Da un lato i numeri che seppur indicativi non riescono del tutto a spiegare i timori e le paure dei commercianti, dall’altro rimane il fenomeno criminale concreto che resta tale e rappresenta un vero e proprio allarme sociale al di là delle categorie interessate. Si parla di furti, spaccate e sicurezza. I dati su base nazionale li riporta Confcommercio attraverso l’indagine Format Research realizzata tra agosto e settembre scorsi con un approfondimento specifico sulle imprese di Palermo danno un quadro con cifre in chiaroscuro ma con una certezza: il fenomeno è percepito e gli imprenditori premono sulla questione sicurezza e guardano con timore alla malamovida.
Spaccate a Palermo, una impresa su quattro l’ha subita
E si parte dal dato relativo alle spaccate: nel capoluogo siciliano una impresa su cinque del comparto del commercio e dei pubblici esercizi ha dichiarato di averne subita una. Il dato si attesta al 21,5% e sebbene sia molto alto e le cronache locali siano piene di articoli che testimonino il fenomeno, c’è da sottolineare come la media italiana sia del 40%.
Una paura diffusa, un imprenditore su due teme di subirne una
Ma la paura degli imprenditori palermitani verso questo fenomeno è molto diffusa al punto che uno su due, ossia il 48,5%, teme di subirne una nei prossimi mesi e il 36,6% percepisce questo fenomeno criminale come quello in peggiore aumento.
Ma ci sono altri indicatori che offrono un quadro decisamente meno rassicurante. Il 32% delle imprese sottolinea un peggioramento della vivibilità del proprio quartiere mentre la media italiana è del 26,1%,
La malamovida, invece, è uno spauracchio per quasi un’attività su due: il 43,4% esprime preoccupazione mentre la media in Italia è del 40%.
Oltre il 35% delle imprese palermitane ha investito sulla sicurezza
La questione sicurezza, quindi, è centrale e l’indagine di Confcommercio rileva che il 35,6% delle imprese palermitane ha sostenuto investimenti aggiuntivi per proteggersi. La spesa media di 3.154 euro, un dato superiore alla media nazionale. E il 97,6% degli imprenditori è favorevole a bonus e agevolazioni fiscali per migliorare la sicurezza.
Di Dio: “Dietro alle spaccate c’è l’allarme sociale”

Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo e vicepresidente nazionale con delega alla legalità, sicurezza ed etica di impresa, commenta i dati: “La sicurezza di una città non si misura attraverso un solo fenomeno criminale, come quello delle spaccate che a Palermo desta forte allarme ormai da circa due anni”.
E poi approfondisce: “Le spaccate rappresentano uno dei segnali dell’allarme sociale che abbiamo denunciato più volte e che oggi dobbiamo leggere alla luce di un contesto ben più grave e complesso”.
“Serve più prevenzione”
La presidente prosegue: “Le chiamiamo spaccate, ma dietro questa parola ci sono furti che provocano danni spesso sproporzionati rispetto al valore della refurtiva vetrine distrutte, costose riparazioni e attività da rimettere in condizioni di lavorare. A questo si aggiungono la preoccupazione e il senso di vulnerabilità degli imprenditori. I dati della nostra indagine confermano che non si tratta di episodi isolati, ma di un fenomeno diffuso che richiede risposte concrete. Servono più prevenzione, una presenza più capillare delle forze dell’ordine e incentivi per gli investimenti in sicurezza. Perché proteggere negozi e pubblici esercizi significa anche difendere la vivibilità e la vitalità delle nostre città”.
Di Dio prosegue nella sua analisi focalizzandosi su Palermo: “Il capoluogo siciliano ha conosciuto negli ultimi mesi gravi episodi di violenza, sparatorie, omicidi, aggressioni, intimidazioni e tentativi di estorsione ai danni delle attività economiche. A tutto questo si aggiungono forme persistenti di abusivismo e illegalità diffusa che danneggiano le imprese regolari, alimentano la concorrenza sleale, compromettono la vivibilità urbana e mortificano l’immagine della nostra città. Il problema non è soltanto il danno economico provocato da una vetrina distrutta, ma il clima di insicurezza che rischia di condizionare la libertà di impresa e la vita quotidiana dei cittadini”.
La presidente di Confocmmercio Palermo ricorda proprio che “È proprio di fronte alla pressione criminale sulle attività economiche che Confcommercio Palermo ha deciso di non limitarsi alla denuncia pubblica, dando vita a Imprese Mai Sole, un progetto concreto di sostegno agli imprenditori vittime di intimidazioni e richieste estorsive, attraverso assistenza legale, sistemi di videosorveglianza e, nei casi necessari, servizi di vigilanza privata. Un’iniziativa nata dalla convinzione che chi sceglie la legalità e trova il coraggio di denunciare non debba mai sentirsi abbandonato”.
“Ma il costo della sicurezza non può gravare sempre sulle imprese”
Infine: “Quella dell’indagine – prosegue Di Dio – sono numeri che ci ricordano come il costo dell’insicurezza non possa continuare a gravare sulle imprese e quanto sia necessario rafforzare una strategia condivisa tra istituzioni, forze dell’ordine e rappresentanze economiche, fondata sulla prevenzione, sul presidio del territorio e sul contrasto sistematico alla criminalità e all’illegalità diffusa. Non basta intervenire quando il reato è stato commesso”.
E infine: “Bisogna impedire che l’illegalità conquisti spazi, condizioni la vita dei quartieri e sottragga libertà a cittadini e imprenditori. La sicurezza è un bene collettivo e una condizione essenziale per lo sviluppo economico e sociale. Difendere le imprese significa difendere il lavoro, la legalità e il futuro di Palermo”.
I numeri dell’indagine a livello nazionale
Impatto fenomeni criminali
I furti con spaccata (38,9%) sono il reato predatorio percepito in maggior aumento dalle imprese del commercio e dei pubblici esercizi nel 2026. Oltre tre imprenditori su dieci (32,3%) temono che la propria attività commerciale possa essere esposta a crimini, quali furti, rapine, atti vandalici, e i furti rappresentano la principale preoccupazione (36,7%).
Spaccate, assicurazioni e video sorveglianza
Una impresa su due (49,9%) teme di subire una spaccata nei prossimi mesi. Oltre un terzo dei negozi e dei pubblici esercizi (34,8%) ha già subito una spaccata e, tra questi, oltre la metà (59,4%) due o più volte. Un imprenditore su due (51,7%) è a conoscenza di spaccate ai danni di colleghi nella propria zona di attività. Le spaccate avvengono nella maggior parte dei casi quando l’attività è chiusa al pubblico (per l’85%), ma si verificano anche quando l’impresa è aperta (10,9%). L’82,3% delle imprese possiede una polizza assicurativa che copre completamente o parzialmente i danni derivanti da spaccate.
Il 42,4% degli imprenditori ha dovuto investire risorse extra per migliorare la sicurezza del negozio per il timore di spaccate, soprattutto in termini di videosorveglianza (74,6%) ma anche per vigilanza privata (29,8%) e serrande o porte blindate (29,5%). Mentre la spesa media sostenuta per gli interventi extra per la sicurezza è di 2.950 euro.
In generale, videosorveglianza (76,1%) e sistemi di allarme (47,5%) sono le misure più adottate per la sicurezza.
Vivibilità e sicurezza del quartiere
Sul fronte della vivibilità e sicurezza di quartiere, quattro imprese su dieci sono preoccupate per la presenza delle baby gang e della mala movida, principalmente per atti di vandalismo (33,3%) e degrado urbano (29,5%).
Inoltre il 26,1% delle attività commerciali segnala un peggioramento della vivibilità del quartiere, in prevalenza per episodi di microcriminalità (45,7%) e atti vandalici (43,1%).
Priorità e interventi per il territorio
La quasi totalità delle attività commerciali (98,9%) concorda sulla previsione di bonus e agevolazioni fiscali per il miglioramento della sicurezza e di presidi di sicurezza (come la polizia di quartiere) nelle aree in cui c’è microcriminalità. Videosorveglianza (49,7%) e maggior presenza di forze dell’ordine (42,3%) sono le misure ritenute più efficaci per garantire la sicurezza del territorio.
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