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Salute mentale, un italiano su quattro non è disposto a parlarne sul lavoro

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Salute mentale, un italiano su quattro non è disposto a parlarne sul lavoro

mercoledì 16 Ottobre 2019 - 00:00
Salute mentale, un italiano su quattro non è disposto a parlarne sul lavoro

È quanto appurato da Adp Italia, leader nella consulenza per la gestione risorse umane

in collaborazione con ITALPRESS

ROMA – Problemi di salute mentale: a chi lo comunicheresti sul posto di lavoro? Si apre con questa domanda la survey “Workforce View 2019” di Adp Italia, leader nella consulenza per la gestione delle risorse umane a livello mondiale. Il 32,60% dei lavoratori italiani dichiara che, in caso di problemi di salute mentale, è disposto a parlarne in ufficio solo se ha amici presenti sul posto di lavoro, il 31% con i colleghi, il 25% con nessuno sul posto di lavoro, il 15% con il capo, il 12,10% con la direzione del personale.

“Quello del disagio mentale costituisce ancora un nervo scoperto nella gestione delle risorse umane in Italia – ha dichiarato Virginia Magliulo, general manager Adp Italia -. Come emerge dalla survey presa qui in esame, risulta che è ancora una buona fetta dei lavoratori italiani a mostrare ritrosia nel parlarne nell’ambito di uffici/fabbriche. Ciò per motivazioni diverse, ma soprattutto per timore che venga giudicata comunque negativamente la propria performance. Un ascolto continuo delle proprie persone e un feedback puntuale concretizzano un più stretto rapporto tra i dipendenti, manager e vertici aziendali. Solo così verranno del tutto liberate le potenzialità e la creatività del lavoratore che può sviluppare il proprio senso di appartenenza all’azienda e sentirsi pienamente coinvolto negli obiettivi aziendali”.

Se la disponibilità a parlare di problemi di salute mentale viene analizzata per fasce d’età, risulta che si rivolgerebbe agli amici sul posto di lavoro (media Italia = 32,60%) il 43,20% tra i 16-24, il 35,20% tra i 25-34, il 31,60% tra i 35-44, il 29,9% tra i 45-54, il 32,90% per i 55+.
Ai colleghi (media italiani = 31%) si rivolgerebbe il 40,50% tra i 16-24, il 38,00% tra i 25-34, il 31,30% tra i 35-44, il 23,80% tra i 45,54, il 27,30% 55+.

Non lo direbbe a nessuno (media Italia = 25%) il 10,80% tra i 16-24 anni, il 20,20% 25-34, 24,20% 35-44, il 28,20% 45-54, il 36,40% 55+. Ne parlerebbe con il capo (media Italia = 15%) il 24,30% 16-24, il 15,30% 25-34, il 15,60% 35-44, 15,10% 45-54, 9,10% 55+ Si rivolgerebbe alla direzione del personale (media Italia 12,10%) il 24,30% 16-24, 11,20% 25-34, 12,90% 35-44, 12,20% 45-54, 7,70% 55+.

Nella survey di Adp si sonda anche l’interesse della propria azienda rispetto ai problemi di salute mentale. Il 32,50% del campione dichiara che la propria azienda non è del tutto interessata alla salute mentale dei lavoratori. Quanti dicono che l’azienda è interessata ma solo superficialmente sono il 36,90%, l’azienda è abbastanza interessata per il 22,40%. Sostiene invece che l’azienda è molto interessata l’8,20% degli intervistati.

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