Qualcuno protesta perché crede in qualcosa, qualcuno protesta perché non ci crede, ma forse vorrebbe crederci. Qualcuno protesta perché vuole qualcosa, qualcuno protesta perché non la vuole. Qualcuno protesta perché ha troppo, ma non sono tanti, qualcuno protesta perché non ha nulla e vorrebbe qualcosa che hanno altri. Qualcuno protesta contro il Governo, qualcuno protesta contro l’opposizione. Qualcuno non protesta affatto e diserta le urne pensando che così “non dà confidenza a nessuno”.
Qualcuno protesta perché “ma anche…”, qualcuno protesta perché “non solo…”. Qualcuno protesta perché per le strade c’è troppo disordine, soprattutto se a provocarlo sono gli altri perché il proprio conta di meno, qualcuno protesta perché per le strade c’è troppo ordine. Qualcuno protesta perché vuole un lavoro, qualcuno protesta perché vuole un reddito, qualcuno protesta perché vuole cambiare lavoro. Qualcuno protesta perché qualcuno si arrenda, qualcuno protesta perché qualcuno non attacchi.
Le contraddizioni della protesta sociale
Qualcuno protesta perché ci sono troppe tasse, qualcuno protesta perché ce ne sono troppo poche. Qualcuno protesta perché vuole un’Europa più forte e organizzata, qualcuno protesta perché non la vuole. Qualcuno protesta perché ci sono troppe regole che complicano la vita di tutti, qualcuno protesta perché ci vorrebbero altre regole, per avere comportamenti più corretti. Qualcuno protesta perché vorrebbe vivere meglio e certe volte prova invidia personale e sociale, qualcuno protesta perché vorrebbe morire meglio, decidendo come, quando e perché.
Qualcuno protesta perché così si sfoga e poi sta meglio, qualcuno protesta perché non sa cos’altro fare. Qualcuno protesta perché sta male in famiglia e vorrebbe uscirne, ma non è nelle condizioni di farlo e ci resta, qualcuno protesta perché non ha una famiglia e vorrebbe averla.
Libertà, scuola e responsabilità civica
Qualcuno protesta perché vuole una scuola che non bocci nessuno, perché crede che l’eguaglianza si raggiunga così e qualcuno protesta perché vuole una scuola che insegni di più e crede che la libertà sia figlia della conoscenza e dell’istruzione. Qualcuno protesta perché ha qualcosa da dire, qualcuno protesta perché non ha nulla da dire se non protestare e protestare ancora senza sapere perché. Qualcuno protesta sempre, qualcuno non protesta mai.
Potremmo andare avanti così per qualche settimana e ci sarebbe sempre qualcosa e il suo contrario per cui protestare o per cui non protestare. Resta il fatto che la protesta serve a chi Governa e serve a chi è all’opposizione, ma a una condizione: che la protesta sia civile, non sia violenta, sia realmente fondata, non strumentalizzata, sia portatrice di una proposta concreta, altrimenti non si tratta di protesta, ma di banale “sfoghismo” o di improduttiva, spesso volgare e talvolta inconcludente invidia sociale.
Libertà senza responsabilità?
Di solito chi protesta, però, invoca più libertà: la libertà di protestare, di urlare, di rivendicare, di sfilare, di offendere, di insultare, di bruciare le auto di infrangere le vetrine, di disturbare il lavoro degli altri, perché è solo il proprio quello che conta. Anzi, per molti, l’unica libertà che bisogna rivendicare è la propria, anche se lede quella altrui: che non ci interessa affatto! Di solito, mentre si rivendica una maggiore libertà, non si rivendica mai una maggiore responsabilità.
In realtà ciascuno vorrebbe minori responsabilità, che sono una vera rogna, tuttavia si vorrebbe continuare a essere retribuiti come se le responsabilità fossero maggiori, pensando che non debba esserci alcun nesso di relazione tra responsabilità e retribuzione, mentre, sempre secondo alcuni, il reddito dovrebbe essere proporzionato alle proprie esigenze e soprattutto alle proprie aspettative.
Molti di noi, ovvero molti di quelli che protestano per qualche ragione hanno persino ragione e per questo protestano, ma a certe condizioni: che la libertà vada sempre di pari passo con la responsabilità, che la protesta si porti dietro una proposta concreta e non velleitaria, che la pretesa di essere rispettati e liberi si coniughi con il rispetto e le libertà dovute agli altri.

