigenza dei partiti che costituiranno in Sicilia il primo vero esperimento di campo largo alternativo al centrodestra dai tempi dell’Ulivo.
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