Tre dipendenti in servizio al dipartimento regionale Acque e altrettante figure indicate dalla struttura del Commissario straordinario unico per la depurazione. È la composizione della squadra di esperti che coadiuverà il dirigente generale Arturo Vallone nella valutazione dei progetti da finanziare per l’esecuzione di opere in materia di rete fognaria.
L’elenco dei nomi è stato resto noto ieri con un decreto dello stesso Vallone, a capo del dipartimento Acque. Fanno parte del gruppo di valutazione i dipendenti regionali Giuseppe Di Giovanni, Antonino Critesi e Girolamo Galizzi e tre ingegneri, indicati dal commissario nazionale Fabio Fatuzzo, Giacomo Antronaco, Riccardo Costanza e Giovanni Saitta.
In ballo c’è l’esame delle proposte provenienti dai territori. La Regione aveva emanato un avviso pubblico lo scorso anno.
I fondi a disposizione
Le risorse finanziarie sono da utilizzare in uno dei settori in cui la Sicilia ancora oggi è molto indietro: la raccolta dei reflui da sottoporre a ciclo depurativo. L’inadeguatezza delle infrastrutture esistenti e, in diversi, la totale assenza delle stesse da anni contribuiscono a tenere l’Italia sotto infrazione comunitaria.
In questo caso i finanziamenti sono legati ai fondi Fesr 2021-2027, nell’ambito dell’azione riguardante gli interventi per il miglioramento del servizio idrico integrato in tutti i segmenti della filiera.
Oggetto dell’avviso sono due settori identificati con le seguenti diciture: “Raccolta e trattamento delle acque reflue” e “Raccolta e trattamento delle acque reflue, conformemente ai criteri di efficienza energetica”.
In totale ci sono a disposizione 109 milioni di euro, dei quali 94 per interventi in materia di raccolta e trattamento delle acque reflue. I restanti 15 milioni di euro saranno riservati a progetti che garantiscono che “il sistema completo di trattamento delle acque reflue costruito abbia un consumo netto di energia pari a zero o che il rinnovo del sistema completo per le acque reflue comporti una riduzione del consumo energetico medio di almeno il 10 per cento”.
Il governo Schifani nel 2023 ha dato seguito alle indicazioni provenienti dall’Ue disponendo che ad avere priorità nel programma di finanziamento saranno gli “interventi riguardanti gli agglomerati in procedura di infrazione, così come individuati nella pianificazione del Commissario unico nazionale per la depurazione e la pianificazione d’ambito”.
L’avviso ha previsto anche la possibilità di finanziare opere sulla rete di smaltimento delle acque meteoriche, le cosiddette acque bianche, a patto che i lavori siano associati a interventi sulla rete fognaria.
I beneficiari
La selezione dei progetti da finanziare sarà fatta tenendo conto delle proposte giunte lo scorso anno alla Regione. L’avviso pubblico individuava i potenziali beneficiari nelle Ati, le Assemblee territoriali idriche, ovvero gli enti d’ambito in materia di gestione dell’acqua. In Sicilia sono nove e coincidono territorialmente con i perimetri delle ex province. A farne parte sono i singoli sindaci, con un peso specifico proporzionale alla popolazione che amministrano.
“Possono essere identificati tra i soggetti attuatori degli interventi i gestori affidatari del servizio idrico integrato e le gestioni in forma autonoma esistenti, salvaguardate ai sensi dell’articolo 147, comma 2-bis, del d.lgs. 152/06”, si legge nell’avviso.
Lo stesso prevedeva che i soggetti attuatori dovranno garantire il possesso della capacità operativa e amministrativa, in modo da garantire la realizzazione del progetto nelle modalità e nei termini previsti.
A riguardo è specificato che le opere dovranno essere completate ed entrare in funzione entro il 31 dicembre 2029.
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