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Scala dei Turchi, MareAmico documenta un gravissimo sfregio

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Scala dei Turchi, MareAmico documenta un gravissimo sfregio

sabato 21 Dicembre 2019 - 13:27
Scala dei Turchi, MareAmico documenta un gravissimo sfregio

Il monumento naturale segnato da una serie di fori verticali, tutti uguali, del diametro di tre centimetri e profondi fino a cinque. "Nessuna autorità preposta alla tutela del bene sembra che abbia concesso alcuna autorizzazione"

“Nel corso di un sopralluogo, abbiamo riscontrato una gravissima manomissione del banco marnoso della Scala dei Turchi, in territorio di Realmonte”.

Nuova denuncia da parte dell’associazione agrigentina che vigila sull’Ambiente e che, sul monumento naturale, ha rilevato “una lunga serie di fori, paralleli e prossimi alla linea di intersezione tra le sabbie e la roccia sedimentaria della Scala dei Turchi”.

I fori si trovano “proprio all’entrata del notissimo sito, che è annoverato tra le più belle opere d’arte naturali del mondo, candidata ad essere patrimonio dell’intera Umanità”.

Si tratta, specifica l’associazione in una nota, di una serie di fori verticali, tutti uguali, del diametro di tre centimetri e profondi fino a cinque.

Come sempre avviene, tutto è stato documentato con foto e con questo filmato

“Uno scempio!” commentano gli attivisti di MareAmico, chiedendosi chi possa essere l’autore del gesto e per quale motivo l’abbia compiuto.

“Va rilevato innanzitutto – scrive poi l’Associazione nella nota – che nessuna autorità preposta alla tutela del bene sembra che abbia concesso alcuna autorizzazione. Scartando l’ipotesi di uno sfregio volontario in un monumento naturale di inestimabile bellezza e dopo aver effettuato un attento esame ravvicinato dei fori si porta a valutare l’ipotesi che si tratti di prelievo di campioni per il carotaggio”.
“Uno studio? Una ricerca? Analisi? Motivi scientifici? – si chiedono quelli di MareAmico – Se così fosse siamo al paradigma che la scienza può violentare e deturpare la natura e le sue bellezze. E ci viene da chiedere: ma perché proprio lì? Perché in quel modo?”.

Ma non sono le uniche domande che l’Associazione, e l’opinione pubblica, si pongono. Per esempio se non si debba chiedere permesso per certi prelievi, se non si senta la necessità di valutare ipotesi diverse di indagini e comunque di ripristinare un sito sensibile.

“La verità – conclude amaramente la nota – è che riguardo alla Scala dei Turchi nessuno controlla nulla e può accadere di tutto. Ma quando il mondo imparerà a rispettare la natura, le bellezze naturali, le opere d’arte e tutto ciò che rappresenta il nostro passato che, al contempo, è il nostro futuro?”

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