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Santa Lucia, proteggi tu Palermo

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Santa Lucia, proteggi tu Palermo

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lunedì 13 Dicembre 2021 - 09:10

La quantità di buche, voraggini, tombini killer, scavi infiniti, “pirtusi” di ogni genere e fatta, stanno massacrando i suoi abitanti e facendo la fortuna della loggia dei gommisti

Si lo sappiamo, sei già la protettrice di Siracusa. Ma Palermo ha bisogno di molti Santi in Paradiso per riprendersi dalle sue disgrazie. Intanto deve acuirci la vista al massimo come Superman. La quantità di buche, voraggini, tombini killer, scavi infiniti, “pirtusi” di ogni genere e fatta, stanno massacrando i suoi abitanti e facendo la fortuna della loggia dei gommisti.

Se poi ci metti le più grandi precipitazioni del millennio, che ogni anno da quando c’è questa amministrazione comunale, affliggono la città gemellandola con Venezia, di guai da proteggerci prefigurano un lavoro imponente, e S. Rosalia e S. Benedetto il Moro sono in burnout.

Poi solo una come te orbata ma vedente può leggere i bilanci dissimulati e cangianti del Comune, visto che la Ragioneria non ha cittadinanza da queste parti. Certo oltre la vista dovresti perdere pure l’olfatto, per risolvere il problema pestifero della “munnizza” che scorre in una città come un’onda di piena.

Ma noi confidiamo in te da sempre. In tuo onore sacrifichiamo milioni di arancine quelle palle buonissime, dorate e fritte, al burro ed alla carne da non paragonare a quei gastroenterici pericoli pizzuti fatti a Catania di cui non mi ricordo il nome. Alcuni pensano addirittura che il termine del Conca d’oro sia derivante dalla visione di quelle delizie che il 13 Dicembre ammantano la città capitale del fritto.

Nel tuo santo giorno i Palermitani si astengono dalla pasta, con le sarde o quella con le anciove, diventano quasi cinesi mangiando riso a più non posso e “spanzandosi” di gateau per dirla alla francese.

Ma soprattutto in ogni casa che si rispetti di Palermo si prepara la Cuccìa, dolce a te dedicato, in decine di varianti, con tripudi di creme al latte, ricotta, cannella, cioccolato con cui amalgamare il grano.

Come vedi Santa e Martire, come noi di questa disgraziata città, ti vogliamo bene qui a Palermo, e ti invochiamo.

Prestaci i tuoi occhi per vedere bene la prossima scheda elettorale, e non avere le “Visioni” che ci hanno affetto.

Così è se vi pare.

Giovanni Pizzo

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