Rincari, l'annuncio di 20 panifici e lavanderie: costretti a chiudere - QdS

Rincari, l’annuncio di 20 panifici e lavanderie: costretti a chiudere

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Rincari, l’annuncio di 20 panifici e lavanderie: costretti a chiudere

Redazione  |
mercoledì 05 Ottobre 2022 - 18:46

Le attività imprenditoriali che hanno comunicato lo stop sono tutte a Palermo. L'allarme del Cidec: "Non riescono più a reggere i costi delle bollette"

I rincari dei costi energetici fanno altre vittime. Venti attività imprenditoriali sono in procinto di chiudere i battenti a Palermo. Lo ha reso noto il presidente provinciale della Confederazione italiana esercenti commercianti Salvatore Bivona. Il quale ha precisato che il dato riguarda imprese iscritte all’associazione di categoria, in gran parte artigianali.

“Sono prossime alla cessazione delle attività – precisa – venti tra imprese ed esercizi commerciali attivi nella produzione di dolciumi, pane e prodotti da forno e lavanderie”. Piccole realtà che non riescono a reggere i costi delle bollette di luce e gas. E adesso hanno comunicato alla Cidec di Palermo la triste decisione di porre fine alle attività.

“Notizie che provocano sgomento – dice il presidente – anche in considerazione dei licenziamenti che ne scaturiranno. Palermo non ha certo bisogno di nuovi disoccupati o di gente disperata che ricorre al lavoro nero o irregolare o, ancora peggio, agli usurai per ricevere liquidità”.

“Ho invitato personalmente i titolari a resistere ancora per qualche mese – afferma -. In attesa che il governo nazionale dia risposte concrete agli imprenditori e agli esercenti. Ma la disperazione sembra prevalere e temo che si tratti soltanto delle prime chiusure all’orizzonte”.

Salvatore Bivona, che riveste anche il ruolo di presidente regionale dell’associazione datoriale, esprime forte preoccupazione anche per la situazione nel resto della Sicilia. Soprattutto nelle aree già maggiormente esposte al rischio di desertificazione produttiva e commerciale dell’entroterra. “Imprenditori e commercianti – conclude – hanno già dato abbondantemente prova di resilienza: si intervenga subito, prima che il tessuto economico delle città e dei piccoli centri ceda definitivamente”.

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