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Riforma sui concorsi universitari, c’è l’ok del Governo: adesso è legge, diverse le novità in arrivo

Riforma sui concorsi universitari, c’è l’ok del Governo: adesso è legge, diverse le novità in arrivo
Concorsi pubblici, immagine di repertorio da Imagoeconomica (Carlo Carino)

Tra questi, lo stop all’Abilitazione Scientifica Nazionale, le pubblicazioni cambiate e la nuova prova didattica introdotta e anche le commissioni, che avranno dei membri esterni sorteggiati.

Nelle scorse ore, da Montecitorio approvata definitivamente la riforma sui concorsi universitari. Un disegno di legge che, dopo l’approvazione del Governo, diventa dunque legge. Ma cosa regolava questo ddl approvato dalla Camera e dunque diventato legge? In questo articolo, una sintesi di tutto ciò che bisogna conoscere in merito.

Riforma su concorsi universitari diventa legge: approvato dal con 122 sì, 70 no e tre astenuti. Le principali modifiche

Da Montecitorio è arrivato l’ultimo via libera: il disegno di legge sulle procedure di riforma sui concorsi universitari è legge. Questo dunque, andrà a rinnovare il reclutamento, trasferimento e valutazione del personale ricercatore e docente universitario, che è già deliberato dal Senato dallo scorso mese di dicembre.

Il provvedimento, arrivato nella serata del 7 luglio con 122 sì e 70 contrari, oltre che tre astenuti, vedrà alcune modifiche importanti per i concorsi universitari. Tra questi, lo stop all’Abilitazione Scientifica Nazionale, le pubblicazioni cambiate e la nuova prova didattica introdotta e anche le commissioni, che avranno dei membri esterni sorteggiati.

La riforma contestata da docenti e ricercatori: questa mattina il flash mob a Roma

La riforma ai concorsi universitari, ha raggiunto la soddisfazione della presidente della Conferenza dei rettori, Laura Ramaciotti, ma è anche in queste ore fortemente criticata da ricercatori e docenti universitari che – questa mattina, mercoledì 8 luglio – hanno dato vita ad un flash mob a Roma perché, sostengono, il provvedimento “rischia di legalizzare i concorsi truccati, cancella il merito e mette a rischio la qualità stessa delle nostre università” e “modificherà le regole per assumere professori e ricercatori in università, mettendo in grave pericolo le procedure di selezione della classe docente, la qualità degli insegnamenti e il rispetto del merito”.

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