Riassetto sistema camemario, Caltanissetta contro accorpamento - QdS

Riassetto sistema camemario, Caltanissetta contro accorpamento

Annalisa Giunta

Riassetto sistema camemario, Caltanissetta contro accorpamento

mercoledì 21 Luglio 2021 - 00:00

La scissione della Camera di Commercio del Sud-est, che sgancia gli enti di Siracusa e Ragusa da quello di Catania, associandoli a Caltanissetta, Agrigento e Trapani, preoccupa il sindaco Gambino

CALTANISSETTA – Scoppia la polemica in città a seguito dell’approvazione in commissione bilancio alla Camera dei deputati dell’emendamento per la riorganizzazione del sistema camerario. Il cosiddetto “decreto sostegni” prevede la scissione della Camera di commercio del Sud-est ovvero sgancia gli enti di Siracusa e Ragusa da quello di Catania associandoli a quelli delle province di Caltanissetta, Agrigento e Trapani. Una decisione che preoccupa il sindaco Roberto Gambino intervenuto sulla vicenda lanciando un grido di allarme per il territorio nisseno.

“La destra – afferma il sindaco – ci vuole togliere tutto, anche la camera di commercio. Considero folle, abominevole, scellerata una scelta simile dettata soltanto da interessi di campanile. Il secondo passaggio dopo la nomina del commissario e non ci vuole arte divinatoria, sarà quello che la sede di questa fantomatica camera di commercio di mezza Sicilia sarà scelta vedi caso a Siracusa. “Sento – prosegue Gambino – odore di piano strategico di depauperamento, sento odore di ascari. Se vogliono le maniere forti le avranno, attendo che arrivino tutti a perorare la causa della Camera di Commercio. Adesso gli urlatori di facciata a difesa del loro popolo si preparino i polmoni perché stavolta dovranno urlare davvero”.

“Un mostro giuridico, oltre che operativo, che renderà impossibile la vita delle nostre imprese” affermano in una nota congiunta i sindaci di Ragusa, Agrigento e Trapani concordi con il sindaco Gambino, che chiedono alla politica nazionale un ritorno al passato e un confronto con i territori, per individuare quali siano le migliori soluzioni.

Chiamato in causa dal primo cittadino il deputato Michele Mancuso ha replicato alle accuse. “Il sindaco Gambino – afferma – piuttosto che fare post o andare a braccetto a destra e a manca con il presidente Musumeci, perché non parlava della situazione della Camera di Commercio di Caltanissetta, anziché parlare di cose inutili e insignificanti per la città? Inoltre, Gambino dovrebbe informarsi meglio su quello che l’onorevole Mancuso ha fatto, come nell’ultima finanziaria approvata all’Ars, per la stabilizzazione dei circa 50 dipendenti della Camera di Commercio nissena. È da tre anni che da deputato porto avanti le istanze di tali lavoratori”.

“Ricordo – continua – che la norma è passata in Commissione Bilancio a Montecitorio, dove il M5S, da Conte a Draghi, è sempre stato maggioranza di Governo. Non solo, manca pure di tatto. Cosa c’entra l’onorevole Prestigiacomo con il danno arrecato alla provincia di Caltanissetta? Lei ha giustamente presentato emendamenti che riguardano la provincia di Siracusa. Piuttosto, i deputati del M5S e del PD a Roma, dove sono, invece, che difendere il territorio nisseno? A queste domande saprei dare una risposta. L’unica a cui purtroppo non sarò mai in grado di rispondere è: come mai un palermitano sindaco non sia capace di capire che i nisseni non meritano di essere presi in giro”.

Sulle accuse al M5s, è intervenuto il gruppo locale. “A chi accusa il Movimento 5 Stelle – si legge in una nota – di avere approvato l’emendamento che porta ad accorpamenti impensabili e senza nessuna logica, dimentica di dire, o forse ignora, che l’emendamento firmato, anche dai nostri deputati, non prevedeva questo bensì la divisione delle Camere di Commercio di Catania e Siracusa. In perfetto stile antidemocratico che contraddistingue il Centro Destra l’emendamento approvato è una riscrittura apparsa magicamente di notte e della quale i deputati del M5s non erano stati messi a conoscenza”.

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