Saguto, l'Accusa, esercitava la funzione per interesse privato - QdS

Saguto, l’Accusa, esercitava la funzione per interesse privato

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Saguto, l’Accusa, esercitava la funzione per interesse privato

lunedì 20 Gennaio 2020 - 12:34
Saguto, l’Accusa, esercitava la funzione per interesse privato

La pubblico ministero Claudia Pasciuti ha affermato in aula che "nelle intercettazioni con Cappellano Seminara" si trovano "chiari riferimenti". "Senza soldi, chiedeva aiuto all'amministratore giudiziario". "Da Cappellano un trolley con soldi alla magistrato"

“Da alcune intercettazioni si desume in maniera chiarissima che l’esercizio delle funzioni non era posto in essere per l’interesse pubblico ma per quello privato”.

Lo ha affermato la pm Claudia Pasciuti, che sostiene l’accusa insieme al collega Maurizio Bonaccorso, nel corso della requisitoria del processo sul cosiddetto sistema Saguto, parlando delle intercettazioni tra l’amministratore giudiziario Gateano Cappellano Seminara e l’ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, Silvana Saguto.

Il reato contestato è corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio.

“Nel giugno 2015 – ha ricordato la pm – la Guardia di Finanza su delega del Pm ha svolto un lavoro monumentale dalla quale si evidenziava anche una costante carenza di liquidità sui conti correnti dei coniugi Saguto-Caramma. In una conversazione la Saguto dice a Cappellano Seminara ‘guarda che quei documenti non sono arrivati completamente. Siamo un poco persi'”.

Per il Pm non vi è alcun dubbio che quando i due parlano di ‘documenti’ si riferiscono a somme di denaro.

“Senza soldi, chiedeva aiuto a Cappellano Seminara”

“Senti ma poi i documenti li hai fatti’ chiedeva Silvana Saguto e l’avvocato Gaetano Cappellano Seminara rispondeva: certo li ho preparati”.

Silvana Saguto in quel momento, nel giugno 2015, stava attraversando un periodo difficilissimo per la situazione finanziaria della sua famiglia.

“Silvana Saguto – ha detto il Pm Pasciuti – manifestava a Cappellano Seminara la sua disperazione e faceva capire che da lui si aspettava qualcosa e che lui doveva trovare una soluzione. Gli disse di essere disperata, provata e di non avere più soldi. Di contro Cappellano Seminara precisava che non era così semplice”.

Nelle varie conversazioni tra i due, intercettate nel giugno 2015, furono diversi i riferimenti ai “documenti”, cioè i soldi di cui, secondo l’accusa, Silvana Saguto aveva bisogno.

“Da Cappellano un trolley con soldi alla magistrato”

“Silvana Saguto parla con entrambi i figli del fatto che quel giorno Cappellano Seminara avrebbe dovuto portare quei ‘documenti’ ma non era venuto. E’ il 28 giugno”.

“Il 30 giugno l’ingegnere Lorenzo Caramma, marito della Saguto – ha continuato Pasciuti – riceve una telefonata da Banca Nuova che sollecitava un versamento per coprire il debito. La stessa sera Cappellano Seminara entra con un trolley a casa della Saguto alle 22.35 ed esce poco dopo. L’indomani viene fatto il versamento in banca”. Per il Pm non ci sono dubbi di alcun genere sul fatto che “Cappellano Seminara consegnò a Saguto denaro contante”.

Sarebbe stato l’architetto Giuseppe Caronia a consegnare in una busta di plastica i soldi, ventimila euro in contanti, in banconote da 50 euro, all’avvocato Gaetano Cappellano Seminara.

Soldi che poi finirono all’ex presidente della sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, Silvana Saguto e che sarebbero stati portati a casa di quest’ultima dallo stesso Cappellano Seminara all’interno di un trolley la sera del 30 giugno 2015.

Questo quanto ricostruito dalla Pm Claudia Pasciuti.

“Una sera – è la dichiarazione di Caronia -, intorno alle 21, ho avuto un incontro a piazza Sturzo con Cappellano. Era con la sua Mercedes bianca e io sono salito a bordo. Quindi gli ho consegnato una busta bianca contenente 20 mila euro in contanti, tutte banconote da 50 euro. Soldi che avevo prelevato dai conti correnti della Caes srl e da conti personali. L’incontro durò pochi minuti e non sono a conoscenza dell’uso che Cappellano fece del denaro”.

Tra Cappellano Seminara e Caronia intercorrevano rapporti lavorativi.

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