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”Slow Wine 2027″: 7.809 vini recensiti di 2.059 Cantine, 168 nuove

”Slow Wine 2027″: 7.809 vini recensiti di 2.059 Cantine, 168 nuove

La guida segnala le difficoltà dei rossi e la crescita della Sicilia

Milano, 13 ott. (askanews) – Sono 7.809 i vini recensiti e 2.059 le Cantine presenti nella 17esima edizione di “Slow Wine 2027”, la guida di Slow Food Editore già disponibile in libreria e online. La nuova edizione comprende 168 aziende non presenti nell’anno precedente e assegna 247 Chiocciole, 173 Bottiglie, 56 Monete e 779 Top Wine. Ma dalle visite condotte dai 253 collaboratori nei territori vitivinicoli italiani emergono anche le difficoltà di un settore alle prese con il calo dei consumi, l’aumento dei costi e il rallentamento delle vendite, soprattutto dei vini rossi. La guida sarà presentata sabato 17 ottobre a Milano, al Superstudio Maxi, con una degustazione di oltre 900 vini proposti da 450 produttori.

La selezione ha interessato più di 10mila etichette e si basa sulla conoscenza diretta delle aziende, attraverso visite nei vigneti e nelle cantine. Le valutazioni prendono in esame non soltanto la qualità dei vini, ma anche la gestione agronomica, l’origine delle uve, l’impiego di prodotti fitosanitari e il rapporto dei produttori con il territorio. L’edizione 2027 registra 132 uscite e 168 ingressi, con un saldo positivo di 36 Cantine. Tra le nuove segnalazioni figurano sia aziende di recente costituzione sia produttori già affermati, ma non recensiti nell’edizione precedente. Le uscite non dipendono esclusivamente dalle valutazioni qualitative o agronomiche. Durante le visite diversi produttori hanno spiegato di aver rinviato per ragioni commerciali l’imbottigliamento o l’uscita delle nuove annate, soprattutto dei vini rossi. In alcuni casi i degustatori hanno quindi dovuto esaminare nuovamente etichette già presenti nell’edizione precedente. Per segnalare questa situazione, la guida ha introdotto nelle schede una specifica indicazione di riassaggio.

Il curatore Giancarlo Gariglio considera queste scelte un segnale delle difficoltà commerciali attraversate dal settore, pur precisando che le osservazioni raccolte durante le visite non costituiscono un’indagine statistica. Nel 2025, secondo l’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv), i consumi mondiali sono diminuiti del 2,7%, mentre le elaborazioni di Unione italiana vini (Uiv) su dati Istat indicano una flessione del 3,7% del valore delle esportazioni italiane. Nella grande distribuzione, Circana registra un calo del 4,2% dei volumi dei vini rossi, a fronte di un incremento dell’1,5% degli spumanti e di una maggiore tenuta dei bianchi. Gariglio rileva inoltre un crescente interesse per vini più freschi e leggeri rispetto alle interpretazioni rosse maggiormente strutturate.

La guida distingue i riconoscimenti assegnati alle aziende da quelli attribuiti ai singoli vini. Le 247 Chiocciole premiano le Cantine che meglio interpretano i criteri qualitativi, territoriali e ambientali di Slow Food, con un’offerta caratterizzata anche da un buon rapporto tra qualità e prezzo. Le 173 Bottiglie riconoscono la qualità delle produzioni, mentre le 56 Monete segnalano aziende che propongono vini di particolare valore in rapporto al prezzo. Tra i 779 Top Wine figurano 267 etichette premiate per l’eccellenza qualitativa e 512 Vini Slow, riconosciuti anche per il legame con il territorio, la storia produttiva e la convenienza rispetto alla tipologia. A questi si aggiungono 231 Best Buy, selezionati tra i Top Wine per il prezzo particolarmente vantaggioso.

L’attenzione alle pratiche agricole emerge dai dati sulle aziende recensite. Sono 1.204, pari al 58,5% del totale, le Cantine che praticano agricoltura biologica o biodinamica certificata oppure si trovano in conversione. La guida segnala inoltre 3.005 vini confezionati in bottiglie di peso inferiore o uguale a 450 grammi, corrispondenti al 38,5% delle etichette recensite. Il dato riguarda il numero dei vini e non i volumi commercializzati, ma documenta l’attenzione riservata al peso degli imballaggi e alla riduzione del loro impatto ambientale.

La nuova selezione registra cambiamenti significativi anche nella distribuzione territoriale delle aziende. La Sicilia presenta l’incremento maggiore, con 130 Cantine, venti in più rispetto all’anno precedente, e 23 nuovi ingressi. Tra le produzioni che hanno ottenuto valutazioni positive figurano i bianchi da Catarratto e Grillo e i vini del Val di Noto, mentre l’Etna attraversa una fase meno convincente, soprattutto sul versante dei rossi. La guida segnala inoltre l’evoluzione del Perricone, i risultati di Pantelleria e la crescita qualitativa di spumanti e rosati. La Toscana rimane la regione maggiormente rappresentata, con 326 Cantine, 1.325 etichette, 34 Chiocciole e 26 nuovi ingressi. Segue il Piemonte con 292 aziende e 1.244 vini, ma cinque Cantine in meno rispetto all’edizione precedente. Qui le difficoltà maggiori interessano il Monferrato e la Barbera, penalizzata dalla flavescenza dorata, dalle basse quotazioni delle uve e dagli effetti delle stagioni calde e siccitose. Risultati più favorevoli emergono dall’Alto Piemonte, dall’Arneis e da alcune interpretazioni del Barbaresco.

Nel resto del Paese la guida individua tendenze differenti, accomunate in diversi casi dalla ricerca di vini meno concentrati e più vicini alle attuali preferenze di consumo. In Veneto prosegue l’evoluzione stilistica della Valpolicella verso interpretazioni più leggere, mentre il Recioto della Valpolicella, prodotto in quantità ormai limitate, meriterebbe una maggiore tutela, anche attraverso un Presidio Slow Food. In Emilia-Romagna crescono le espressioni territoriali del Sangiovese di Romagna e si distinguono i Colli Bolognesi e le bollicine bianche da vitigni autoctoni. Al Centro e al Sud emergono la crescita del Cesanese nel Lazio, dove per la prima volta tutte le province sono rappresentate nella guida, il rinnovato interesse per il Grechetto e il Trebbiano Spoletino in Umbria e i risultati del Cerasuolo d’Abruzzo. In Puglia pesano le difficoltà commerciali del Primitivo di Manduria, mentre la Calabria registra segnali positivi soprattutto nell’area del Pollino. La Basilicata conta quattro nuovi ingressi su venti aziende recensite, con progetti dedicati anche al recupero di vigneti abbandonati e varietà locali.

Accanto alle valutazioni enologiche, il volume, dedicato quest’anno a Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e primo curatore della guida “Vini d’Italia”, offre informazioni per visitare le aziende e conoscere direttamente i produttori. Sono 466 le Cantine che propongono ospitalità e 272 quelle con possibilità di ristoro, mentre 1.031 riconoscono uno sconto di almeno il 10% sull’acquisto diretto ai lettori che presentano la guida cartacea. Completano la pubblicazione 250 locali del Bere Slow e 227 video delle visite aziendali accessibili attraverso codice QR.

La presentazione del 17 ottobre inizierà alle 10 con un incontro su invito e la consegna dei premi speciali, dedicati alla carriera, ai giovani vignaioli, all’accoglienza, alla viticoltura sostenibile, alle novità dell’anno, alla vitalità del suolo e alla solidarietà. Tra i riconoscimenti figura quello al giovane vignaiolo Nikolas Juretic, produttore del Friuli-Venezia Giulia. Dalle 14 alle 19.30 il Superstudio Maxi aprirà al pubblico per la degustazione, previo pagamento del biglietto, con una copia della guida compresa nel prezzo. Sarà inoltre disponibile un’applicazione per consultare le etichette presenti, selezionarle per regione, Denominazione, tipologia, fascia di prezzo e pratiche produttive e annotare gli assaggi effettuati.