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Sanremo, Orietta Berti festeggia sul palco 55 anni di musica

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Sanremo, Orietta Berti festeggia sul palco 55 anni di musica

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martedì 23 Febbraio 2021 - 09:00
Sanremo, Orietta Berti festeggia sul palco 55 anni di musica

Dopo ben 29 anni Orietta Berti sarà nuovamente tra i concorrenti del Festival e canterà "Quando ti sei innamorato"

Ventinove anni dopo la sua ultima apparizione al festival Sanremo, Orietta Berti salirà sul palco dell’Ariston e sarà la portabandiera della melodia italiana. Quest’anno festeggia i suoi 55 anni di carriera che ebbe inizio nel 1961 quando partecipò per la prima volta al Festival di Sanremo con Io ti darò di più. Nel corso della sua carriera ha venduto oltre 15 milioni di dischi, ottenendo quattro dischi d’oro, un disco di platino e due d’argento. Oltre alla sua partecipazione al festival è da poco uscita “Tra bandiere rosse e acquasantiere”, la sua biografia.

Orietta Berti, foto di Stefano Pilli

Orietta Berti, foto di Stefano Pilli

Orietta Berti, foto di Stefano Pilli

Orietta Berti, foto di Stefano Pilli

Nel suo libro c’è una sua affermazione che mi ha incuriosito: “Quando la Phonogram mi chiese che cosa pensassi della canzone che avrei portato a Sanremo nel 1967, Io, tu e le rose, risposi la verità: non mi piaceva”. La canzone che porta al festival quest’anno le piace?

“Quando mi è stata presentata da Francesco Boccia (uno degli autori, ndr) non pensavo che con questo brano sarei andata a Sanremo. Francesco mi voleva ringraziare per aver dato a Il Volo ‘Grande amore’, che avrebbe dovuto invece essere all’interno del mio cofanetto che è uscito per i 50 anni della mia carriera. Peraltro mi ha portato due brani, il primo è ‘La mia vita è un film’ che sarà anche il titolo del cofanetto che uscirà per i 55 anni della mia carriera in uscita e ‘Quando ti sei innamorato’. Sin dal primo ascolto mi è sembrata la mia storia, quella di un incontro da cui nasce una passione che dura per tutta la vita. Mi piacque subito la melodia che rappresenta in pieno la tradizione italiana del bel canto. Rappresenta le nostre radici che sono il bel canto e la musica melodica che, non dimentichiamo, è stata ascoltata in tutto il mondo. Poi, dagli anni ’90, anche la musica italiana ha subito una contaminazione di genere dovuta a strutture musicali che non ci appartengono, ma io penso che sia meglio cantare una canzone ‘all’italiana’ piuttosto che interpretare un brano che culturalmente non ci appartiene”.

Questo è stato quello che ha contraddistinto il suo percorso artistico.

“Nella mia carriera ho interpretato brani del cosiddetto genere “ironico” come ‘Fin che la barca va’, ‘Via dei ciclamini’ e altre che invece appartengono al genere ‘romantico’ come ‘Io, tu e le rose’, ‘Quando l’amore diventa poesia’, ‘Tu sei quello’ e altre ancora”.

A proposito dei suoi colleghi di questa 71° edizione?

“I colleghi della nuova generazione, anche quelli che partecipano con me a Sanremo, non li conosco. Potrebbero essere tutti miei figli. Nascono in questa nuova era digitale della musica basata sui like. So che hanno decine di milioni di visualizzazioni ma io appartengo a una generazione di artisti per i quali arrivare sul palco dell’Ariston voleva dire aver avuto, nella stagione precedente, un grande successo di pubblico e di vendite oppure andarci festeggiare su quel palco assieme al pubblico il milionesimo disco venduto. Oggi i dischi, parlo di quelli fisici, si vendono principalmente ai concerti ma come lei ben sa siamo fermi oramai da un anno”.

Come nasce l’idea di scrivere “Tra bandiere rosse e acquasantiere”, la sua biografia?

“Durante il primo lockdown, su consiglio dell’amica e collega Iva Zanicchi, ho scritto libro che rappresenta il racconto della mia vita, dall’infanzia sino ai giorni nostri. Dentro c’è la mia vita, le mie passioni, i miei amori e la mia musica. Purtroppo l’attuale situazione sanitaria mi ha impedito di presentarlo in giro per l’Italia. Avremmo dovuto girare tutta l’Italia, da Trieste a Palermo ma è stato tutto rimandato”.

Prima ha accennato all’imminente uscita di un suo nuovo prodotto discografico. Ce ne vuole parlare?

“In effetti non solo uno. Usciranno, in concomitanza con Sanremo, un 45 giri legato al videoclip, un cofanetto con sei CD per festeggiare i miei 55 anni di carriera, un CD che conterrà 22 inediti e un doppio vinile pensato per i collezionisti”.

Orietta, com’è nata questa sua partecipazione al festival?

“E’ arrivata grazie al mio manager, Pasquale Mammaro, che ho mandato alle selezioni sei dei brani che sono che fanno parte del nuovo CD di inediti. Era l’ultimo giorno utile per presentare la propria candidatura e dopo quattro giorni Pasquale mi ha telefonato per dirmi che ‘Quando ti sei innamorato’ era stata scelta”.

Per lei si tratta della dodicesima volta che canta sul palco del teatro Ariston. Emozionata?

“Si. Manco da quel palco da ventinove anni e sarà inevitabilmente un’emozione fortissima. La mia ultima partecipazione è stata in compagnia di Giorgio Faletti quando presentammo ‘Rumba di tango’ e ricordo che quello è stato il festival più divertente che io abbia mai vissuto. Giorgio è stato un caro amico che se n’è andato troppo presto e il ricordo di questa settimana passata assieme rende più lieve la sua mancanza.

Amo profondamente partecipare al festival di Sanremo, soprattutto per la possibilità di cantare accompagnata dall’orchestra dal vivo. Mi manca moltissimo il contatto con i musicisti, con il suono ‘dal vivo’. Oltre alle dodici edizioni alle quali ho partecipato come interprete, in un’altra occasione ho condotto con Fabio Fazio un’edizione di ‘Sanremo Giovani’ e anche un ‘Sanremo notte’ sempre con Fabio e Teo Teocoli”.

Si dice che la vestirà lo stilista che nella scorsa edizione ha vestito Achille Lauro. Quali abiti indosserà?

“La mia collaborazione con Nicolò Cerioni dura già da diversi anni. Lui e Leandro Emede sono i ‘Sugarkane’ e con loro ho realizzato cinque videoclips. Nicolò mi conosce molto bene e sa come vestirmi”.

La vedremo indossare un abito rosso?

“Anche, i colori dei miei abiti saranno il blu notte, il fuxia, il rosa ciclamino e ce ne sarà uno ‘rosso Valentino’. La linea sarà molto moderna, pantalone o abito lungo, e tutti porteranno la cifra stilistica di Nicolò che utilizza strass e gioielli per disegnare sull’abito. Certo non mi vestirò con abiti simili a quelli che Nicolò ha realizzato lo scorso anno ma il suo lavoro, che addosso a Lauro ha dimostrato la sua eccentricità, quando è invece indossato da una donna diventa molto femminile”.

Quast’anno sarà un festival senza pubblico.

“Sì e questo lo farà diventare unico e indimenticabile. A noi interpreti mancheranno sicuramente la presenza del pubblico in sala, i loro applausi ma sappiamo che da casa ci saranno milioni di spettatori che lo seguiranno. Ci saranno per noi delle regole ferree da seguire sia a proposito dell’arrivo all’Ariston sia per la presenza sul palco. Per la prima volta non ci incontreremo nei corridoi dei camerini, non potremmo andare a cena assieme”.

Le piace Amadeus nel suo ruolo di presentatore e direttore artistico del festival?

“Ho già lavorato con lui. Parla molto bene, è forbito, molto spigliato e, soprattutto, è un personaggio molto simpatico amato dal pubblico. Penso che anche quest’anno farà un ottimo lavoro che ci farà dimenticare i limiti imposti dalla pandemia”.

Con che spirito salirà sul palco dell’Ariston?

“Speriamo di portare un po’ di serenità alla gente. Questa pandemia che ha colpito tutti, io stessa ne sono stata colpita personalmente, ci ha tolto la voglia di sorridere e ha represso la nostra voglia vivere in allegria. È ora di riappropriarcene e questo festival può servire anche a questo”.

Arrivederci a Sanremo, su quel palco che dal 1951 festeggia la canzone italiana. “L’usignolo di Cavriago”, Orietta Berti, ci sarà. Noi anche. E voi?

Roberto Greco

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