Continuano ad impennarsi sempre più i prezzi del carburante in tutt’Italia. Mentre il gasolio ha superato in autostrada i 2,2 euro (2,213), registrando il record dall’inizio delle serie storiche dei prezzi medi giornalieri del Mimit, iniziate l’1 agosto 2023, in tutte le regioni si è varcata ormai la soglia di 2,1 euro. Le ultime a resistere erano Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. Ma ieri hanno definitivamente capitolato. Il record, rispetto ai prezzi di oggi, si raggiunge a Bolzano, 2,183 euro, a un passo da 2,2 euro, medaglia d’argento per la Sicilia (2,173 euro), sul gradino più basso del podio il Friuli Venezia Giulia (2,172 euro)”.
“In Sicilia aumento in 20 giorni di 13,75 euro in più”
“Ancor più preoccupante è l’escalation dei prezzi. Dal 3 luglio, ultimo giorno di sconto sulle accise, in Friuli Venezia Giulia il gasolio si paga 27,9 cent in più al litro, pari a 13 euro e 95 cent per un pieno di 50 litri, un primato che supera abbondantemente il rialzo in autostrada, fermo a 12,25 euro a rifornimento. Medaglia d’argento per la Sicilia, dove in appena 20 giorni un pieno si paga 13,75 euro in più. Medaglia di bronzo per il Veneto: +13,70 euro. A questo punto chiediamo al Governo che, come Ponzio Pilato, se ne sta lavando le mani, non ripristinando lo sconto sulle accise: se non ora quando?” si domanda Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Sicilia tra le più care
Secondo lo studio dell’associazione, per la benzina dopo le autostrade, i prezzi più alti sono sempre a Bolzano, Friuli e Sicilia. Quanto agli aumenti dal 3 luglio a oggi, vincono il Friuli Venezia Giulia e il Veneto, dove per un pieno si sborsano 8,20 euro in più. Segue la Sicilia (7,95). Dall’altra parte della classifica, le regioni più virtuose rispetto alla variazione del prezzo sono il Molise per il gasolio è la Campania per la benzina.
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