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Restituire agli elettori il diritto di scelta e ai parlamentari vera libertà d’azione

Restituire agli elettori il diritto di scelta e ai parlamentari vera libertà d’azione
Senato della Repubblica

Per 21 anni Porcellum, Italicum e Rosatellum hanno privato i cittadini di un diritto fondamentale. Occorre una riforma per garantire le prerogative costituzionali di Rappresentanza

La nuova legge elettorale deve restituire agli elettori il diritto di scelta dei parlamentari.

Secondo il vice premier Antonio Tajani, leader del principale partito liberale Italiano, Forza Italia, è del tutto impossibile accettare la restituzione agli italiani del diritto di scelta dei propri parlamentari, arrivando ad alzare i toni e minacciare che in caso contrario il suo partito voterà contro il ripristino delle preferenze, in modo che la legge Stabilicum venga bocciata.

Il nodo delle preferenze nella legge elettorale

Questa è una grave contraddizione, perché essere liberali impone in primo luogo il rispetto della Carta Costituzionale, che da 21 anni è gravemente violata per il ricorso a tre leggi elettorali – Porcellum, Italicum e l’attuale Rosatellum – che hanno continuato imperterrite a consentire ai capi partito la nomina dei parlamentari per potere avere a disposizione “Yes man”, e non veri rappresentanti dei cittadini elettori provenienti dai territori in cui sono eletti.

Assumere quindi una postura di assoluta contrarietà, comporta la cancellazione anche per il futuro del Diritto di Rappresentanza, che a proposito di diritti liberali, è quello più importante unicamente riconosciuto dalla Costituzione. Agli elettori e non ai capi partito. Anche perché così facendo, questi ultimi hanno mortificato la democrazia poiché hanno rotto il sistema dei tre poteri, che sono rimasti due: l’esecutivo e il giudiziario, nel silenzio di una gravissima violazione dei diritti degli italiani.

Crisi della rappresentanza e sfiducia degli elettori

Tutto ciò non riguarda solo Forza Italia, che però ha più responsabilità essendo un partito liberale, ma anche la Lega, e molti partiti dell’opposizione, che su questo tema hanno assunto la postura dello struzzo e non si pronunciano a favore perché la pensano allo stesso modo dei due componenti della maggioranza.

Ora però questa estorsione dei diritti agli elettori non può continuare a essere praticata. I danni sono già stati troppi, in termini soprattutto di crescita progressiva delle astensioni, che ha portato i votanti al di sotto del 50% degli aventi diritto, provocando contestualmente l’aumento esponenziale della sfiducia per la crescente percezione di inutilità alla partecipazione democratica e conseguentemente un progressivo distacco degli italiani dalle istituzioni. Senza contare l’assenza di qualsiasi interlocuzione tra eletti ed elettori e il venir meno della tutela dei territori.

Parlamento e autonomia dei parlamentari

In questi 21 anni di estorsione dei diritti dei cittadini si è costantemente ridotto il ruolo del Parlamento, con una sempre crescente invasione dei ruoli istituzionali dell’Esecutivo, la crescita abnorme dei Decreti legge e la sempre maggiore riduzione dei tempi di esame delle Camere, con il conseguente ricorso dell’Esecutivo al voto di fiducia (con 108 voti di fiducia è stato raggiunto il record storico rispetto ai precedenti Governi). Tutto ciò ha ridotto il Parlamento a semplice passacarte dell’Esecutivo, sottraendo perfino il diritto di tempi ragionevoli per un doveroso dibattito.

Ma soprattutto, ciò che è in evidente e intollerabile mancanza, è l’assenza di libertà e autonomia dei parlamentari che, essendo nominati, non hanno margini di reazione alle decisioni sbagliate dei capi partito, i quali li comandano a bacchetta e possono provvedere a fine legislatura, in caso di contrasto, alla loro sostituzione.

Autonomia differenziata e rappresentanza politica

L’esempio più chiaro di questa gravissima violazione del diritto di totale libertà dei parlamentari è stata la gestione della Legge sull’Autonomia differenziata, che ha visto silenti per oltre un anno mezzo, ma fortemente preoccupati, i parlamentari della destra di Governo, i quali hanno votato in silenzio l’approvazione di una legge che avrebbe massacrato, se non ci fosse stato il provvidenziale intervento della Corte Costituzionale, l’intero Meridione italiano.

Con parlamentari liberi e indipendenti, come li garantisce la Carta Costituzionale, la Lega non avrebbe mai potuto proporre un provvedimento di tale portata, perché non avrebbe trovato un rappresentante del Sud disposto a massacrare il suo territorio.

Restituire il diritto di rappresentanza agli italiani

Ecco perché oggi più che mai è necessario che la nuova Legge elettorale restituisca agli italiani i diritti costituzionali della Rappresentanza e si ritorni alla libertà di azione degli eletti che, in democrazia, rispondono agli elettori e non ai capi partito. Ciò deve essere chiaro a tutti i partiti, che devono ora dichiarare la loro posizione affinché tutti i cittadini sappiano chi vuole continuare a estorcere i diritti costituzionali e chi invece consente di ritornare al rispetto della Carta, per salvare la democrazia.

Nicola Bono
Presidente associazione Europa Nazione