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Riposto, le fortezze dimenticate da convertire in museo

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Riposto, le fortezze dimenticate da convertire in museo

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lunedì 08 Febbraio 2021 - 18:01

Progettate e usate durante la seconda guerra mondiale dalle truppe dell’asse, per contrastare l’avanzata nell’isola degli angloamericani nel 1943., oggi potrebbero aprire ai turisti.

Per un turista che viene in Sicilia, è facile imbattersi in
piccole fortezze dimenticate, progettate e usate durante la seconda
guerra mondiale dalle truppe dell’asse, per contrastare l’avanzata nell’isola
degli angloamericani nel 1943.

Una di queste si trova a Riposto, in provincia di
Catania, sul Lungomare E. Pantano che congiunge la cittadina ripostese con una
delle sue frazioni: Torre Archirafi. La cupola è la parte superiore e finale di
una costruzione interrata costruita in materiale ferroso, che fu postazione
d’artiglieria della “Wehrmacht”, di cui v’è ancora oggi presenza sul luogo e ne
è possibile la visione. Il sito fu realizzato con molta probabilità, nei primi
anni 40. Le forze armate tedesche che presidiavano la fascia costiera avevano avviato
i lavori per la costruzione del presidio sul lungomare. Esso assumeva le
caratteristiche di un piccolo “bunker” da guerra nella parte sotterranea;
completato da una parte emergente di forma circolare fornita di feritoie, allo
scopo di avvistamento ma soprattutto di posizionamento dell’artiglieria, per
respingere eventuali sbarchi o incursioni da parte delle truppe alleate.

La differenza sostanziale era che generalmente, il materiale
impiegato per la costruzione elevata fosse il cemento rinforzato. Invece nel
caso del presidio del lungomare di Riposto, si preferì il ferro resistente
all’umidità ed agli agenti corrosivi della salsedine. Per accedere si entrava
da una botola e per scendere vi era una ripida scala che immetteva in due camere.
Sul fianco del mare a ridosso di scogli e sassi, dove non c’era sentiero e nessuno
poteva avvicinarsi senza essere visto col rischio di essere colpito, veniva
posizionata la mitragliatrice; sul lato interno invece venivano collocate le
postazioni per i munizionamenti, le artiglierie e probabilmente il luogo di
riposo dell’artigliere. Al suo interno si trovavano alcune panche e lungo la parete,
presumibilmente si vedevano appese, borracce, mappe della costa, elmetti e binocoli.

Queste strutture fanno parte del territorio e vanno considerate
come monumenti storico-bellici, dove dei soldati rimanevano spesso da soli,
unici custodi e sentinelle della costa, in attesa di ricevere dal comandante
ordini e notizie. Con la completa riqualificazione del sito si potrebbe creare
un percorso storico, per raggiungere un punto panoramico turistico bello e
suggestivo.

Rosario Caltabiano

Abbiamo chiesto al vice sindaco di Riposto Ing. Rosario
Caltabiano, “sarà possibile aprire al
pubblico la cupola di ferro e renderla
visitabile ai ripostesi, ai turisti e
agli appassionati delle grandi battaglie della storia e trasformarla in un
piccolo museo cittadino” – “
Si può inquadrare in un progetto da presentare
all’assessore alla cultura del governo regionale siciliano” Alberto Samonà” e
chiedere dei fondi per ripristinare e mettere in sicurezza un monumento che fa
parte della nostra storia-.

Lungo il fronte trentino della prima guerra mondiale, ai
piedi delle montagne disseminate di fortificazioni e trincee, sorgono numerosi
musei dedicati alla Grande Guerra. Percorrendo la zona jonica etnea, transitando nei comuni di Piedimonte, Linguaglossa,
Castiglione di Sicilia, Randazzo Francavilla di Sicilia, è facile imbattersi in
queste fortezze abbandonate.

Partendo proprio da Riposto, porto dell’Etna è possibile
creare una rete di musei della seconda guerra mondiale in Sicilia?

“E’ possibile creare un percorso che colleghi il museo
storico dello sbarco in Sicilia di Catania, ad altre postazioni sul territorio
in un contesto storico turistico che comprenda, oltre “la cupola di ferro” di
Torre Archirafi, i vari siti disseminati nel comprensorio Ionico Etneo. La luce
per guardare al futuro parte dal passato e tutelare questi siti è anche un modo
per ricordare le vittime di entrambi gli schieramenti”.

Grandi Assertori di pace furono gli ultimi Papi: Pio XII, Giovanni
XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II e ad oggi ne traiamo insegnamento a ricordo
di una delle più tristi pagine della storia italiana: il secondo conflitto
mondiale. Possa essere oggi “la cupola di ferro” un monumento storico alla
memoria di studiosi universitari e scolaresche con cui condividere informazioni
sull’Operazione Husky in Sicilia e su tutti gli avvenimenti ad essi collegati. Un
sito in cui è possibile riscoprire le postazioni militari e i numerosi bunker
disseminati sul comprensorio ai fini di una loro valorizzazione e tutela. La
nostra storia siciliana è legata agli avvenimenti di quel periodo bellico,
facciamone tesoro, ricostruiamola e soprattutto impegniamoci a favore della
pace come fece un grande uomo Giovanni XXIII “ con la sua l’enciclica Pacem in
terris”.

Antonino Di Mauro

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