In Sicilia esiste un problema giovani. Oltre 24mila ragazzi isolani, secondo un report pubblicato negli scorsi giorni da “Save The Children”, rischiano di non avere un futuro nella propria terra vivendo in una perenne condizione di disagio sociale, analfabetismo e/o povertà assoluta. A lanciare l’allarme sulla crisi delle future generazioni, ancor più grave nei quartieri e nelle zone di periferie delle aree metropolitane, è il segretario generale della Cisl Sicilia, Leonardo La Piana, il quale ai microfoni del Quotidiano di Sicilia ha delineato un quadro tutt’altro che rassicurante nel breve e nel lungo termine.
La Cisl al QdS: “Giovani vogliono restare qui, ma mancano le condizioni”
“La situazione che emerge dai dati è preoccupante – esordisce La Piana al QdS – Il report elaborato da ‘Save The Children’ fornisce un quadro d’insieme con precisi fattori che determinano come i giovani facciano sempre più fatica a restare qui. Mi riferisco, soprattutto, alla situazione nelle Città metropolitane. Il report non fa altro che a ribadire l’emergenza a cui far fronte. Sussiste una situazione che definirei strana e paradossale. La Sicilia, infatti, possiede tante potenzialità: il problema, però, è che esse non vengano utilizzate nel miglior modo. Tanti nostri giovani vogliono restare, ma affinché ciò avvenga debbono crearsi le giuste condizioni. Noi lavoriamo su più fronti. Il primo è quello della territorialità: le azioni devono partire dai Comuni e dalle periferie delle città. Se mancano investimenti, non soltanto a livello infrastrutturale, ma anche di natura sociale e culturale, credo si possa fare ben poco. La Cisl, assieme a Kore, Confindustria, Cesi, Anci e altri enti sta svolgendo un lavoro importante sulle aree interne: ci sono grandi possibilità di sviluppo, specie a livello locale. Un dato positivo emerge: rispetto alle altre aree interne nel resto d’Italia, in Sicilia vi è il maggior numero di giovani che provano a restare nella propria terra. Un segnale confortante, che dovrebbe spingere a maggiori investimenti”. “Tra i 24mila giovani in difficoltà – prosegue – le criticità si avvertono soprattutto ai confini delle aree metropolitane: bisogna sottolineare che, oggi, non è purtroppo indifferente il luogo dove si nasce. Se si ha la fortuna di nascere in centro città si hanno molte più opportunità rispetto a chi nasce nei quartieri. Tutto ciò è incredibile nel 2026, bisogna lavorare sulle periferie: oggi esiste un divario tra quartieri addirittura all’interno delle stesse città, letteralmente improponibile”.
Giovani siciliani in difficoltà, una questione “non isolata”
Il segretario generale Cisl Sicilia sottolinea come la disastrosa situazione legata ai giovani siciliani sia collegata a tutte le altre problematiche affliggono la Trinacria. “Ciò che è venuto fuori dal bilancio di ‘Save The Children’ fa emergere situazioni importanti, da non sottovalutare. C’è il problema dei servizi nelle nostre realtà, parliamo ad esempio di medicina territoriale e welfare. Le carenze dell’ambito socioassistenziale non possono essere scollegate dalla condizioni di giovani e studenti: occorre contestualizzare il tutto in un quadro univoco. Le risorse ci sono sempre state, ma probabilmente sono state utilizzate senza aver dietro una visione complessiva. Troppo poco, ad esempio, secondo noi si è fatto su un determinato tema. Un anno fa, circa, avevamo infatti proposto alla Regione progetti legati all’IA. Pensavamo che la Sicilia, essendo terra dove si registra un alto numero di nomadismo digitale, potesse diventare un immenso hub per l’utilizzo etico dell’intelligenza artificiale. Abbiamo candidato e candidiamo sempre la Sicilia come protagonista nel Mediterraneo e a livello internazionale, cercando di incentivare al contrario la venuta dei ragazzi da fuori. Vorremmo che tutte le iniziative adottate non si tramutassero in cattedrali nel deserto: utili nella teoria, ma poi difficili da gestire”.
“Fondi Pnrr per asili, ma Comuni senza personale”
È un fiume in piena Leonardo La Piana, che mette in risalto ulteriori problematiche sull’Isola con lo sperperamento di fondi PNRR: “In un confronto con Anci Sicilia ci siamo concentrati su un altro tema fondamentale: in Sicilia sono stati stanziati e utilizzati fondi PNRR su infrastrutture come gli asili. Il problema, però, è che gran parte dei Comuni non posseggono il personale adeguato a gestire il tutto e mandarli avanti. È tutto un circolo vizioso: se i giovani non hanno le condizioni per crescere e studiare qui, viene a mancare la forza lavoro innescando i problemi di cui sopra”.
“Il problema donne nelle professioni STEM”
La Cisl affronta ai nostri microfoni anche il problema relativo alle giovani donne che, dopo anni di sacrifici e studi sino alla laurea e alle varie specializzazioni, non riescono poi a trovare lavoro qui in Sicilia: “Abbiamo organizzato un convegno in merito alle professioni STEM (Scienze, Tecnologie, Ingegneria e Matematica) delle donne. È emerso infatti che le ragazze, dopo aver ottenuto straordinari risultati a livello accademico, non appena passano al mercato del lavoro restano poi bloccate. Così la percentuale delle lavoratrici donne occupate cala e, naturale conseguenza, il gender gap rispetto agli uomini aumenta. Per provare a risolvere ciò, stiamo tentando di fare un patto con imprese e coloro che devono formare (Scuola e Università). Il ruolo che possiamo avere noi come Cisl è quello di poter unire le forze con il fine di provare a creare un futuro migliore”.
Resta il nodo del terzo settore, ennesimo ambito in cui l’Isola si trova in difficoltà: “Il terzo settore ha una valenza fondamentale: fino a quando mancheranno però regia e coordinamento sulla gestione di esso e come strutturare il tutto a livello Regionale non si concluderà nulla. Bisogna modificare i meccanismi: o si cambia, oppure si creerà una situazione ancor più disastrosa”.
La Cisl e i giovani siciliani in difficoltà: “Ecco cosa chiediamo alla Regione”
Cosa chiede dunque alle Istituzioni e a tutte le forze coinvolte la Cisl per provare a risolvere le problematiche che affliggono la nostra terra? La risposta di Leonardo La Piana è eloquente: “La Cisl auspica in primis che la Regione metta in moto azioni che diano concretezza, un patto di comune responsabilità per ottenere obiettivi utili. Inoltre, chiediamo un confronto serrato e sistematico, al momento assente, con il Governo regionale per trovare soluzioni efficaci nel campo del sociale, del sevizio sanitario e dei rifiuti: tutto ciò potrebbe creare infatti ulteriori opportunità lavorative per i giovani ragazzi siciliani”.
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