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Sicilia, razionamento acqua in estate. Scardino: “Problema distribuzione degli enti gestori”

Sicilia, razionamento acqua in estate. Scardino: “Problema distribuzione degli enti gestori”
Foto di Elimend Inagella, Unsplash

“Una rete irrigua vetusta non può accontentarsi solo di riparazioni. E il razionamento dipende dalle problematiche dei gestori, non dall’assenza di acqua”, spiega al QdS il presidente regionale della Confederazione italiana agricoltori

Dopo anni di tempesta, si cerca la quiete. L’espressione potrebbe riassumere le speranze e le aspettative degli agricoltori siciliani riguardo agli usi, sia irrigui che civili, dell’acqua per questa estate. Secondo l’Autorità di Bacino della Regione Siciliana, attualmente nelle dighe dell’Isola sono presenti circa 580 milioni di metri cubi di acqua.

Agricoltura e razionamento dell’acqua

In vista dei mesi estivi, che come ogni anno si preannunciano molto caldi, il dato dell’Autorità di Bacino della Regione Siciliana fa ben sperare. Tuttavia, invita a tenere alta l’attenzione per le problematiche, ormai croniche, che la Sicilia affronta in termini di razionamento delle risorse idriche. “La Cia Sicilia ha chiesto e ottenuto un incontro con i vertici del Consorzio di Bonifica della Sicilia”, spiega al Qds.it Graziano Scardino, presidente regionale della Confederazione italiana agricoltori. Presenti il commissario, il responsabile dell’area agronomica e il vice direttore: “La delegazione ha chiesto di fare il punto della situazione sull’inizio della stagione irrigua”.

Le dighe in Sicilia

“È aumentata la capacità di invaso, c’è più acqua sia sulla diga di Pozzillo, che supera i 50 milioni di metri cubi, al netto di quella che andrà a Enna. Per il resto ci sarebbero intorno a 45 milioni di metri cubi per la Piana di Catania”, aggiunge Scardino. “Anche la diga Ogliastro ha un buon volume di acqua per il mese di agosto. Inoltre, si è messo in funzione un primo motore provvisorio per sollevare l’acqua dell’Invaso di Lentini, che supera i 90 milioni di metri cubi ma che ha anche un costo da sostenere”. In questo quadro, “si sta lavorando con un motore provvisorio per fornire di acqua la zona e per montarne di definitivi. Anche le dighe Nicoletti e Sciaguana sono in buono stato”.

Distribuzione dell’acqua e manutenzione

Riguardo al tema della distribuzione di acqua, le criticità invece permangono, anche se si continua a lavorare: “Lunedì si è immessa l’acqua nel canale Quota 100, che parte dalla diga Pozzillo e arriva alle porte di Palagonia. C’erano delle perdite in autostrada e si è provveduto a impermeabilizzare il canale a cielo aperto”, ha spiegato Scardino. “Si stanno verificando anche i punti deboli della diga Ogliastro che, intorno al 20 giugno, dovrebbe servire anche la piana di Mineo”. Sulle aree di Lentini e sulla Piana di Catania, il presidente specifica: “Si tampona con l’acqua che proviene dalla diga che, durante l’inverno, ha rifornito diversi agricoltori per riempire i laghetti aziendali, che invece nella Piana di Catania riescono a cubare intorno ai 15 milioni di metri cubi”. Sull’opera di intervento e di manutenzione “abbiamo rivendicato come sia importante mettere i tubi in pressione prima dell’inizio della campagna”.

“Serve Piano Marshall, non bastano le riparazioni”

Le previsioni suggeriscono, quindi, un’annata molto più tranquilla rispetto alle precedenti. Tuttavia, si necessita di una pianificazione per l’acqua ben strutturata, anche sugli usi civili. “Occorre un vero e proprio Piano Marshall, anche per i sistemi irrigui siciliani, che hanno almeno 50 anni. L’intera rete andrebbe rifatta”, dice Scardino. “Si devono mettere tubi in pressione e dare l’acqua quando serve, non più a turno”. Secondo il presidente, un’agricoltura di qualità dovrebbe avere “un sistema diverso e necessita inoltre di un investimento infrastrutturale. C’è stato un impegno del gruppo dirigente non indifferente, ma una rete irrigua vetusta non può accontentarsi solo di riparazioni”.

“Dobbiamo agire”, spiega. “Quest’anno si è cominciato per tempo e questo è positivo. In caso di problematiche, andremo in campagna e vedremo caso per caso come intervenire”. In conclusione, sul razionamento dell’acqua Scardino dichiara che “le falde si sono riempite, gli invasi hanno un buon quantitativo di acqua. Abbiamo le incompiute e il razionamento deriva solo da problematiche di distribuzione degli enti gestori, non dipende dall’assenza di acqua”.

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