Uffici comunali siciliani sommersi tra carte e timbri. La digitalizzazione? Fantascienza - QdS

Uffici comunali siciliani sommersi tra carte e timbri. La digitalizzazione? Fantascienza

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Uffici comunali siciliani sommersi tra carte e timbri. La digitalizzazione? Fantascienza

Fabrizio Giuffrida  |
giovedì 31 Marzo 2022 - 06:00

Le performance dei principali Municipi italiani sono state analizzate dalla Fondazione Gazzetta amministrativa della Repubblica italiana. Spese postali a quota sei milioni di euro nel 2020

PALERMO – Penne, timbri e montagne di carta vincono ancora contro tastiere, mouse e Posta elettronica certificata. L’analisi che ha scandagliato gli uffici comunali italiani, e siciliani, non lascia scampo a interpretazioni e dimostra ancora una volta come il processo di digitalizzazione all’interno della Pubblica amministrazione sia rimasto per certi versi bloccato.

Lo studio sulle spese postali effettuate all’interno dei capoluoghi italiani è stato condotto, su input dell’agenzia di stampa Adnkronos, dalla Fondazione Gazzetta amministrativa della Repubblica italiana (Gari) all’interno del progetto Pitagora, che esamina le performance degli uffici pubblici su differenti parametri. Rating, così si chiama lo strumento utilizzato dalla Fondazione Gari, è un software in grado di analizzare tutti di dati finanziari dell’ente e di generare statistiche per l’individuazione oggettiva dei volumi di spesa, rispetto agli altri Enti confrontabili per popolazione e superfice.

“Il sistema – si legge sul sito dedicato – con l’ausilio dell’attività manuale di valutazione delle diverse voci di bilancio, aggrega i dati dell’ente reperiti dal Mef (ministero dell’Economia e delle Finanze) come opendata, mediante analisi delle sing… CONTINUA LA LETTURA. QUESTO CONTENUTO È RISERVATO AGLI ABBONATI

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Le spese postali nei nove Comuni capoluogo della Sicilia nel 2020

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