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San Cataldo, le vecchie cabine telefoniche diventano biblioteche: la sfida è senza porte né telecamere

San Cataldo, le vecchie cabine telefoniche diventano biblioteche: la sfida è senza porte né telecamere

L’inaugurazione delle tre strutture ammodernate si è svolta con le istituzioni e numerosi studenti. L’assessora Guttilla: “Ogni cittadino senta il dovere etico e morale di proteggere questi luoghi”

SAN CATALDO – Da vecchie cabine telefoniche ormai inutilizzate a piccoli presidi di cultura e condivisione. A San Cataldo le tre strutture di corso Sicilia e corso Vittorio Emanuele hanno cambiato volto e funzione, diventando “bibliocabine” aperte alla cittadinanza.

L’inaugurazione si è svolta nei giorni scorsi alla presenza delle autorità civili e religiose e di numerosi studenti. Un momento che segna la conclusione di un percorso nato diversi anni fa all’interno del Consiglio comunale dei Ragazzi e delle Ragazze e diventato progressivamente un progetto concreto, anche attraverso le trattative per l’acquisizione delle vecchie cabine telefoniche.

Bibliocabine a San Cataldo: una sfida senza porte né telecamere

La scelta più significativa riguarda le modalità con cui le nuove bibliocabine sono state concepite. Le strutture resteranno infatti aperte, senza porte e senza sistemi di videosorveglianza. Una decisione tutt’altro che casuale, che vuole trasformare il progetto in una vera e propria scommessa sulla responsabilità dei cittadini.

“Volevo – ha spiegato l’assessora alla Cultura Marianna Guttilla – che questo spazio fosse aperto, perché oggi lanciamo una sfida: l’allenamento della civiltà. Ci hanno detto che sarebbero state vandalizzate in un giorno. Ma noi abbiamo deciso di non montare porte, perché non vogliamo un paese-Grande Fratello. Vogliamo che ogni cittadino senta il dovere etico e morale di proteggere questo luogo, perché è nato dai nostri ragazzi ed è di tutti”.

Bibliocabine e comunità: il valore della fiducia e del bene comune

Il progetto affida dunque alla comunità la tutela di uno spazio pubblico nato proprio dall’idea e dalla partecipazione dei più giovani. La speranza è che siano gli stessi cittadini a diventare custodi delle bibliocabine, in un modello basato sulla fiducia e sulla cura del bene comune.

San Cataldo, bibliocabine con Alice, Diabolik e supereroi Marvel

Particolare attenzione è stata riservata anche all’aspetto grafico, con un allestimento capace di attraversare immaginari differenti e parlare a più generazioni. Alice nel paese delle meraviglie, Diabolik e i supereroi Marvel diventano così elementi di un linguaggio visivo pensato per rendere le cabine riconoscibili e attrattive soprattutto per bambini e ragazzi.

Libri e lettura al centro delle bibliocabine di San Cataldo

Al centro dell’iniziativa resta naturalmente il libro. I volumi saranno a disposizione della cittadinanza attraverso un sistema di libera condivisione. Durante l’inaugurazione è stato sottolineato anche il valore della cultura come strumento di consapevolezza e libertà.

“Quello che può dare un libro – ha dichiarato don Alessandro Giambra – non può darlo mai un telefono. L’ignoranza è la più brutta bestia; riscoprire la lettura significa mettere in moto l’intelligenza per non essere più manipolabili”.

Cultura e storia del territorio: rafforzare il senso di appartenenza

Un richiamo che si lega anche alla necessità di riscoprire la cultura e la storia del territorio. Secondo don Giambra, conoscere e valorizzare ciò che appartiene alla propria comunità significa anche rafforzare il senso di appartenenza e impedire che le nuove generazioni siano costrette a cercare altrove riferimenti culturali che possono invece essere trovati nella propria terra.

Bibliocabine: luoghi di incontro, lettura e condivisione

Da oggi quelle cabine non sono più soltanto ciò che resta di un’epoca tecnologica ormai superata, diventano luoghi di incontro, lettura e condivisione. La vera sfida, adesso, sarà mantenerle vive.