La Sicilia resta una delle regioni più fragili d’Europa sul piano economico e sociale. Gli ultimi dati Istat ed Eurostat confermano un quadro critico: nell’isola oltre quattro persone su dieci sono a rischio di povertà o esclusione sociale, un valore quasi doppio rispetto alla media europea.
Secondo gli indicatori territoriali aggiornati al 2025, il rischio di povertà o esclusione sociale in Sicilia supera il 40% della popolazione. Il dato è nettamente superiore alla media italiana, pari al 22,6%, e a quella dell’Unione Europea, ferma intorno al 21%.
Rischio povertà
Ancora più impressionante il dato sul rischio di povertà monetaria: il 38% dei siciliani vive in condizioni economiche considerate a rischio povertà. Si tratta di uno dei valori più alti dell’intera Ue.
La situazione occupazionale continua inoltre a pesare in maniera decisiva. In Sicilia le persone che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa — nuclei in cui gli adulti lavorano poco o in modo discontinuo — sono stimate tra il 15% e il 16%, contro una media nazionale dell’8,2%. Questo significa che nell’Isola il fenomeno riguarda quasi il doppio delle famiglie rispetto al resto del Paese.
Il tasso di occupazione
I dati Bes territoriali di Istat mostrano anche una forte debolezza strutturale del mercato del lavoro siciliano. Il tasso di occupazione nella fascia 20-64 anni si ferma al 50,7%, mentre il tasso di mancata partecipazione al lavoro raggiunge il 29%, più del doppio della media italiana. Ancora più allarmante il dato giovanile: tra i 15 e i 29 anni la mancata partecipazione arriva al 47%, segnale di una generazione sempre più distante dal lavoro e dalla formazione.
Restano elevati anche gli indicatori di deprivazione materiale e sociale. Molte famiglie siciliane dichiarano difficoltà ad affrontare spese impreviste, a riscaldare adeguatamente l’abitazione o a sostenere periodi di vacanza. Secondo Eurostat, il Mezzogiorno continua a registrare livelli di disagio economico molto superiori alla media europea.
I bisogni sanitari
Anche sul fronte sanitario emergono forti disuguaglianze. I dati europei segnalano che nelle regioni del Sud Italia, Sicilia inclusa, i bisogni sanitari non soddisfatti risultano superiori alla media Ue del 2,5%, a causa di costi, liste d’attesa e difficoltà di accesso ai servizi. Il quadro complessivo restituisce quindi l’immagine di una regione dove povertà, precarietà lavorativa e fragilità sociale continuano ad alimentarsi reciprocamente, ampliando il divario con il Centro-Nord e con le aree più sviluppate d’Europa.
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