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Meno vacanze lunghe a scuola? La riforma del calendario scolastico proposta da Santanchè

Meno vacanze lunghe a scuola? La riforma del calendario scolastico proposta da Santanchè
Ministra Daniela Santanchè, foto da Imagoeconomica

La proposta lanciata lo scorso gennaio per supportare la destagionalizzazione del turismo fa discutere.

Dallo scorso gennaio si dibatte sul futuro del mondo della scuola e, in particolare, sulla riforma del calendario scolastico auspicata e proposta – in occasione del Forum internazionale del turismo a Milano – dal ministro del Turismo Daniela Santanchè. Un programma che prevede meno vacanze lunghe e periodi di stop più frequenti nel corso dell’anno. Non c’è ancora alcun via libera, ma la proposta ha iniziato presto a fare il giro del web, suscitando le reazioni di politici, docenti, studenti e genitori. Ecco cosa prevede, cosa ne pensa il Ministero dell’Istruzione e perché a proporre i cambiamenti è la numero uno del Ministero al Turismo.

Riforma calendario scolastico, cosa cambierebbe con la proposta Santanchè

La proposta di Daniela Santanché prevede di rivedere l’attuale calendario scolastico, redistribuendo le vacanze durante l’anno. Questo comporterebbe meno pause lunghe (estate, Natale e Pasqua) e più pause nel corso dell’anno e anche in periodi di bassa stagione. Il piano prevedrebbe per le Regioni la possibilità di redistribuire al meglio le giornate sottratte alle “vacanze lunghe”, ma anche di integrare nel calendario giornate dedicate al turismo scolastico.

Al momento, è importante specificarlo, sembra che non esista ancora un testo completo e definito su cui lavorare. Niente bolle in pentola, quindi. Solo una proposta dal ministro Santanché, che auspica un dialogo con il Ministero dell’Istruzione in merito.

Le parole di Valditara e il dibattito

Lo scorso gennaio, in merito alla questione, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha specificato che “al momento non c’è nulla di concreto”. In attesa di cambiamenti, però, il dibattito pubblico si alimenta tra posizioni favorevoli alla proposta di Santanchè – che avvicinerebbe il modello italiano a quello adottato in altri Paesi europei – e altri che temono che il nuovo calendario sia inapplicabile per alcune Regioni (come la Sicilia, che in estate subisce spesso gli effetti delle ondate di calore e quindi potrebbe avere difficoltà a tenere gli studenti in classe per più tempo nel periodo estivo). Per molti insegnanti e sindacati della scuola, poi, i cambiamenti del calendario non sarebbero prioritari rispetto alle necessità attuali del settore.

Il fine turistico del cambiamento

Perché è Daniela Santanché – ministro del Turismo – a proporre un nuovo calendario scolastico? Il progetto presentato lo scorso gennaio ha un chiaro fine turistico: non solo armonizzare il calendario delle lezioni a quelli europei, “più moderni e flessibili”, ma anche contribuire – fornendo più periodi di vacanza in periodi di bassa stagione – alla destagionalizzazione del turismo.

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