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La Repubblica è di tutti. Tutti siamo Repubblica

La Repubblica è di tutti. Tutti siamo Repubblica
Festa della Repubblica – 2 giugno – Imagoeconomica

Il messaggio del Presidente invita ogni cittadino a essere protagonista consapevole della vita pubblica

Il Presidente della Repubblica, concludendo il suo discorso sugli ottant’anni della Costituente, ha esclamato: “La Repubblica è di tutti!”.

Il richiamo è pieno di significati, il primo dei quali, a nostro modesto avviso, dà la responsabilità ai singoli cittadini che compongono questo assieme, una sorta di immaginario e immateriale contenitore che è la Repubblica, cioé il sistema istituzionale che gestisce la nostra Comunità.

Il senso di Comunità: il dovere di ogni cittadino verso la Cosa pubblica

Il richiamo è importante perché sottolinea il dovere di ciascun componente di questo insieme che è l’Italia, il quale dovrebbe avere il senso di Comunità, comportandosi di conseguenza, adeguatamente.

Quale dovrebbe essere questo comportamento adeguato? Quello di comprendere quali sono gli eventi, come si svolgono i fatti, qual è il modo di agire di chi governa, informarsi su cosa accade giorno per giorno e via enumerando. In altri termini, ogni cittadina e cittadino dovrebbe avere la consapevolezza di essere protagonista della vita pubblica, non destinatario di altrui volontà, che subisce come se facesse parte di un gregge.

Non essere parte di un gregge: l’autonomia di pensiero come dovere civico

È proprio questo il nodo della questione: i componenti del nostro Paese debbono avere la consapevolezza di non essere parte di un gregge, ma di dire la propria opinione consapevole e obiettiva, in modo da contribuire efficacemente al buon andamento della Cosa pubblica.

È vero che cittadine e cittadini sono chiamati a esprimere concretamente la loro volontà al momento delle elezioni, ma è anche vero che queste ultime, nei diversi livelli, si svolgono solo periodicamente. Per cui tale volontà ha un significato e una conseguenza quasi annuale, al contrario di ciò che avviene nei Paesi ove vige la democrazia diretta.

Autonomia e indipendenza: perché il Presidente ha voluto ricordare questo principio

Perché il Presidente ha sentito la necessità di ricordare che, ripetiamo: “La Repubblica è di tutti!”? Non siamo interpreti del suo pensiero, ma a lume di naso crediamo che esso voglia indicare che ogni componente della stessa dev’essere autonomo, deve valutare senza pressioni o interferenze altrui tutto ciò che accade e, per conseguenza, esprimere un pensiero e una volontà (anche col voto) non condizionati o subordinati ad altri.

Vero è che ogni componente della Repubblica ha bisogni di varia natura, che non può soddisfare direttamente, ma è anche vero che la volontà del singolo si può esprimere autonomamente.

Informazione e capacità critica: l’elemento che distingue chi pensa con la propria testa

Non vi sembri che quanto scriviamo giri attorno alla questione di fondo inutilmente, ma è il tentativo di scavare dentro i fatti che accadono, per evidenziare i motivi del loro accadimento.

A nostro avviso il primo motivo risiede nella parziale incapacità di ogni membro della Comunità di formarsi un’opinione autonoma e concreta. Ciò perché non assume le necessarie quantità e qualità di informazioni e successivamente non le elabora adeguatamente.

Ed ecco che emerge l’elemento discriminante fra chi ragiona con la propria testa e chi, invece, con la testa degli altri. Si tratta proprio della capacità di valutare le informazioni che ogni giorno vengono propinate all’Opinione pubblica per soppesarle, capire se siano vere o false, se vogliano aprirci gli occhi e la mente oppure indurci a fare delle cose, anche contro il nostro interesse. Insomma, occorre che la gente non si faccia abbindolare.

Riflettere con il cervello: lo sforzo che ogni cittadino ha il dovere di compiere

“La Repubblica è di tutti!”, sante parole. Non sappiamo quanti ne abbiano compreso il profondo significato ed è proprio questo il punto che ritorniamo a mettere in evidenza: lo sforzo di comprensione che ognuno deve fare. Capiamo che essere cittadini e cittadine non è facile, perché spesso ci si abbandona alla corrente dei fiumi perenne, che va verso il mare, senza alcuna spinta. Invece, le persone hanno quel meraviglioso strumento che è il cervello, la cui corteccia induce a pensare, a riflettere, a capire; un esercizio difficile e anche pesante, ma che abbiamo il dovere e la responsabilità di compiere, in quanto esseri umani.

La sintesi della Comunità: prima l’interesse generale, poi quello personale

La Comunità è un’aggregazione di persone con desideri, volontà e capacità molto diversi ed è proprio la loro sintesi che rende difficile la convivenza. Però essa è una ricchezza ed è necessaria; ognuno di noi deve fare lo sforzo di contribuire a tale sintesi, ricordandosi che bisogna agire nell’interesse generale e solo dopo, nell’interesse personale.