Le prove Invalsi sono considerate dalla legge attività ordinaria di istituto, quindi fanno parte del normale funzionamento della scuola.
Questo significa che:
- la somministrazione e la correzione sono compiti affidati al personale in servizio nella scuola;
- rientrano tra le attività che i docenti svolgono come parte del loro lavoro, non come extra facoltative.
Dall’altra parte, lo sciopero nel settore scolastico è regolato da norme precise. Esiste un elenco di servizi essenziali (come scrutini, esami finali, vigilanza sui minori, pagamento stipendi) che devono essere garantiti anche in caso di sciopero.
Le prove Invalsi, secondo la giurisprudenza richiamata nelle fonti, non rientrano in questo elenco di prestazioni indispensabili. Questo punto è fondamentale per capire cosa può o non può fare un dirigente scolastico.
Quando un docente sciopera: cosa può fare il dirigente
Nel caso in cui un docente aderisca allo sciopero nel giorno delle prove Invalsi, entra in gioco il tema della sostituzione del personale scioperante.
Alcuni punti chiave:
- non si può usare la “precettazione” per obbligare un docente a lavorare su attività che non sono considerate essenziali;
- è vietato aggirare lo sciopero facendo svolgere a qualcun altro le stesse attività didattiche del docente assente (lezioni, interrogazioni, aggiornamento registri).
La giurisprudenza ha chiarito che:
- sostituire un docente in sciopero con altri colleghi che continuano la normale attività didattica limita l’effetto dello sciopero;
- questo può configurare un comportamento antisindacale, cioè contrario alla libertà sindacale tutelata dalla legge.
Per i dirigenti, quindi, la gestione dello sciopero è un equilibrio delicato. Devono rispettare il diritto di sciopero e, allo stesso tempo, organizzare la scuola in modo da garantire il più possibile il servizio, ma senza violare le regole.
Nel caso specifico delle prove Invalsi, le fonti riportano due elementi importanti che interessano molto anche chi vive la scuola ogni giorno.
Da un lato, una scheda sindacale (CISL) ricorda che:
- partecipare alle rilevazioni Invalsi è attività ordinaria;
- somministrazione e correzione possono essere assegnate a personale non scioperante;
- non esiste un legame rigido tra “docente di quella classe” e “prova Invalsi di quella classe”.
Per questo, se un docente sciopera:
- il dirigente può incaricare un altro insegnante disponibile a gestire somministrazione o correzione;
- questa scelta, se fatta nel rispetto delle norme, non viene considerata automaticamente una sostituzione antisindacale del docente in sciopero.
Dall’altro lato, ci sono sentenze che mettono paletti chiari:
- la somministrazione delle prove Invalsi non è tra i servizi essenziali elencati dall’accordo sullo sciopero nei servizi pubblici;
- sostituire un docente in sciopero per attività non indispensabili, soprattutto se si prosegue la normale didattica, può essere ritenuto illegittimo.
In pratica:
- usare un docente non scioperante solo per garantire che la rilevazione Invalsi si svolga, senza trasformare questa presenza in “lezioni al posto del collega”, viene visto come esercizio della funzione organizzativa del dirigente;
- far finta che lo sciopero non esista, coprendo ogni attività del docente assente come se nulla fosse, rischia invece di violare tale diritto.
Che cosa significa per studenti, famiglie e personale
Per chi studia, per le famiglie e per il personale scolastico, queste regole hanno ricadute molto concrete.
Per gli studenti:
- sapere che le prove Invalsi sono considerate parte normale dell’attività scolastica aiuta a capire perché la scuola le prende sul serio;
- allo stesso tempo, è utile capire che il diritto di sciopero dei docenti è tutelato e non può essere annullato con soluzioni forzate.
Per le famiglie:
- il dirigente ha l’obbligo di informare in modo chiaro sui possibili disagi dovuti allo sciopero;
- la comunicazione può avvenire tramite sito della scuola, circolari, mail, in modo da permettere di organizzarsi.
Per il personale:
- i docenti possono comunicare volontariamente l’adesione allo sciopero, in modo che il dirigente possa valutare l’organizzazione del servizio;
- il personale ATA non può essere “precettato” solo per aprire i plessi se tutti aderiscono allo sciopero: in certi casi la chiusura dell’istituto è considerata legittima.
In sintesi, tra prove Invalsi, scioperi e sostituzioni, la scuola si muove dentro un quadro di norme, accordi e sentenze. Queste cercano di tenere insieme due diritti fondamentali: il diritto allo studio e il diritto di sciopero. Conoscerli permette di leggere quello che succede non come caos casuale, ma come il risultato di regole precise, anche se complesse.
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