Turismo, l’annus horribilis della provincia aretusea - QdS

Turismo, l’annus horribilis della provincia aretusea

Luigi Solarino

Turismo, l’annus horribilis della provincia aretusea

venerdì 08 Gennaio 2021 - 00:00
Turismo, l’annus horribilis della provincia aretusea

La pandemia ha messo il settore in ginocchio. Giuseppe Rosano, presidente “Noi albergatori Siracusa”: “Il confronto con il 2019 è raccapricciante, nel 2020 arrivi in calo del 63,8%”

SIRACUSA – “Quello appena trascorso è stato un ‘annus horribilis’ per il turismo a Siracusa”. È l’amaro commento del presidente di Noi albergatori Siracusa, Giuseppe Rosano, che ha illustrato i dati statistici al 30 novembre 2020, forniti dall’Osservatorio turistico Regione siciliana e avvalorati dall’Istat.

“Dati che confermano come anche Siracusa – afferma Rosano – abbia subito una pesante perdita in termini di flussi turistici, soprattutto dal mercato straniero. Il confronto con il 2019 è raccapricciante: nel 2020 infatti gli arrivi, nella totalità, hanno subito un calo del 63,8%, pari a meno 166.093 turisti (lo scorso anno erano 260.357 contro i 94.264 del 2020), di cui: -45,1% (-61.765) italiani (scorso anno erano 136.791 nel 2020 invece 75.026); stranieri -84,4% (-104.328), nel 2019 sono stati 123.566, quest’anno appena 19.238”.

Più pesante il rilevamento sempre al 30 novembre 2020 dei pernottamenti: “Qui – aggiunge il presidente di Noi albergatori Siracusa – si registra un -61,1% per un totale di 458.942 turisti in meno (nel 2019 ben 751.244 nel 2020 invece 292.302) con i soggiorni italiani che hanno subito un calo del 42,3%, pari a meno 176.523 (nel 2019 erano 416.537 nel 2020 invece 240.014). Ingenti le perdite di presenze di stranieri: -84,4%, per un negativo di -282.419 con i 334.707 del 2019 contro i 52.288 del 2020”.

“Analizzando la dicotomia arrivi-presenze annotate quest’anno – prosegue Rosano – si rileva che il calo maggiore si è registrato nella componente vacanzieri stranieri, quelli che si distinguono in alto-spendenti, ovvero francesi 19%, tedeschi 17%, inglesi 11%, Svizzera e Liechtenstein 9%. Il restante 44% suddiviso tra europei e internazionali. Assai ridotta la provenienza dagli Stati Uniti con il 3% e la Russia, che negli anni scorsi superava oltre il 10%, quest’anno ha accordato un magro 1%”. “A livello globale – prosegue Rosano – l’Organizzazione mondiale del turismo rileva una riduzione delle prenotazioni, ad oggi, che oscilla dal meno 60% al meno 90% rispetto agli stessi periodi degli anni precedenti. A Siracusa il calo prenotazione, comparato allo stesso periodo, ondeggia intorno al 95%, quindi oltre la negativa media globale”.

Inoltre il futuro non si presenta affatto roseo. Infatti lo scorso 11 novembre, in occasione del World Travel Market di Londra è stato supposto che per la ripresa completa del settore viaggi ci vorranno dai 3 ai 5 anni. Ripresa che premierà le destinazioni turistiche più attente e attrezzate a valorizzare sicurezza sanitaria e sostenibilità.

“Siracusa – conclude Rosano – in questi ultimi anni ha apportato con il turismo, dato 2019, uno straordinario 13,04% di Pil, leggermente superiore al 13% del totale Italia e spicca in pole position tra città italiane con più di 100 mila abitanti. In attesa dell’arrivo dei nuovi vaccini, che di certo non avranno l’atteso effetto panacea, si è ipotizzato uscire, non certo totalmente, dall’attuale crisi, allo sbocciare della primavera del 2021. Confidando che il turismo ripartirà quindi quanto prima, gli operatori del settore turistico siracusano in questi giorni di crisi amara, nel riprogettare nuove strategie, hanno rimodellato la qualità dell’offerta in chiave innovativa, sostenibile e incentrata sulla sicurezza delle strutture alberghiere”.

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