Palermo, sbloccati 60 milioni di euro per Sperone, Zen e Borgo Nuovo - QdS

Palermo, sbloccati 60 milioni di euro per Sperone, Zen e Borgo Nuovo

Gaspare Ingargiola

Palermo, sbloccati 60 milioni di euro per Sperone, Zen e Borgo Nuovo

martedì 28 Aprile 2020 - 00:03

Siglato un protocollo d’intesa che ha permesso di sbloccare fondi rimasti impantanati per anni. Ristrutturazione di scuole, recupero di strade e piazze, realizzazione di parchi e giardini

PALERMO – La solita burocrazia. Un accordo tra la Regione Siciliana e il Comune ha permesso di sbloccare un fondo di 58,7 milioni di euro rimasto impantanato per vent’anni che servirà a finanziare decine di interventi di riqualificazione nei quartieri periferici Sperone, Zen e Borgo Nuovo, dalla ristrutturazione di alcune scuole alla realizzazione di parchi e giardini fino al recupero o al completamento di strade e piazze.

Come di consueto in tempi di quarantena, l’accordo è stato siglato in videoconferenza: erano presenti l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, il direttore del Dipartimento Infrastrutture Fulvio Bellomo, il sindaco Leoluca Orlando e il suo vice Fabio Giambrone, l’assessore comunale alla Rigenerazione urbana Maria Prestigiacomo. La fetta più grossa dello stanziamento (47,5 milioni) proviene da fondi ex Gescal di competenza regionale rimasti per decenni nel cassetto e recuperati grazie al Patto per Palermo del governo Renzi. Gli altri 11,2 milioni li metterà il Comune. Nel dettaglio, sono previsti 5,1 milioni per 7 interventi a Borgo Nuovo, 28,7 milioni per dodici interventi allo Zen e 24,7 milioni per otto interventi allo Sperone.

“Si tratta di risorse immobilizzate da decenni – ha detto Falcone – che sblocchiamo per la necessaria riqualificazione di importanti zone della città, creando cantieri e lavoro per i prossimi mesi che dovranno essere quelli della ripresa dalla crisi del Coronavirus. Due sono i progetti che andranno in gara entro l’estate: quello da 10 milioni per il restauro del Baglio Mercadante allo Zen e quello da 7 milioni per la riqualificazione urbana in via De Felice allo Sperone”.

“L’obiettivo che ci siamo posti con il Comune – ha aggiunto – è di rendere esecutivi entro 18 mesi tutti gli altri progetti del piano e, a tal fine, siamo pronti a mettere a disposizione dell’Ente il supporto dei nostri uffici del Genio civile”.

Scendendo nel dettaglio, a Borgo Nuovo sono previsti: i lavori di sistemazione e riqualificazione di un’area a verde a largo Gibilmanna e del Giardino della Memoria, la messa in sicurezza della scuola J. Maritain e la sistemazione di piazza San Paolo.

Allo Sperone sono previsti: la messa in sicurezza di tre sezioni della scuola materna in via Pecori Giraldi (angolo via Annibale di Francia) e delle scuole Mattarella e Randazzo, la costruzione di un nuovo tratto stradale e dei relativi spazi pubblici e la realizzazione di alcuni corpi edilizi prospicienti via De Felice Giuffrida, il primo stralcio del progetto per la sistemazione di vicolo Benfratelli (per il secondo stralcio, che vale 860mila euro, si punterà sulle economie) e la realizzazione di un parco verde attrezzato in via Di Vittorio.

Allo Zen sono previsti, infine: la realizzazione della rotatoria di via Besta, del Giardino della Civiltà e di una scuola materna in via Patti, l’intervento di recupero del Baglio Mercadante per costruire un Centro di Quartiere, la manutenzione straordinaria dell’area di verde attrezzato in piazza Gino Zappa, il recupero delle aree verdi di via Einaudi e la messa in sicurezza del plesso scolastico Sciascia (via Adamo Smith).

“Il Movimento 5 stelle – ha commentato il capogruppo pentastellato in Consiglio comunale, Antonino Randazzo con il gruppo consiliare e i consiglieri di circoscrizione – grazie al supporto del portavoce alla Camera Adriano Varrica, ha dato il proprio contributo riportando l’attenzione politica e amministrativa su questi fondi non spesi da oltre vent’anni. Abbiamo monitorato e sollecitato ogni passaggio e continueremo a farlo. Abbiamo cooperato con Comune e Regione per giungere al risultato. L’emergenza economica e sociale ci impone di utilizzare queste risorse nel più breve tempo possibile”.

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