Ricicla, riduci, riusa, recupera, rigenera - QdS

Ricicla, riduci, riusa, recupera, rigenera

Carlo Alberto Tregua

Ricicla, riduci, riusa, recupera, rigenera

mercoledì 08 Dicembre 2021 - 03:30

Le cinque “R” dell’Ambiente

Il futuro dell’Ambiente dipende dall’educazione delle persone, le quali dovrebbero acquisire nozioni per migliorare la qualità della vita mediante la qualità dell’Ambiente.
Le nozioni si acquisiscono attraverso la lettura di testi, scritti anche 2.500 anni fa; si acquisiscono attraverso le lezioni dei maestri e di tutti coloro che hanno vere competenze e non sono stupidi affabulatori.

In questo discorso rientra la qualità della Scuola e dell’Università che, al di là dell’insegnamento di merito, dovrebbero procedere all’abilitazione di ognuno dei discenti a comprendere meglio, a ragionare meglio, ad assorbire informazioni coordinate e regolate per illuminare il proprio cervello.

La premessa è indispensabile per comprendere come siano necessarie adeguate conoscenza e cultura per guardare molto avanti, cioé al futuro, nel quale la capacità di mantenere un Ambiente equilibrato è assolutamente necessaria.

Ricordiamo le cinque “R” dell’Ambiente: Ricicla, Riduci, Riusa, Recupera, Rigenera. Esse, estremamente chiare ed indicative, sono una componente essenziale della cosiddetta economia circolare, cioé di quel sistema economico che non getta via niente e che utilizza qualunque scoria, anche la più dannosa – anche quella nucleare – per farla diventare materia prima, atta a produrre nuova energia e nuova materia necessaria a qualunque forma di vita.

È chiaro che secoli di ignoranza non hanno abituato le generazioni umane al regime dell’economia circolare. Anche oggi, nonostante i progressi delle scoperte – di cui sono una testimonianza gli oltre seicento premi Nobel distribuiti in questi decenni – la gente non ha ben compreso che tutto quello che costituisce il residuo, sia delle lavorazioni sia dei consumi, deve essere reimmesso in un circuito per ricominciare il suo ciclo economico e funzionale.

Quanto scriviamo è noto in embrione, ma certamente non è compreso dalla massa delle persone che continuano a comportarsi in modo antitetico, in un modo cioé che definiremmo incivile.

Dunque, le cinque “R” sono la base per un Ambiente sano, in cui i comportamenti dovrebbero essere adeguati. Riciclare significa reimmettere in giro quella parte che non si è consumata. Ridurre significa tagliare i consumi non essenziali, privilegiando quella parte che serve alla produzione di beni e servizi e con essa all’incremento della ricchezza e dell’occupazione.
Riusare è un altro modo per non gettare niente. Sono meritevoli quei siti dove, chi possiede oggetti dismessi, può immetterli nella vetrina virtuale ed offrirli al mercato, cioé a gente che li acquista. Sembra che la cosa funzioni.
E poi, Recuperare tutto ciò che è possibile prima che arrivi al punto finale. Ci riferiamo a tutte le materie prime contenute nei rifiuti solidi urbani: vetro, legno, plastica, ferro, carta ed altri, che in un sistema ordinato ed efficiente dovrebbero essere separati e riportati, dopo opportune lavorazioni, all’inizio del ciclo come materie prime.

Infine, Rigenerare, cioé reimmettere in circolo sostanze che non hanno esaurito la loro potenzialità, ma che, opportunamente rimaneggiate, possono ancora servire. Vi sono tanti esempi al riguardo che ognuno di noi può individuare facilmente.

Quanto precede non è un’analisi di comportamenti per se stessi, bensì ha l’intenzione di colpire la sensibilità di chi legge e di costituire oggetto di riflessione.

Il miglioramento dell’Ambiente non può essere frutto di imposizioni dall’alto, anche se un insieme di leggi ordinate e di una burocrazia efficiente avrebbero il compito di educare e di indurre i cittadini ad un comportamento savio.

La finalità è di far riflettere e di far ragionare ognuno con la propria testa e non con quella degli altri, in modo da contribuire al miglioramento dello stato generale delle persone che deriva dal comportamento individuale oltre che dalla buona amministrazione delle istituzioni nazionali, regionali e locali.

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