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Ricordare il passato guardando al futuro, Lipari celebra i settant’anni del suo Museo archeologico

redazione

Ricordare il passato guardando al futuro, Lipari celebra i settant’anni del suo Museo archeologico

Giuseppe Bonaccorsi  |
mercoledì 03 Luglio 2024

Domani e dopodomani via alle iniziative per l’anniversario: in programma un convegno e una mostra permanente

LIPARI (ME) – “Siamo arrivati a un appuntamento molto importante per il nostro museo. I festeggiamenti per i settant’anni di apertura al pubblico del sito di Lipari intitolato a Luigi Bernabò Brea”. Lo ha detto il direttore del parco archeologico eoliano, Rosario Villardo che il domani e dopodomani aprirà i lavori del convegno dedicato proprio al lungo percorso storico del contenitore, che venne inaugurato nell’estate del 1954 con la prima esposizione nell’antico Palazzo vescovile sito sull’altura dell’Acropoli. La storia di questo museo, visitato ogni anno da appassionati, studiosi e migliaia di turisti, è strettamente legata alla ricerca archeologica nel territorio eoliano, ma in particolare a un luogo specifico: il Castello di Lipari, già di per sé un sito di grande fascino e rilevanza paesaggistica. Già nel 1942 Luigi Bernabò Brea, nuovo Soprintendente archeologo della Sicilia Orientale trasferito alla fine del 1941 da Genova a Siracusa, aveva intuito le potenzialità archeologiche delle Isole Eolie.

A seguire, nel 1950, una volta liberato il Castello di Lipari dal campo di confino, Brea potè finalmente avviare le fruttuose ricerche e raccoglierne i risultati nel Museo, che sarebbe stato destinato a costituire un caposaldo nella ricostruzione delle più antiche vicende preistoriche e protostoriche del Mediterraneo.

Per celebrare la ricorrenza, a Lipari, nel padiglione ex ostello alle ore 12 verrà inaugurata la mostra “1942-1954 verso il Museo” curata da Maria Clara Martinelli, Maria Bernabò Brea e Luana La Fauci, dedicata alla storia del Museo, sulla base dei documenti e della ricca corrispondenza conservata nell’Archivio storico. Verranno esposti i primi reperti acquisiti. La mostra sarà permanente e visitabile con il biglietto di ingresso al museo, da lunedì a sabato ore 9,00-19,00 e la domenica ore 9,00-13,00. In parallelo, nella sala Conferenze dell’ex chiesa Santa Caterina, si svolgeranno i lavori del Convegno “Raccontare il museo di Lipari a settant’anni dall’apertura al pubblico”. All’incontro parteciperanno l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, il dirigente generale del dipartimento Beni culturali della Regione, Mario La Rocca, l’arcivescovo di Messina, monsignor Giovanni Accolla, la sovrintendente dei Beni culturali di Messina, Mirella Vinci, il sindaco di Lipari, Riccardo Gullo e numerosi altri sindaci del comprensorio eoliano.

Tra i relatori oltre allo stesso direttore del parco, il professore Giuseppe La Greca che parlerà sulla “Città murata di Lipari tra il 1900 e il 1950”, quando il castello era una destinazione di confino. Durante i lavori si traccerà la storia del percorso formativo della prestigiosa istituzione museale, in cui andava via via prendendo forma l’appassionante progetto culturale eoliano di Luigi Bernabò Brea, in una visione da subito condivisa con gli abitanti delle isole, che lo hanno sempre supportato, offrendo appassionate e fondamentali collaborazioni. Rosario Vilardo, direttore del Parco Archeologico delle Isole Eolie, del quale oggi il museo è la sede principale, e l’archeologa Maria Clara Martinelli illustreranno i nuovi progetti espositivi realizzati e in corso di realizzazione per far sì che l’istituzione mantenga sempre il suo ruolo dinamico.

Bernabò Brea, già direttrice del Museo nazionale archeologico di Parma, insieme a Madeleine Cavalier, studiosa che ha condiviso con Luigi Bernabò Brea la creazione del museo e le ricerche nelle Eolie, ricorderanno alcuni dei momenti più importanti della lunga e faticosa strada percorsa. Caterina Greco, già direttrice del Museo Archeologico Antonino Salinas di Palermo, presenterà l’importante Museo siciliano; Massimo Cultraro, dirigente archeologo del Cnr-Istituto di Scienze del patrimonio culturale e docente dell’Università degli Studi di Palermo, confronterà il museo di Lipari con quello di Lemnos, anch’esso dovuto all’iniziativa di Luigi Bernabò Brea e poi Andrea Cardarelli, docente dell’Università La Sapienza di Roma, oggi presidente dell’Istituto italiano di preistoria e protostoria di Firenze, darà voce a quella che è la più importante stratigrafia preistorica scoperta in un sito archeologico.

“L’occasione dell’anniversario – ha proseguito Villardo – non poteva non stimolare una riflessione sui percorsi della museografia negli istituti che espongono collezioni preistoriche, per un primo bilancio di come il racconto della Preistoria e della Protostoria si sia trasformato nel tempo e con quali obiettivi, strumenti e risultati. Il museo – ha aggiunto il direttore è una chiara testimonianza di come queste isole sono state abitate da popolazione preistoriche a partire da 8mila anni fa e poi da popolazioni dell’età del bronzo e nel corso dei secoli a venire da greci, romani, bizantini, arabi, normanni… Il museo quindi , attraverso le sue collezioni, racconta la permanenza di popolazioni diverse che almeno sino a oltre il Medioevo hanno colonizzato queste isole”.

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