Siracusa, per rilanciare l’economia serve un “piano condiviso” - QdS

Siracusa, per rilanciare l’economia serve un “piano condiviso”

Luigi Solarino

Siracusa, per rilanciare l’economia serve un “piano condiviso”

martedì 04 Maggio 2021 - 00:00

È l’appello lanciato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil a Istituzioni, associazioni datoriali e imprese. Servono strategie comuni per far risollevare i settori chiave dello sviluppo

SIRACUSA – Sottoscrivere un piano di ripresa condiviso che rilanci l’economia del territorio siracusano. È quanto chiedono i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil alle Istituzioni, alle Associazioni datoriali ed alle imprese.

“La persistente crisi economica – affermano i segretari generali di Cgil, Roberto Alosi, Cisl, Vera Carasi, e Uil, Luisella Lionti – determinata da una emergenza sanitaria che da oltre un anno, ormai, ha drammaticamente messo in ginocchio il Paese, ha affondato con violenza le proprie spire sull’intera provincia. Il settore energetico, quello turistico, quello dei servizi, dell’agricoltura, del terziario in generale, hanno dovuto subire danni notevoli in termini di occupazione e di presenza sul mercato del lavoro a causa della chiusura di molte aziende”.

“Alla luce di quanto sta accadendo – continuano i tre sindacalisti – riteniamo fondamentale ricompattare il mondo del lavoro ripristinando un giusto contesto di azione unitaria per esigere i diritti necessari all’occupazione, alla salute e alla sicurezza. Azioni necessarie in un mondo del lavoro che, nella fase di ripresa, sarà ancor più diverso a quello pre-Covid”.

“Il Programma di Sviluppo della Regione Sicilia – aggiungono – conferma la centralità del sito di Siracusa all’interno del sistema industriale siciliano, dando l’opportunità di promuovere una crescita sostenibile attraverso lo sviluppo di un nuovo modello che guardi alla transizione energetica, digitale ed ecologica e promuova un’economia circolare in grado di attrarre nuovi investimenti e utilizzare quanto ancora esistente nel piano nazionale Industria 4.0 vecchio di qualche anno. In questo senso, occorre garantire la tenuta dei livelli occupazionali puntando con decisione alla stesura di un Accordo d’Area che contenga un Protocollo di Legalità che regolamenti il sistema degli appalti realizzando, in un contesto di responsabilità e sostenibilità sociale, piani che si facciano carico dell’impatto occupazionale salvaguardando la qualità, la competenza e la professionalità delle maestranze locali quale valore aggiunto, contrastando fenomeni di dumping contrattuale e promuovendo l’applicazione dei Ccnl leader di riferimento”.

Per quanto riguarda l’area industriale del petrolchimico i tre segretari affermano che: “Occorre uno sviluppo sostenibile sul terreno ambientale con un rapporto sempre più sinergico e condiviso con il territorio, le comunità e le istituzioni locali. Bisogna individuare progetti di riconversione e riqualificazione industriale che promuovano investimenti, per le bonifiche, la riqualificazione delle produzioni e delle aree interessate, la riconversione di aree dismesse, l’efficientamento energetico dei siti e la realizzazione delle infrastrutture funzionali agli interventi, nonché il potenziamento e la valorizzazione di quelli esistenti, a partire dal porto di Augusta e dal polo metalmeccanico integrato di Punta Cugno e Marina di Melilli che possono contribuire in maniera rilevante alla realizzazione di un nuovo modello di sviluppo e di spinta propulsiva verso un contesto di economia circolare capace di generare ulteriore valore”.

Per quanto riguarda il settore turistico i tre segretari dichiarano: “L’industria turistica, che muove un diretto e un indotto assai rilevante ha bisogno di un sostegno concreto attraverso un piano strategico che può passare, in alcuni casi, attraverso protocolli d’intesa tra albergatori, ristoratori, servizi, tour operator e le stesse Istituzioni e associazioni datoriali presenti. Un piano di rilancio complessivo che guardi ad agevolare i percorsi organizzativi e di gestione dell’offerta”.

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