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San Vigilio e San Martin: la montagna dei bimbi tra due parchi naturali

San Vigilio e San Martin: la montagna dei bimbi tra due parchi naturali

Da Fanes-Senes-Braies al Puez-Odle: sentieri, torrenti e rapaci

Milano, 14 giu. (askanews) – Tra il Parco naturale di Fanes-Senes-Braies e il Parco naturale Puez-Odle, San Vigilio di Marebbe, frazione di Marebbe (Bolzano), e San Martin, denominazione ladina di San Martino in Badia (Bolzano), costruiscono le attività estive per famiglie dentro una geografia precisa. Boschi, torrenti, rocce dolomitiche, frazioni abitate e sentieri compongono un territorio in cui la montagna non si misura soltanto in quota o dislivello, ma nella capacità di leggere spazi, tempi, acqua, animali e tracce umane.

La regia territoriale è della cooperativa San Vigilio – Dolomites, attiva nell’area compresa tra San Vigilio di Marebbe e San Martino in Badia. Il Parco naturale di Fanes-Senes-Braies si estende per 25.453 ettari ed è il secondo parco naturale altoatesino per superficie. Il Parco naturale Puez-Odle misura circa 9.400 ettari, con una quota media poco inferiore ai 2.500 metri, e conserva aree di interesse geologico come il “Col dala Soné” sull’Altipiano della Gardenaccia e il “Col de Puez”, dove si trovano resti di depositi del Giurassico e del Cretacico.

Dentro questa cornice ambientale pesa anche la dimensione ladina. San Vigilio comprende Pieve di Marebbe, indicata come il nucleo più antico, Longega, storicamente luogo di sosta per viaggiatori e commercianti, e Rina, insediamento più isolato. San Martino in Badia conserva il legame con il castello “Ciastel Tor” e con l’Istituto culturale ladino “Mircurà de Ru”; le sue frazioni sono Piccolino, Longiaru e Antermoia, verso il Passo delle Erbe. Lingua, toponimi e istituzioni culturali non restano sullo sfondo: entrano nei percorsi, nei racconti e nel modo in cui il territorio viene spiegato ai bambini.

L’escursionismo per famiglie parte dai sentieri più accessibili. Il “Tru dles Liondes”, la camminata delle leggende, è percorribile anche con il passeggino e segue i racconti del “Regno del Fanes”, dalla figura di Dolasilla ai personaggi della tradizione ladina legati alle montagne intorno a San Vigilio. Dieci stazioni con cartelli illustrati scandiscono il tracciato; un quiz, disponibile all’ufficio turistico o al centro parco, accompagna bambini e famiglie lungo il percorso.

A San Martin, il “Tru Vistles” sposta l’attenzione sul movimento. La passeggiata, indicata in circa un’ora, può richiedere più tempo perché lungo il percorso compaiono giochi, ostacoli e prove motorie: arrampicarsi, restare in equilibrio, scavalcare, fermarsi, ripartire. Il cammino diventa una sequenza di azioni, più che una distanza da coprire.

La quota entra nel racconto sul “Col dl’Ancona”, raggiungibile con la cabinovia Piz de Plaies. I sentieri circolari sono attrezzati con altalene giganti, amache, carrucola, percorsi di equilibrio, scivoli, dondoli, castelli, labirinti di tronchi e installazioni in legno. Il punto d’osservazione con cannocchiale orienta lo sguardo verso la Putia; sulla cima si trovano rifugi, il trampolino gigante Nokian con photopoint e, al rifugio “Utia al Cir”, un mini zoo con conigli, caprette e pony.

L’acqua è l’altro asse del territorio. A Longiaru, la “Val di Morins” segue il torrente Seres e attraversa la valle degli 8 antichi mulini, dove le soste presso i manufatti permettono di leggere il rapporto tra acqua, lavoro e vita rurale. A San Vigilio, l’area di Ciamaor è lambita dal torrente San Vigilio, alimentato da 40 sorgenti chiamate “les fontanes”: ci sono sabbia, amache, tavoli per il picnic, spazi sull’erba, un chiosco in legno e una nave dei pirati collocata in uno dei piccoli specchi d’acqua.

Poco distante da Ciamaor, l’”Owl Park San Vigilio” porta la visita sul terreno della fauna alpina. Il parco ospita oltre 80 rapaci di 30 specie diverse, tra gufi, civette e allocchi. La guida Mario Kelemina illustra ai bambini habitat, alimentazione, comportamenti sociali e funzione di questi animali nell’ambiente alpino, collegando la presenza dei predatori agli equilibri naturali della montagna.

Nel parco di San Vigilio trovano spazio anche attività più lente, come lo yoga per bambini. Le lezioni si svolgono all’ombra di pini e abeti, vicino al torrente. Nella stessa area è stata montata una yurta mongola utilizzata dagli insegnanti per workshop e corsi, in un contesto in cui la montagna viene avvicinata anche attraverso corpo, respiro e ascolto dello spazio naturale.

San Vigilio – Dolomites ha ottenuto la certificazione internazionale GSTC per il turismo sostenibile, indicata come la prima in Alto Adige e la terza in Italia. Il dato colloca le attività per famiglie dentro un territorio che intreccia due parchi naturali, cultura ladina, sentieri attrezzati, acqua, fauna e servizi pensati per bambini.