Regione siciliana: no assunzioni, formare il personale - QdS

Regione siciliana: no assunzioni, formare il personale

Carlo Alberto Tregua

Regione siciliana: no assunzioni, formare il personale

mercoledì 13 Ottobre 2021 - 03:30

Presidente Musumeci, un colpo di reni

Le cattive figure che sta collezionando la burocrazia regionale non finiscono mai. Bilanci bocciati ripetutamente dalla Corte dei Conti, leggi impugnate dal Governo, magari qualcuna fuori termine, progetti tagliati dal Ministero perché non redatti in conformità ai Regolamenti europei, Consorzi agrari che non funzionano.

A questo si aggiungano le disastrose condizioni del territorio e delle strade provinciali, la spazzatura che ha riempito ogni angolo della Sicilia, non si sa più dove metterla e si comincia a pensare di esportarla in altri Paesi o in altre regioni.

I depuratori non funzionano, la digitalizzazione è all’alba e, infine, l’impreparazione del personale regionale di fronte ai compiti più importanti cui è preposto.

Questo disastro annunciato e concretizzato ha una precisa responsabilità che è quella del ceto politico, che ha avuto il compito in questi ultimi venti anni di governare la Sicilia.
Noi stessi ci meravigliamo nell’elencare le enormi inefficienze del massimo Ente regionale, non contestabili.

Anziché afferrare il toro per le corna e cioè mettere a regime funzionale tutto il personale (dirigenti e dipendenti), il Governo della Regione annuncia una cosa incredibile: “Siccome l’età dei dipendenti è elevata e non possiedono competenze – e, aggiungiamo noi, non hanno voglia di lavorare – bisogna assumere nuovo personale”.

Si tratta di un’intenzione diabolica perché l’attuale organico, di circa dodicimila dipendenti, compresi i dirigenti, è enormemente superiore al fabbisogno da più parti stimato di seimila dipendenti, ovviamente competenti e capaci di adempiere ai compiti per cui sono pagati.
Un Governo regionale serio dovrebbe porsi il problema di valorizzare il personale che ha e non aumentare le spese in un bilancio asfittico e ormai cristallizzato dal quale è impossibile trarre risorse da destinare agli investimenti.

Un Governo serio dovrebbe comprendere che senza nuovi investimenti non può aumentare il Pil della Sicilia, checché ne dica l’Assessore competente, né possono migliorare i servizi cui hanno diritto i siciliani, che ancora devono recarsi negli uffici anziché dialogare per via digitale.
I Governi della Regione degli ultimi venti anni, se fossero stati retti da persone competenti e previdenti, avrebbero dovuto comprendere che il progresso arrivava anche nella nostra Isola e per fronteggiarlo occorreva che il personale fosse continuamente aggiornato e formato per affrontarlo con competenza e capacità.

Non l’hanno fatto e oggi la Regione ha un personale-zavorra, che non ha alcuna responsabilità dello stato dei fatti, salvo quello di non metterci sufficiente volontà per acquisire le informazioni e competenze necessarie ad affrontare il futuro, che è già arrivato.

Dunque, seimila e non dodicimila dipendenti, su cui bisogna investire con corsi di formazione moderni ed efficaci, per digitalizzare tutti i processi, eliminando le scartoffie, gli archivi in armadi metallici, i camminatori (che dovrebbero essere scomparsi, ma che ci sono ancora) e tante altre figure inutili ma costose che gravano inutilmente sul bilancio regionale.

Non è più il tempo di babbiare, ovvero di cincischiare, di trovare scuse, di formulare spiegazioni inutili. È arrivato il tempo del fare e del fare bene.
Presidente Musumeci, in quest’ultimo anno della sua legislatura dia un colpo di reni, come è nelle sue possibilità e nelle sue qualità, sbatta fuori tutti i dipendenti che non vogliono lavorare, licenzi i dirigenti che non sanno fare il loro mestiere e premi quelli bravi (che ci sono), assegnandoli nei posti di responsabilità, soprattutto nei dipartimenti che si occupano dei fondi europei, compresi quelli del PNRR, nella gestione dei dipendenti, nell’ambiente, nel turismo e in altri settori fondamentali.

Presidente Musumeci, i siciliani perbene, che vogliono lavorare, hanno ancora fiducia in lei, che però ora – ripetiamo, in quest’ultimo anno – dovrà dimostrare di aver meritato la fiducia che i siciliani le hanno dato quattro anni fa.

Ha al suo fianco alcuni ottimi assessori, fra cui Lagalla e Armao. Agite rapidamente e con efficacia. Non c’è più tempo perché il tempo è scaduto da un pezzo.

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