Sicurezza sul lavoro, in Sicilia 770 imprese ispezionate - QdS

Sicurezza sul lavoro, in Sicilia 779 aziende ispezionate e 20 progetti. Biasco: “Formiamo nuove generazioni”

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Sicurezza sul lavoro, in Sicilia 779 aziende ispezionate e 20 progetti. Biasco: “Formiamo nuove generazioni”

Redazione  |
sabato 31 Dicembre 2022 - 12:15

Il direttore di Inail Sicilia, Carlo Biasco, sottolinea il lavoro svolto in questi mesi: "La diffusione della prevenzione è favorita da una serie di azioni sinergiche". L'intervista del QdS.

Oltre 25.000 prestazioni per “prime cure” erogate in favore di lavoratrici e lavoratori infortunati residenti in Sicilia, 779 aziende ispezionate nel territorio siciliano e 20 progetti ed eventi realizzati per accrescere la cultura della sicurezza. Ed ancora, oltre 18 milioni di euro stanziati in favore delle imprese siciliane e destinati ad aumentare i livelli di salute e sicurezza sul lavoro con il bando ISI e oltre 4.800 attività di verifica su attrezzature, macchine ed impianti con la principale finalità di accertare i livelli di sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro.

Questi sono solo alcuni dei numeri del rapporto regionale Inail Sicilia che Carlo Biasco, direttore regionale dell’Istituto in Regione, ha presentato martedì 13 dicembre presso la sala Matterella dell’Assemblea regionale siciliana.

È opinione comune che gli infortuni sul lavoro siano in aumento? Lo abbiamo chiesto al direttore Inail Sicilia, Carlo Biasco.

“La numerosità degli infortuni è senza dubbio in aumento rispetto ai dati dello stesso periodo del 2021, ma i risultati degli ultimi anni sono viziati dalla pandemia e dalla successione delle diverse ondate. Al netto degli infortuni Covid, i dati non sarebbero significativamente differenti rispetto a quelli del 2019. Sono in calo, soprattutto, in alcuni settori, come l’agricoltura, che non si sono mai fermati durante la pandemia”.

Da anni l’Istituto eroga finanziamenti in favore delle imprese e degli artigiani. Quali risultati state ottenendo?

“I finanziamenti che eroghiamo, per centinaia di milioni annui a livello nazionale, stanno facilitando la sostituzione di macchinari obsoleti e la diffusione di buone prassi. La diffusione della prevenzione è favorita da una serie di azioni sinergiche: oltre all’investimento in formazione, nelle scuole e nelle aziende (in questo senso, il recente bando ha stanziato in regione circa 800.000 euro per formazione delle varie figure del sistema di prevenzione aziendale) l’innalzamento del livello intrinseco di sicurezza, con l’introduzione di fattori produttivi sempre più sicuri, contribuisce a far diminuire l’incidenza degli infortuni, riducendo gli effetti negativi degli stessi sulla vita dell’azienda, effetti che sono tanto maggiori quanto più l’azienda è piccola, come nella pressochè totalità dei casi se parliamo del settore artigianato.

Come si può intervenire per incrementare la “cultura della sicurezza”?

“Serve intervenire, da un lato, su chi adesso sta lavorando, con particolare riferimento ai settori più a rischio, formando e informando i lavoratori sui rischi che si corrono a lavorare senza opportuni dispositivi di protezione individuale e senza attenzione al corretto utilizzo dei macchinari. Dall’altro, bisogna formare le nuove generazioni, già nelle scuole, per introdurre nel medio periodo un più alto livello di cultura della sicurezza da parte di tutti. I lavoratori del domani dovranno considerare gli standard di sicurezza, per fare un esempio, con la stessa logica con la quale, al giorno d’oggi un certo numero di optional per la sicurezza delle automobili, pur se non obbligatori, sono considerati irrinunciabili”.

Con la presentazione del rapporto regionale si conclude il suo mandato nell’Isola. Quale il bilancio?

“Il bilancio è sicuramente positivo. Ho avuto modo di conoscere, collaborare e apprezzare tanti colleghi che, soprattutto a partire dal 2020, mai hanno fatto mancare il loro apporto per garantire ai nostri assistiti il livello di servizi che l’Istituto si impegna a erogare. Abbiamo sfruttato il livello tecnologico assicurato dagli uffici centrali competenti per lavorare anche durante il lockdown, senza però chiudere mai gli ambulatori per assicurare ai nostri assistiti le prestazioni sanitarie cui hanno diritto. Abbiamo partecipato con il personale sanitario alla campagna vaccinale in Regione. Ma soprattutto, in questi quattro anni abbiamo recuperato posizioni nel confronto con altre realtà territoriali del Paese.

Abbiamo dimostrato che Inail Sicilia riveste per l’Istituto un ruolo di traino dal punto di vista dei livelli di servizio. È una cosa che ci rende orgogliosi, ma soprattutto è importante nei confronti della nostra utenza. Lascio inail Sicilia perché i nostri incarichi sono soggetti ad avvicendamento periodico, ma la Sicilia la porterò sempre nel cuore. L’unico rimpianto è non aver potuto visitare bene la Regione anche a causa della pandemia, ma non mancherà occasione di tornare per visitare altri luoghi di questa terra meravigliosa”

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