Sibeg: “Il 2021 è stato l'anno della ripresa, abbiamo potenziato gli investimenti" - QdS

Sibeg: “Il 2021 è stato l’anno della ripresa, abbiamo potenziato gli investimenti”

redazione

Sibeg: “Il 2021 è stato l’anno della ripresa, abbiamo potenziato gli investimenti”

sabato 13 Novembre 2021 - 03:10

Il 2021 per Sibeg Coca-Cola è stato l’anno della ripresa

Il 2021 per Sibeg Coca-Cola è stato l’anno della ripresa. Tra mille difficoltà legate alla pandemia, il colosso catanese ha mostrato spalle larghe e grande resilienza per affrontare una crisi globale senza grossi traumi, sia in riferimento ai fatturati, che alle risorse impiegate (313 dipendenti attuali). Una reazione al blocco economico che ha coinvolto la filiera negli ultimi due anni, spingendo l’azienda siciliana che imbottiglia e distribuisce bevande a marchio The Coca-Cola Company, a potenziare ulteriormente gli investimenti su molteplici fronti.

“Abbiamo accelerato tantissimo nella direzione della sostenibilitàsottolinea l’Ad Luca Busi – da un lato con il progetto Green Mobility Project, dall’altro con la pianificazione di nuove importanti azioni che incideranno sui sistemi di gestione ambientale che, ad oggi, ci posizionano a livello europeo quale azienda virtuosa e modello da seguire”.

“Oltre alle sei linee di produzione attive sul nostro impianto di Catania – continua – abbiamo in cantiere due innovative linee che rimangono però “pending” a causa di una criticità che continua a lasciare gli imprenditori in un vero e proprio limbo. Parlo dell’entrata in vigore di Sugar e Plastic Tax, che continuano ad essere rinviate e non eliminate dall’Agenda del Governo, così come chiediamo da tempo a gran voce. Il procrastinarsi di questa situazione ci sta sfiancando, non consentendo inoltre di programmare a medio e lungo termine, fattore strategico fondamentale per lo sviluppo industriale. Le tasse rimangono sempre dietro l’angolo, tenendoci in ostaggio e pesando come macigni sulle nostre teste e sui nostri lavoratori. Sibeg da anni chiede di cassare questa misura punitiva, così come lo chiede con forza tutto il comparto grazie alla voce di Assobibe – Associazione italiana industria bevande analcoliche – e del suo presidente Giangiacomo Pierini. Noi, imprenditori del settore, continuiamo a rimanere sospesi in questa bolla politica che potrebbe radicalmente cambiare il destino delle nostre realtà. Questi continui slittamenti, che si trascinano dietro dubbi applicativi e interpretativi delle imposte, insieme alle disastrose conseguenze economiche del caso, non consentono di tracciare una linea retta con numeri e dati alla mano, che oscillerebbero (e non poco) con la variabile “Sugar e Plastic Tax”.

“Abbiamo cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla disinformazione relativa al consumo di bevande analcoliche con o senza zucchero; abbiamo avanzato proposte per cercare di abbattere “realmente” il problema legato allo smaltimento della plastica; abbiamo messo in campo Centri Studio e illustri personalità del mondo scientifico per effettuare analisi e misurare impatti economici. Ma niente. La nostra voce – continua l’amministratore delegato di Sibeg Luca Busi – è rimasta inascoltata. Ed è questo ciò che lascia l’amaro in bocca: non riuscire a interloquire per far valere ragioni che davvero sono evidenti agli occhi di tutti. Una lenta agonia che, in Italia, mette a rischio ben 5000 posti di lavoro. Una pressione fiscale – basti pensare che la sola introduzione di Sugar tax, rimandata al 2023, determinerebbe un incremento di circa il 30% per litro di prodotto – che, in controtendenza con tutte le misure adottate in questa terza fase della pandemia, annienterebbe l’industria dell’agroalimentare e del beverage made in Italy, centrale per la tenuta dell’economia del Paese. Queste continue moratorie fanno barcollare investimenti e decisioni per il futuro. Noi non abbiamo comunque mollato la presa: continueremo la nostra battaglia per la sopravvivenza, continuando a chiedere la cancellazione di Sugar e Plastic Tax, confidando in un’apertura, in un percorso sostenibile, in una stabilità che ci possa consentire di affrontare con la stessa determinazione di sempre, uno dei periodi più bui di questa contemporaneità”.

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