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“Sei stata la donna di tutti, politicamente parlando”, scontro tra consiglieri comunali a Palermo

“Sei stata la donna di tutti, politicamente parlando”, scontro tra consiglieri comunali a Palermo

Protagonisti Dario Chinnici di Lavoriamo per Palermo e Giulia Argiroffi di Controcorrente. La Vardera: “Frase inaccettabile”

Bufera sul consigliere comunale Dario Chinnici dopo la frase rivolta alla collega Giulia Argiroffi di Controcorrente durante una riunione tra capigruppo. “Sei stata la donna di tutti, politicamente parlando”, queste parole hanno creato tanta polemica con anche un video che è stato girato e pubblicato sui social.

“Una frase inaccettabile che ha fatto scatenare l’ira di tutti quelli che erano al tavolo – ha affermato Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente – . Un consigliere comunale, in quota sindaco, non può e non deve affermare una cosa simile. Condanniamo fermamente questo gesto che non fa altro che dimostrare la caratura di questo ominicchio politico. Una frase di una gravità inaudita che il sindaco Lagalla non può lasciare passare, considerato che è il riferimento politico in consiglio comunale.

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La Vardera chiede le dimissioni di Chinnici

“Lagalla prenda le distanze – prosegue La Vardera – e chieda scusa a nome della città alla nostra consigliera comunale. Ringrazio le consigliere Piccione e Figuccia che hanno difeso in capigruppo Giulia Argiroffi, capogruppo del movimento Controcorrente a Palermo. L’unica cosa accettabile per noi da parte di Chinnici sono le dimissioni e la presa di distanza del sindaco di Palermo. Parliamo di legalità, parliamo di violenza sulle donne e poi queste cose accadono dentro le istituzioni. Chinnici si vergogni, non è degno neanche di essere chiamato uomo”.

Chinnici: “Vittima di un metodo becero”

Il consigliere Chinnici nel pomeriggio ha risposto alle polemiche postando un video sulle sue pagine social: “Oggi sono stato vittima di un manganello mediatico. Un metodo becero che prende una parte di video all’interno di una discussione privata che viene messa sui social. Non viene preso l’intero video dove la collega Argiroffi mi prende per ladro, delinquente e persona poco per bene proprio perché è stato utilizzato un metodo becero. Viene presa una frase, seppur infelice, che non ha nulla a che vedere con il sessismo. Il riferimento era ai continui cambi di casacca della collega Argiroffi che fa tutti i giorni e mi dispiace che sia stato rilanciato da chi quel cambio di casacca lo subirà, ovvero Ismaele La Vardera”.

Le scuse di Chinnici alla collega Argiroffi

Lo stesso Chinnici poi in una nota ha chiesto pubblicamente scusa alla collega Argiroffi: “Desidero chiarire pubblicamente quanto accaduto durante la conferenza dei capigruppo. La frase da me pronunciata era riferita esclusivamente al piano politico e non voleva in alcun modo rappresentare un giudizio personale o offensivo nei confronti della consigliera Giulia Argiroffi. Chi mi conosce sa bene il rispetto che ho sempre avuto nei confronti delle donne, dentro e fuori le istituzioni. Intendevo fare esclusivamente riferimento ai numerosi cambi di partito della collega, muovendo una critica squisitamente politica e senza alcun altro riferimento. Riconosco però che si sia trattato di una frase infelice, che poteva essere interpretata in maniera diversa dalle mie intenzioni ed è per questo che ho già chiesto scusa personalmente alla collega Argiroffi”.

“Nel video diffuso pubblicamente – prosegue la nota di Chinnici – è stata estrapolata soltanto una breve parte finale della discussione, omettendo completamente ciò che era avvenuto pochi istanti prima. La collega Argiroffi, infatti, mi aveva precedentemente rivolto accuse e parole pesanti davanti a tutti i presenti, trattandomi sostanzialmente come un delinquente. È in quel clima di forte tensione che è maturata la mia risposta, che resto comunque il primo a considerare sbagliata nei toni. Proprio perché credo nel rispetto reciproco, penso sarebbe corretto che, accanto alle scuse che io ho già rivolto alla collega per la mia frase infelice, arrivasse anche un riconoscimento delle espressioni offensive che sono state rivolte nei miei confronti all’inizio della discussione. Questo non cambia la mia assunzione di responsabilità per quanto detto, ma aiuta a ricostruire i fatti nella loro interezza, senza trasformare un confronto politico acceso in una rappresentazione distorta utile soltanto ad alimentare polemiche”.

Lagalla: “Tutti dobbiamo riflettere sul livello del confronto politico”

“Quanto accaduto durante la conferenza dei capigruppo impone a tutti una riflessione sul livello del confronto politico e istituzionale in città”. Lo afferma il sindaco di Palermo Roberto Lagalla. “Ritengo doveroso stigmatizzare l’espressione infelice utilizzata dal consigliere Dario Chinnici nei confronti della consigliera Giulia Argiroffi, così come considero importante prendere atto del chiarimento e delle scuse che sono già state rivolte personalmente”.

“Questa amministrazione – prosegue il primo cittadino – ha sempre mantenuto una posizione chiara di rispetto nei confronti delle donne e, più in generale, verso ogni espressione democratica, politica e istituzionale. Palermo ha bisogno di un confronto serio, anche acceso nei contenuti, ma sempre rispettoso delle persone. Allo stesso tempo, credo sia necessario che tutti, nessuno escluso, abbassino i toni del dibattito pubblico e politico. Il richiamo a «disarmare le parole», più volte espresso dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, deve rappresentare un riferimento per tutte le forze politiche e per chiunque abbia responsabilità istituzionali.

Lagalla: “Tensioni rischiano di allontanare confronto sui temi reali che interessano la città”

“In un clima di forte contrapposizione – osserva Lagalla – ogni espressione che alimenti delegittimazione personale, esasperazione verbale o tensione reciproca rischia di allontanare il confronto dai temi reali che interessano la città. La contrapposizione politica non può mai trasformarsi in scontro personale. È un principio che vale sempre, per maggioranza e opposizione».

“L’auspicio – conclude il sindaco Lagalla – è che, con senso di responsabilità da parte di tutti, il confronto possa essere riportato sui temi e sugli interessi della città, che restano la priorità assoluta dell’amministrazione comunale”.

Comune Palermo. Insulti Argiroffi, Varchi (FdI): “Piena solidarietà. Stop slang da saloon”

“Solidarietà e vicinanza alla capogruppo del movimento Controcorrente a Palermo, Giulia Argiroffi, per quanto accaduto. Le istituzioni, e più in generale il confronto pubblico, esigono rispetto e garbo: dispiace che si sia invece scivolati in un linguaggio da vecchio saloon più che istituzionale”. Lo dichiara in una nota il parlamentare di Fratelli d’Italia, Carolina Varchi.

“Il consigliere Chinnici ha rivolto alla consigliera Argiroffi una frase di pessimo gusto e di infimo significato politico. Non abbiamo bisogno di autorizzazioni per fare politica, ed è patetico che ancora oggi, quando la Nazione è guidata dalla prima donna a Palazzo Chigi, si verifichino episodi di questo tipo. Alla consigliera Argiroffi va la mia piena solidarietà, con l’auspicio che in seno al Consiglio comunale della quinta città d’Italia, il dibattito raggiunga toni e livelli accettabili”.

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