Doveva essere l’inizio di un sogno, di una rincorsa ma la trasferta al Ceravolo per il Palermo si è trasformata in un incubo. Ma la realtà è questa ed è ancora più dura di quello che si è visto in campo e soprattutto di quello che non si è visto. Già perché il Palermo a Catanzaro non è praticamente mai sceso in campo annichilito dalla compagine di casa più fresca e sicuramente mentalmente più presente.
Il 3-0 del Catanzaro è una batosta pesante da digerire sotto tutti i punti di vista. Fa il paio con i due 3-0 subiti dal Monza in campionato, che hanno di fatto buttato fuori i rosanero dalla corsa alla Serie A diretta durante la stagione regolare. Questo, invece, rischia di fermare un cammino che tutti per come la squadra si era espressa per la maggior parte del campionato, speravano fosse trionfale nonostante la presenza dello spauracchio Monza che però ieri ha faticato non poco sul campo della Juve Stabia rimontando due reti nel finale ai campani, pareggiando 2-2 e portando l’ago della bilancia nuovamente a proprio favore.
Black-out inspiegabile
Dopo la partita odierna, invece, per il Palermo la situazione è grave. Il black-out col Catanzaro è inspiegabile per una formazione che in 38 partite ha fatto 13 punti in più dei calabersi. In pochi, neanche i più ottimistici tifosi giallorossi probabilmente, si sarebbero aspettati un 3-0 così netto e maturato nei primi 45′ dove Iemmello è salito in cattedra con due reti e un assist. Fa sensazione il fatto che non ci sia una benché minima reazione. Solo una traversa in pieno recupero di Rui Modesto per i colori rosanero. Troppo poco davvero anche perché sembrato più frutto di un’azione personale che di una manovra di gioco che non si è mai vista in questa semifinale di andata dal sapore amarissimo.
Inzaghi adesso ha meno di 72 ore per capire cosa sia successo, quale sia il male che ha impedito alla sua squadra di scendere in campo con la testa e che ha spianato la strada a un avversario affamato, ben messo in campo e autore di una gran partita anche sul piano del gioco. E deve mettere insieme i cocci perché c’è l’imperativo di giocare per vincere e per tentare il miracolo di fronte agli oltre 30mila spettatori che andranno al Barbera di mercoledì per dare la spinta ai propri beniamini.
Le parole servono a poco, men che meno quelle di circostanza. In tanti baratterebbero le parole vuote con una prestazione maiuscola sull’esempio di quanto ha fatto il Catanzaro questa sera.
Mercoledì è dietro l’angolo e serve, lo ripetiamo, un miracolo di 90 minuti. Di certo servirà una squadra con la testa e il cuore in campo perché quanto visto questa sera è stato troppo brutto per essere vero con nessun giocatore che può avere la sufficienza. Una serata impietosa, probabilmente la peggiore dell’anno con l’aggravante che adesso la squadra è con le spalle al muro e per sovvertire quello che appare inevitabile dovrà trasformarsi e fare… il Catanzaro. Quello visto in questi play-off, ovviamente.
Il tabellino
Catanzaro-Palermo 3-0
Catanzaro: Pigliacelli, Antonini, Cassandro; Favasuli, Pontisso (dal 75′ Pompetti), Petriccione, Alesi (dall’84’ Di Francesco, Brighenti; Liberali (dal 75′ Frosinini), Iemmello (dall’84’ Rispoli), Pittarello. Allenatore: Alberto Aquilani. A disposizione: Marietta, Bashi, Jack, Naumah, Verrengia, Oudin, D’Alessandro, Buglio.
Palermo: Joronen; Peda, Magnani, Ceccaroni; Pierozzi (dal 46′ Gyasi), Segre (dall’87’ Giovane), Ranocchia (dal 60′ Blin), Augello (dal 60′ Rui Modesto); Palumbo, Le Douaron (dal 51′ Johnsen), Pohjanpalo. Allenatore: Filippo Inzaghi. A disposizione: Gomis, Di Bartolo, Gomes, Bani, Vasic, Corona, Veroli.
Arbitro: Ermanno Feliciani di Teramo. Assistenti: Vittorio Di Gioia (Nola) e Alex Cavallina (Parma). Quarto ufficiale: Niccolò Turrini (Firenze). Var: Luca Pairetto (Nichelino). Avar: Marco Piccinini (Forlì).
Reti: al 1′ e al 15′ Iemmello, al 41 Liberali.
Note. Ammoniti: Ranocchia (Palermo), Pierozzi (Palermo), Augello (Palermo) Frosinini (Catanzaro).
Recuperi: 5’+ 6′.
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