Smart working alla Regione, i sindacati “Prima la sicurezza” - QdS

Smart working alla Regione, i sindacati “Prima la sicurezza”

Raffaella Pessina

Smart working alla Regione, i sindacati “Prima la sicurezza”

venerdì 19 Giugno 2020 - 06:00
Smart working alla Regione, i sindacati “Prima la sicurezza”

Così Siad-Cisal risponde alla richiesta di Musumeci di far immediatamente rientrare in ufficio di almeno la metà dei dipendenti. “L’Aran Sicilia si decida a fornire linee guida, così come sta facendo l’Aran nazionale”. Rispettare le regole e tutelare la salute

PALERMO – I sindacati dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni protestano per le decisioni del governo di far rientrare i dipendenti in ufficio. Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del sindacato Siad-Cisal ribadiscono la necessità di rispettare le regole di sicurezza contro il Covid 19.

“Apprendiamo dalla stampa di una lettera che il presidente Musumeci avrebbe scritto all’assessore alle Autonomie locali, Bernardette Grasso, per chiedere l’immediato rientro in ufficio di almeno il 50% dei dipendenti della Regione siciliana, a causa di ‘disservizi e ritardi intollerabili’ – scrivono in una nota congiunta i sindacalisti -. Una richiesta condivisibile, ma solo se prima saranno garantite le misure necessarie a tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini in tutti gli uffici, da quelli centrali ai più periferici: guanti, mascherine, gel, sanificazioni, barriere, distanze fra postazioni e sistemi di prenotazione per l’utenza, oltre alla pulizia dei sistemi di climatizzazione. Attendiamo anche che l’Aran Sicilia si decida finalmente a regolare lo smart working, così come sta facendo l’Aran nazionale”.

“Ricordiamo a tutti – dicono Badagliacca e Lo Curto – che il ricorso allo smart working non è stato il capriccio di qualche direttore generale, ma un obbligo imposto dal Governo nazionale per preservare la salute di tutti gli italiani nel bel mezzo di una pandemia che ha provocato migliaia di vittime. Il rientro alla normalità è doveroso, ma ancor prima lo sono il rispetto delle regole e la tutela della salute: ci auguriamo che Musumeci abbia la certezza che in tutti gli uffici regionali, dai più grandi ai più piccoli, siano state eseguite le sanificazioni e distribuiti i dispositivi di protezione individuale, perché a noi invece non risulta. Per non parlare del fatto che le distanze sociali hanno ridotto gli spazi: gli assessorati hanno stanze così grandi da accogliere tutti i dipendenti e non solo il 50%?”.

Il Siad ha chiesto all’assessore Grasso la convocazione di un incontro per studiare un protocollo ad hoc che garantisca non solo le percentuali, ma anche il rispetto delle leggi di garanzia vigenti. “Le norme nazionali prevedono inoltre garanzie precise per disabili, fasce deboli e genitori”. Il Siad, sindacato riconosciuto dall’Aran, è entrato da poco a far parte della confederazione della Cisal. Un rapporto di collaborazione – è scritto in una nota – nato per rafforzare le esperienze di organizzazione e tutela, nonché per migliorare la qualità della rappresentanza dei lavoratori della Regione siciliana.

FP CGIL, CISL FP, UIL FPL SICILIA ALLA REGIONE:  “SMART WORKING NON È SINONIMO DI VACANZA: È TEMPO DI PENSARE A UNA RIFORMA DELLA P.A”

“Prima di pensare alla riduzione progressiva della percentuale di dipendenti regionali in smart working, il governo Musumeci si confronti con le organizzazioni sindacali per definire adeguati protocolli di sicurezza, sul modello di quanto sta accadendo a livello nazionale. I dati sulla pandemia di Covid-19 hanno subito un rallentamento ma non abbiamo ancora sconfitto del tutto l’emergenza, quindi serve la massima attenzione ai rientri e alla loro organizzazione”. A dirlo sono i segretari generale di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl Sicilia, Gaetano Agliozzo, Paolo Montera ed Enzo Tango, commentando la notizia di una lettera che il presidente della Regione Nello Musumeci avrebbe fatto pervenire all’assessore regionale alla Funzione pubblica Bernardette Grasso per dire “basta” alle forme di lavoro agile attivate durante l’emergenza pandemica Covid-19.

“Ci tocca ribadire ancora una volta che smart working non è sinonimo di vacanza e lo dimostra il fatto che molte aziende pubbliche e private, sfruttando questa modalità di lavoro a distanza, si sono dimostrate anche più efficienti – proseguono i sindacalisti –. Quello che serve adesso è un cambiamento culturale per spostare l’attenzione dal controllo della presenza al controllo del lavoro effettuato. Bisogna passare alla logica del risultato per avere una P.A. più efficiente, fondamentale per svolgere il ruolo di traino dell’economia. Lo dobbiamo soprattutto ai cittadini che, soprattutto in questo particolare momento storico, meritano servizi efficienti”.

“Come ha suggerito la ministra della Pubblica amministrazione Fabiana Dadone – concludono Agliozzo, Montera e Tango – bisognerebbe prendere il patrimonio acquisito in queste settimane e valorizzare quanto abbiamo conseguito. E tra le cose da fare: rivedere tutti i processi, individuare obiettivi veri per le performance organizzative e individuali, dedicare maggiore attenzione alla salute e alla sicurezza del lavoro, procedere a una forte alfabetizzazione informatica e ad una adeguata formazione per la dirigenza ed il comparto tendente a ridisegnare gli uffici riducendo anche i costi. Insomma, è tempo di ripensare dalle fondamenta la pubblica amministrazione regionale, piuttosto che proseguire in una sterile caccia alle streghe”.

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