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Sanremo, Drusilla Foer gela Iva Zanicchi, ecco cosa è successo

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Sanremo, Drusilla Foer gela Iva Zanicchi, ecco cosa è successo

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venerdì 04 Febbraio 2022 - 07:52

Sul palco dell'Ariston l'attrice si prende la scena e fa impazzire il web con la sua risposta tagliente alla cantante

Drusilla Foer è stata una delle grandi protagoniste della terza serata di Sanremo 2022. Uno dei momenti clou è stato il botta e risposta molto ironico con Iva Zanicchi. “Drusilla quanto sei alta!”, dice la cantante. “Più di te!” replica la Foer, con la Zanicchi che incalza: “Hai anche altre cose più di me”. La Foer non si scompone e replica: “Sì, sono colta”. Il tutto tra le risate e lo sguardo interdetto di Amadeus.

Drusilla in versione Zorro

Il ‘travestimento’ che non ti aspetti. Drusilla è comparsa anche ‘travestita’… da Zorro. Così interviene sul palco dell’Ariston. “Si diceva tanto di un travestito a Sanremo e allora io mi sono travestita… da Zorro”, dice divertita ad Amadeus che finge sorpresa. La gag prosegue. “Guardi che le affetto un pezzettino di naso!” minaccia Drusilla. Che poi incoraggia Amadeus: “Gli uomini con il naso piccolo, per me, sono come le Ferrari senza il volante”. E ogni riferimento è puramente… voluto!

Il monologo finale

Convinzioni, non convenzioni. E’ l’auspicio che esprime Drusilla Foer, nel suo monologo finale che viene preceduto da una gag involontaria, con Amadeus che le dice “il palco è tutto tuo” ma poi sull’asta manca il microfono… “Sono tanti i temi che affollano la mente e la società in cui viviamo – premette Drusilla – Non mi piace la parola diversità, ha qualcosa di comparativo che non mi convince. Mi piace la parola unicità, ma non è facile essere unici: è un lavoro pazzesco. Come si fa?”.

L’attrice suggerisce: “Si prendono per mano tutte le cose che ci abitano, quelle belle e quelle brutte, e si portano in alto, si sollevano insieme a noi, alla luce del sole. Gridiamo: ‘che bellezza!’, ‘tutte queste cose sono io’: sarà una figata pazzesca. Sarà bellissimo abbracciare la nostra unicità e sarà più probabile aprirci all’unicità dell’altro, mentre il conflitto ci allontana”.

E allora, esorta il pubblico dell’Ariston: “Date un senso alla mia presenza su questo palco e tentiamo insieme il più grande atto rivoluzionario che si possa fare oggi, che è l’ascolto. Promettiamoci che ci ascolteremo, per essere certi che le nostre convinzioni non siano solo della convenzioni. Facciamo scorrere i pensieri e i sentimenti in libertà, senza pregiudizio e senza vergogna”.

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