Home » Sicilia » Salvarono 11 pazienti da incendio al Policlinico: premiati sanitari eroi a Palermo

Salvarono 11 pazienti da incendio al Policlinico: premiati sanitari eroi a Palermo

Salvarono 11 pazienti da incendio al Policlinico: premiati sanitari eroi a Palermo
policlinico di palermo

L’Università degli Studi di Palermo ha reso omaggio ai sanitari che quel giorno salvarono i degenti mettendo a rischio la propria incolumità

Erano riusciti a mettere in salvo undici pazienti rimasti bloccati nel reparto di Ortopedia del Policlinico dov’era divampato un vasto incendio. A distanza di pochi mesi dal rogo che il 16 gennaio scorso colpì il padiglione 14 del Policlinico di via del Vespro, l’Università degli Studi di Palermo ha voluto rendere omaggio ai sanitari che quel giorno salvarono i degenti mettendo a rischio la propria incolumità ed evitando di fatto una catastrofe.

Consegnato il Sigillo di Ateneo

Nella Sala delle Capriate dello Steri, gremita di colleghi, familiari e amici, il rettore Massimo Midiri ha consegnato il Sigillo di Ateneo e di riconoscimento al merito ai protagonisti di quell’intervento: Lawrence Camarda, direttore della U.O.C. di Ortopedia e Traumatologia dell’A.O.U.P. “Paolo Giaccone”; il vicedirettore Massimo Ferruzza, l’infermiere Marco Cardella e gli ambulanzieri Rosario Dolce e Davide Giambrone. Un riconoscimento che celebra il sangue freddo e la rapidità con cui il personale riuscì a mettere in sicurezza undici pazienti con difficoltà motorie, impedendo che l’emergenza si trasformasse in tragedia. “Questo riconoscimento – ha detto il rettore Massimo Midiri – vuole essere un segno concreto di gratitudine nei confronti di professionisti che, davanti al pericolo, hanno agito con straordinaria lucidità e senso del dovere, salvando vite umane e onorando i valori più alti della sanità pubblica”.

Commozione tra i premiati durante la cerimonia

“Sono onorato di ricevere questo sigillo, che ha un grande valore non solo accademico ma anche umano e sanitario”, ha dichiarato Lawrence Camarda. Per Massimo Ferruzza, “non si tratta di un gruppo di eroi, ma di persone che si sono trovate a gestire con prontezza una situazione che avrebbe potuto degenerare”. “In quei momenti la paura lascia spazio all’adrenalina e al senso del dovere”, ha raccontato l’infermiere Marco Cardella. Sulla stessa linea Rosario Dolce: “Non siamo eroi né angeli, abbiamo semplicemente fatto il nostro lavoro, che in quel momento significava mettere in sicurezza quei pazienti”. “Abbiamo fatto tutto il possibile senza preoccuparci di noi stessi e oggi questo riconoscimento ci gratifica profondamente”, ha aggiunto Davide Giambrone. Nel suo intervento, Midiri ha sottolineato anche il valore simbolico della cerimonia: “Significa riconoscere il senso più profondo della comunità e del prendersi cura degli altri. Quei pazienti non potevano neppure muoversi e rischiavano di morire intossicati. Chi era in servizio ha scelto di non pensare alla propria incolumità, ma alle persone affidate alle proprie cure”. Alla cerimonia hanno partecipato anche la direttrice generale dell’A.O.U.P. “Paolo Giaccone”, Maria Grazia Furnari, il già presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia Marcello Ciaccio e Giorgio Stassi, direttore del Dipartimento di Medicina di Precisione in area medica, chirurgica e critica. “L’emozione è forte – ha detto Furnari – perché queste persone hanno dimostrato un autentico senso di appartenenza alla loro azienda e alla missione della sanità pubblica”.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp Telegram