Home » Cronaca » Il triplice omicidio a Roma, l’unico figlio sopravvissuto: “Il killer mi stava aspettando, avevamo litigato”

Il triplice omicidio a Roma, l’unico figlio sopravvissuto: “Il killer mi stava aspettando, avevamo litigato”

Il triplice omicidio a Roma, l’unico figlio sopravvissuto: “Il killer mi stava aspettando, avevamo litigato”
Foto Adnkronos

Ed è proprio lui, Amir, che, secondo quanto riportato da “Il Messaggero” in queste ore, avrebbe fornito ai soccorritori – proprio pochi istanti dopo l’aggressione subita in casa – una testimonianza dettagliata, lucida, nonostante il momento e le ferite sul suo corpo

Sono ore di grande dolore a Roma per ciò che è accaduto alla famiglia Uddin, letteralmente sterminata. Secondo quanto è emerso negli ultimi giorni, sarebbe stato l’amico di famiglia, 43 anni, Shahadat Hossain, a uccidere madre, padre e una bimba di 8 anni, connazionali bengalesi. A sfuggire al killer solo un ragazzo, il figlio della coppia, rimasto ferito dopo lo scontro in casa e ora in prognosi riservata in ospedale al Policlinico Gemelli.

Ed è proprio lui, Amir, che, secondo quanto riportato da “Il Messaggero” in queste ore, avrebbe fornito ai soccorritori – proprio pochi istanti dopo l’aggressione subita in casa – una testimonianza dettagliata, lucida, nonostante il momento e le ferite sul suo corpo.

La testimonianza di Amir Uddin: “Il 43enne mi aspettava in casa, voleva ammazzarmi. Avevamo litigato”

Uscito di casa ferito e sanguinante, proprio nei pressi della sua abitazione al nord-ovest di Roma, zona via Casalotti, il ragazzo – l’unico sopravvissuto allo sterminio di Hossain, connazionale bengalese scappato dopo il triplice omicidio e su cui sono in corso le indagini da parte delle forze dell’ordine – avrebbe spiegato cosa è accaduto in quella casa nelle scorse ore, quando il 43enne ha ucciso tre persone (tra cui la sua piccola sorellina, una bimba di 8 anni).

“Avevamo litigato la scorsa settimana. Mi stava aspettando per ammazzarmi. Mi stava aspettando a casa, mi stava aspettando”, avrebbe detto l’unico superstite degli Uddin ai soccorritori. Il giovane, sarebbe sopravvissuto allo sterminio per mano del 43enne perchè fuori casa ma, proprio come ha raccontato, l’aggressore era lì in casa, ad aspettare il suo rientro.

“Lui era lì”, poi il tentato omicidio e la fuga: il giovane Amir è adesso in prognosi riservata al Gemelli di Roma

 “Sono rientrato a casa dopo aver finito di lavorare. Lui era lì“, continua Amir, il figlio della coppia uccisa. “I primi secondi non mi sono accorto di niente”. Successivamente però, il dubbio del silenzio rumoroso in casa inizia a farsi vivo. Il killer, secondo ciò che emerge in queste ore, aveva già pulito tutta la scena del delitto in attesa dell’ultima sua vittima, proprio Amir. Poi il piedino della sorella che spuntava da sotto il letto dei genitori e l’improvvisa aggressione del killer: colpi con la mannaia, spintoni e fuga in strada del 43enne, riuscito a scappare. Per Amir, prognosi riservata al Policlinico Gemelli, ma è l’unico sopravvissuto alla brutale intenzione del suo connazionale.

Il movente passionale dietro lo sterminio della famiglia a Roma

“La mia famiglia aveva discusso con lui”, avrebbe spiegato Amir, l’unico superstite, ai soccorritori. “Mio padre voleva allontanare Shahadat dalla comunità. È stato lui”. Adesso, sul caso si continua a indagare. Per il momento, la pista più importante secondo gli inquirenti è quella del movente passionale, con il 43enne che potrebbe aver avuto una relazione, o delle particolari attenzioni, nei confronti della madre 38enne del giovane Amir.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp Telegram