Scuola, il ministro Azzolina, tre concorsi entro poche settimane. Anche religione e collaboratori - QdS

Scuola, il ministro Azzolina, tre concorsi entro poche settimane. Anche religione e collaboratori

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Scuola, il ministro Azzolina, tre concorsi entro poche settimane. Anche religione e collaboratori

mercoledì 05 Febbraio 2020 - 16:56
Scuola, il ministro Azzolina, tre concorsi entro poche settimane. Anche religione e collaboratori

Presto bandito quello straordinario da ventiquattromila posti per la scuola secondaria di primo e secondo grado, con i vincitori in cattedra già dal primo settembre 2020. Altri venticinquemila del concorso ordinario assunti nel prossimo anno scolastico.

Imminente l’avvio dei concorsi scolastici, come ha annunciato il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, rispondendo durante il question time alla Camera a una domanda della deputata Lucia Ciampi del Pd.

“In particolare – ha detto l’esponente siracusana del M5s – il concorso straordinario per ventiquattromila posti per la scuola secondaria di primo e secondo grado sarà bandito entro poche settimane. I vincitori saranno in cattedra entro il primo settembre. Un altro concorso, ordinario, per venticinquemila posti sempre per la scuola secondaria di primo e secondo grado, sarà bandito contestualmente al precedente e ci consentirà di mettere in cattedra i vincitori nel successivo anno scolastico. Infine, il concorso ordinario per la scuola dell’infanzia e primaria sarà bandito negli stessi tempi”.

Quasi cinquantamila posti di lavoro in due anni

“Appena mi sono insediata nel Ministero dell’Istruzione – ha aggiunto – ho assunto un impegno preciso: assicurare la continuità didattica, garantendo il più alto numero possibile di docenti di ruolo in cattedra a partire dal primo settembre prossimo così da ridurre, nello stesso tempo, la quota di precariato nella scuola”.

“Dopo aver avviato, nello scorso gennaio – ha ricordato il ministro – un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali, ho trasmesso al Consiglio superiore della pubblica istruzione (Cspi), per acquisirne il parere, i provvedimenti propedeutici all’indizione delle procedure concorsuali, ordinarie e straordinarie, per il reclutamento del personale docente”.

La funzione del Consiglio superiore della pubblica istruzione

Il Cspi è l’organo collegiale che garantisce rappresentanza e partecipazione, a livello nazionale, alle diverse componenti della Scuola e che è chiamato ad esprimersi, tra l’altro, sugli indirizzi in materia di definizione delle politiche del personale della scuola.

L’organismo, ha reso noto Lucia Azzolina, sta già esaminando lo schema di decreto che disciplina l’intera procedura concorsuale straordinaria, lo schema di decreto che individua i requisiti di ammissione alle procedure concorsuali ordinarie, disciplina l’articolazione e i contenuti delle prove e riporta, tra l’altro, i programmi d’esame, nonché la tabella dei titoli valutabili.

Sempre sottoposti all’esame del Cspi, il decreto che riordina i titoli valutabili e riconsidera i punteggi a essi attribuiti nell’intenzione di procedere, rapidamente, anche alla pubblicazione del bando di concorso per la scuola dell’infanzia e primaria.

“Il Consiglio superiore della pubblica istruzione – ha sottolineato il ministro – dispone di un tempo congruo, previsto dalla legislazione, per pronunciarsi. E pur rispettandone doverosamente le prerogative, mi adopererò perché l’organo voglia esprimersi nel minor tempo possibile per allinearci alle previsioni”.

Lucia Azzolina ha concluso affermando che vigilerà “sulla corretta e tempestiva applicazione della normativa per salvaguardare la tempestività e la piena legittimità delle procedure”.

Contatti con Cei per concorso prof religione

Per quanto riguarda il concorso per la copertura dei posti per l’insegnamento della religione cattolica, il ministro ha detto: “posso confermare che ho già avviato contatti preparatori, a livello di esperti, per un corretto svolgersi delle interlocuzioni con gli organi competenti in seno alla Conferenza Episcopale italiana, per l’adozione dell’Intesa che è un atto, bilaterale, preliminare e indispensabile per l’avvio della stessa procedura selettiva”.

“Mi rende orgogliosa – ha aggiunto – l’impegno che gli uffici del Ministero hanno profuso nel poco tempo trascorso dal mio insediamento. A poco più di un mese dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge di conversione del decreto-legge n. 126, la stesura degli atti preparatori le procedure concorsuali consentirà di svolgere tutti i concorsi rivolti alle diverse categorie di partecipanti per potenziare la Scuola italiana”.

Quasi tredicimila domande per i collaboratori scolastici

Sono intanto 12.977 le domande per svolgere i servizi di pulizia nelle scuole che in seguito a un decreto legge del 2013 (poi modificato nel 2019) devono essere collaboratori scolastici, eliminando l’esternalizzazione dei servizi attualmente svolti dalle imprese di pulizie private.

“Gli Uffici Scolastici Regionali – ha spiegato il ministro – , grazie anche alla collaborazione del Ministero della Giustizia e dell’Inps, stanno effettuando l’accertamento dei requisiti ed entro questo mese verranno pubblicate le graduatorie provinciali definitive”.

I collaboratori assunti già dal primo marzo

“Ciò – ha annunciato Lucia Azzolina – consentirà l’assunzione dei collaboratori scolastici entro la data prevista dalla legge, ossia il primo marzo 2020. E il ministero ha messo a punto iniziative per favorire l’assorbimento più ampio dei lavoratori mirando alla salvaguardia dei livelli occupazionali e reddituali e a garantire il funzionamento delle scuole”.

Con il decreto, ha sottolineato il ministro, “si è cercato di ampliare al massimo sia i requisiti di partecipazione, sia le risorse utilizzabili, avvalendosi della possibilità di effettuare anche assunzioni a tempo parziale”.

“Queste finalità – ha concluso Lucia Azzolina – sono state rafforzate dalle previsioni della recente legge di conversione del decreto 126 del 2019: i destinatari di assunzioni a tempo parziale potranno ottenere, da subito, una trasformazione a tempo pieno del rapporto di lavoro mediante una mobilità a livello nazionale, attivata su base volontaria”.

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