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Sanità, Enpapi: basta gettonisti e infermieri dall’estero

Sanità, Enpapi: basta gettonisti e infermieri dall’estero

Presentate proposte per valorizzare i 30mila liberi professionisti italiani

Roma, 28 mag. (askanews) – “Contrastare il fenomeno dei gettonisti e limitare il ricorso al personale estero attraverso il reclutamento diretto dei nostri infermieri libero professionisti: è questo il nostro obiettivo. Con l’inserimento strutturale degli infermieri a partita Iva nelle strutture ospedaliere, il Servizio sanitario nazionale potrebbe contare su personale qualificato in maniera flessibile ma continuativa, senza aumentare il tetto di spesa ma contemporaneamente senza dover ricorrere ai cosiddetti ‘gettonisti’. Gli infermieri coinvolti, infatti, pur non essendo dipendenti, sarebbero integrati nei turni e retribuiti secondo i criteri dell’equo compenso, in linea con i colleghi assunti. Né più né meno di quanto accade per i medici della specialistica ambulatoriale. Perché il problema non è la libera professione, ma il sistema in cui viene inserito”. Lo ha detto Luigi Baldini, presidente di Enpapi, Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica, nel corso della conferenza stampa alla Camera dei Deputati su ‘Infermieri libero-professionisti: una risorsa strutturale per il Ssn’.

“Lo stesso vale per il reclutamento del personale dall’estero: la nostra misura, ampiamente condivisa dalle forze politiche con cui abbiamo interloquito, consentirebbe di valorizzare – ha aggiunto – i quasi 30mila infermieri libero professionisti presenti sul territorio nazionale, professionisti qualificati e già formati, liberando il governo dalla necessità di ricorrere ad accordi onerosi e complessi con altri Paesi, come avvenuto recentemente con l’India. Per questo, un’altra proposta che considero strategica è l’istituzione di elenchi regionali dedicati ai professionisti con partita Iva iscritti all’albo, sul modello delle graduatorie dei medici di medicina generale e della specialistica ambulatoriale, da cui il sistema pubblico possa attingere direttamente. Dobbiamo superare la logica delle misure tampone e ragionare su misure strutturali, attraverso un modello contrattuale unico a livello nazionale e il pieno coinvolgimento della rete dei liberi professionisti nel settore pubblico”.

“L’incontro di oggi, promosso dal vicepresidente della commissione Affari Sociali, Luciano Ciocchetti, con le deputate Simona Loizzo e Rosanna Filippin e con l’Ad di Numeria Gian Luigi Rocco, contribuisce a portare all’attenzione pubblica una battaglia fondamentale per la professione infermieristica e per il funzionamento del nostro sistema sanitario. Le nostre proposte hanno raccolto una condivisione bipartisan durante i lavori parlamentari, come dimostra la presenza al tavolo, oggi, di esponenti sia di maggioranza che di opposizione. Sono convinto – ha concluso – che queste misure rappresentino un passaggio importante per affrontare in modo strutturale la carenza di personale infermieristico, che incide in modo significativo sulla capacità di garantire la continuità e la qualità dell’assistenza, sui tempi di contenimento dell’attesa e sul diritto alla cura”.