Sarebbe morta per un incidente provocato da un malore Simona Cinà, la ragazza di 20 anni annegata in una piscina durante una festa di laurea il 2 agosto del 2025 in una villa a Bagheria, in provincia di Palermo
L’avvocato della famiglia: “Pronti ad opporci”
“Attendiamo le determinazioni della procura – dichiara Antonio Ingroia, avvocato della famiglia Cinà – Ma è chiaro che se sarà così siamo pronti ad opporci”.
Simona Cinà, morta a una festa a Bagheria: l’autopsia
Gli esami tossicologici eseguiti dall’equipe di Medicina legale del Policlinico di Palermo avevano rivelato che la giovane non aveva assunto droghe – neanche sintetiche – e che solo il suo tasso alcolemico mostrava risultati sopra il limite. La causa di morte sarebbe annegamento (pare infatti che ci fosse acqua nei polmoni della ragazza). Sul corpo non sono stati trovati segni di violenza: gli ematomi che aveva sullo sterno per i medici legali erano dovuti ai maldestri tentativi di rianimazione degli amici.
Simona era un’atleta di beach volley professionista, conduceva una vita sana e non era abituata a bere alcolici così come è stato sempre confermato dalla famiglia. L’ipotesi dei medici è che l’effetto dell’alcol nel corpo della giovane si possa essere amplificato, causandole un malore mentre era in acqua.
Morte Simona Cinà, il giallo dell’annegamento
Qualche perplessità rimane su come Simona Cinà possa essere annegata. I presenti alla festa si sono accorti diversi minuti dopo che la giovane era in fondo alla piscina priva di sensi. Nonostante i tentativi di rianimazione per la ragazza non c’è stato nulla da fare. L’ipotesi degli inquirenti è che la ragazza potesse essere appoggiata a uno dei bordi della piscina quando si è sentita male.
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