Pillirina, Zanna (Legambiente): “Fermo no a qualsiasi speculazione” - QdS

Pillirina, Zanna (Legambiente): “Fermo no a qualsiasi speculazione”

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Pillirina, Zanna (Legambiente): “Fermo no a qualsiasi speculazione”

Giuseppe Bonaccorsi  |
giovedì 26 Maggio 2022 - 08:54

Il presidente di Legambiente Sicilia spiega al QdS le ragioni della protesta contro la privatizzazione dell’area costiera
“La zona è stata inserita nel Piano delle riserve. La Sovrintendenza di Siracusa non doveva dare alcuna autorizzazione”

SIRACUSA – “Protesteremo per dire ancora una volta no a nuove speculazioni in una delle zone più belle del Siracusano“. Così parla il presidente di Legambiente Sicilia, Gianfranco Zanna, che interviene sul nuovo atto della storia della Pillirina, l’area di una stupenda bellezza naturalistica che si trova a due passi da Siracusa. “La Pillirina – esordisce Zanna – è stata inserita nel Piano delle riserve e già questo è un elemento importante perché la zona non era nel Piano delle riserve del 1991. Per due volte hanno messo il vincolo propedeutico per fare la Riserva e ancora non l’hanno fatta. E chiaramente non la fanno perché ci saranno pressioni notevolissime e interessi speculativi che prevedono villaggi turistici, resort e l’ultima vicenda che è quella del ripristino delle casematte della Seconda guerra mondiale con un preventivato recupero alquanto discutibile”.

L’istituzione della Riserva impedirebbe qualsiasi realizzazione oppure c’è il recupero dell’esistente?
“La riserva permetterebbe innanzitutto di salvare il patrimonio naturalistico e paesaggistico dell’area. E se hanno fatto il decreto e la Pillirina è inserita nel Piano è già riconosciuta in quanto tale. Quindi noi riteniamo che è fuor di dubbio questo riconoscimento. Ovviamente – continua il rappresentante di Legambiente – il paradosso è che nel momento in cui la Pillirina è stata inserita nel Piano sono scattati i vincoli, però, non c’è il vantaggio della gestione. La coerenza adesso sarebbe arrivare all’istituzione della Riserva per dare risposte anche da questo punto di vista. Con la riserva ovviamente qualsiasi tipo di operazione verrebbe bloccata”.

Ma in questo caso l’errore dove sta? Nell’avere consentito in passato ad alcuni proprietari di acquistare delle aree sborsando ingenti somme di denaro?
“Allora il 90% delle aree protette siciliane sono in terreni privati che via via la Regione per legge dovrebbe acquisire. Ma negli ultimi 40 anni ha fatto poco mentre doveva fare di più per quanto riguarda l’istituzione di parchi e riserve. Chiaramente in queste aree private, nel momento in cui scattano i vincoli il privato non può fare forse quello che vorrebbe fare. In questo caso, quello della Pillirina, ci sono interessi contrapposti. Noi di Legambiente, insieme a tante altre associazioni oltre a tanti cittadini di Siracusa vogliamo tutelare la bellezza paesaggistica e naturalistica di questo sito in un’area che è già fortemente antropizzata e quindi salvare un pezzo di costa ha un senso in un territorio già abbastanza aggredito. Ma c’è chi vuole perseguire i suoi obiettivi di arricchimento con un modello, come quello dei resort, che a noi non convince. Noi crediamo soprattutto che questi modelli non siano produttivi perché è in fortissima crescita il turismo naturalistico”.

Ma allora secondo voi la Soprintendenza di Siracusa ha concesso autorizzazioni che cozzano con il Piano di tutela dell’area?
“Secondo me la Soprintendenza non doveva dare alcuno benestare”.

Sabato la grande manifestazione delle associazioni ambientaliste contro la recinzione dell’area privata

SIRACUSA – Questo sabato, 28 maggio, alle 17, le associazioni Legambiente, Natura Sicura, Lipu, Wwf, Arci, Slow Food Siracusa, Club alpino Siracusa e Rifiuti Zero, oltre che liberi cittadini, marceranno in senso di protesta dalla Cala di Pillirina, area del Siracusano attraversando l’ex feudo S. Lucia e l’area costiera del demanio, sino a Punta Tavola.

L’obiettivo è smuovere l’iter per l’istituzione della riserva naturale orientata “Capo Murro di porco e penisola della Maddalena”, per sgombrare il campo anche sulla presunta speculazione edilizia in una delle aree più belle dell’area aretusea dopo che la proprietà, titolare dell’area dal 1982 attraverso un regolare acquisto, ha recintato l’area impendendone l’accesso con tanto di security.

Il nuovo capitolo dell’annosa vicenda risale a qualche giorno fa quando il cantante Erlend Øye, musicista del famoso duo norvegese “Kings of Convenience”, ha offerto un milione di euro per evitare che nell’area della Pillirina venga realizzato un insediamento abitativo. Nel suo post su Instagram, il musicista, che dal 2012 ha scelto come sua città di residenza Siracusa, proprio per le sue bellezze naturalistiche oltre che storiche, scrive di essere rimasto sorpreso perché d’un tratto ha trovato davanti all’area della Pillirina un vigilantes che gli ha impedito di entrare: ” La Pillirina non ha bisogno di alcuna riqualificazione – scrive Erlend -. È perfetta così com’è”. Quindi il cantante si rivolge ai proprietario dell’area recintata, il marchese Di Gresy: “Signor Gresy per favore cambi idea…”

A stretto giro di posta il marchese Emanuele Di Gresy ha risposto… “Nessuna delle cose che descrivi corrisponde al vero! Mi spiace che nessuno ti abbia mai spiegato bene che differenza passi tra proprietà pubblica e privata”. “Voglio però rassicurarti – scrive ancora il proprietario delle aree – nessuna speculazione, nessun diritto violato, nessuna volontà di abbrutire quello che natura e storia hanno regalato a questa terra meravigliosa, solo valorizzazione intelligente e compatibile”.

La vicenda ha scatenato un vespaio di polemiche. Duro e risoluto l’intervento dell’assessore del Comune di Siracusa Fabio Granata, ex assessore regionale ai Beni culturali della Sicilia: “Serve subito la riserva e nel frattempo si garantisca il libero accesso al mare a tutti i cittadini. Noi siamo una delle più grandi testimonianze di cosa significhi stratificazione storica, culturale, archeologica, artistica, architettonica e ambientale. Per questo dobbiamo mettere subito la parola fine a piccole e grandi prepotenze”.

La storia rischia di finire in un’aula di Tribunale, per quel confine tanto sottile tra ambiente e sviluppo che rischia di rendere la Pillirina un altro dei tanti casi insoluti di questa terra.

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