Via libera del Consiglio dei ministri alla parte economica del contratto scuola. Entro fine mese è attesa la registrazione alla Corte dei conti.
Salvo allungamento dei tempi tecnici, dunque, gli arretrati per oltre un milione di docenti e personale ATA sono attesi sul cedolino NoiPA di luglio. Si tratta delle differenze stipendiali accumulate dal 1° gennaio 2025 fino all’adeguamento contrattuale, che lo Stato è tenuto a corrispondere quando il rinnovo del contratto arriva dopo la decorrenza degli aumenti.
Gli aumenti medi
Gli aumenti medi indicati, approvati dal Consiglio lo scorso 16 giugno, per il settore si attestano intorno ai 143 euro lordi mensili per i docenti e ai 107 euro lordi per il personale Ata. Ma le somme definitive saranno determinate esclusivamente dai conteggi di NoiPA: solo il cedolino permetterà di conoscere l’importo effettivo, che dipende da anzianità, profilo e posizione economica del singolo lavoratore.
Importi e personale interessato
Il provvedimento interessa oltre un milione di lavoratori della scuola, tra insegnanti, assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici, ma gli importi variano in modo sensibile a seconda del profilo professionale e dell’anzianità di servizio.
Coinvolti anche i supplenti, ai quali le differenze sono riconosciute in proporzione ai mesi effettivamente lavorati. Pure chi è andato o andrà in pensione si vedrà riconoscere gli adeguamenti.
Per chi ha contratti annuali o fino al termine delle attività didattiche il calcolo è proporzionato al servizio prestato nel periodo di riferimento. Il periodo coperto dagli arretrati va dal 1° gennaio 2025 al 30 giugno 2026, cioè l’intervallo precedente all’aggiornamento degli stipendi con i nuovi valori contrattuali. Oltre agli arretrati, il cedolino di luglio dovrebbe contenere la prima quota dell’aumento dello stipendio tabellare.
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