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Sorelle ritrovate, tre fermi: per gli inquirenti c’è pericolo di fuga

Sorelle ritrovate, tre fermi: per gli inquirenti c’è pericolo di fuga
Foto Adnkronos

Un pericolo che, secondo quanto emerge dal decreto di fermo, sarebbe rafforzato dalla “complessità della attività realizzate” e dalle “numerose attività di depistaggio”

Valentina D’Acunto, il padre Marco e il compagno della donna, Vincenzo Esposito, fermati nell’ambito della vicenda delle sorelle sparite dalla casa-famiglia di Civitella Alfedena nella notte del 7 giugno e ritrovate l’altro ieri sera in un appartamento a Formia, in provincia di Latina, sono accusati di sequestro di persona.

Questo perché “in concorso tra loro e con altre persone in via di identificazione privavano della libertà personale” le due ragazzine.

È quanto emerge dal decreto di fermo in base al quale le figlie della donna sarebbero state prelevate il “7 giugno 2026, in piena notte e comunque dopo le ore 2:00, dalla comunità educative Hope di Civitella Alfedena” e portate dai due uomini fino all’abitazione dell’anziana di circa 80 anni dove sono state ritrovate.

Nell’appartamento, secondo gli inquirenti, le ragazzine sarebbero rimaste “segregate e nascoste, tutto il tempo in camera, all’infuori del pranzo o della cena, non potendo uscire di casa né affacciarsi dal balcone, fino al 21 giugno 2026 ore 21 circa” quando sono intervenuti i carabinieri.

Fermi per pericolo di fuga

Secondo gli inquirenti che hanno disposto il decreto di fermo nei confronti dei tre indagati ci sarebbe un “pericolo di fuga”. Un pericolo che, secondo quanto emerge dal decreto di fermo, sarebbe rafforzato dalla “complessità della attività realizzate” e dalle “numerose attività di depistaggio”.

Tabulati telefonici e sim intestate a pakistani al centro delle indagini

Analisi dei tabulati telefonici e alcune schede telefoniche ritenute “abusivamente acquistate a Napoli” sono finite nel mirino degli inquirenti che, nell’ambito delle indagini sulle sorelle sparite dalla casa-famiglia di Civitella Alfedena, hanno disposto i fermi di Valentina D’Acunto, del padre Marco e di Vincenzo Esposito. Le indagini si sono concentrate proprio su alcune telefonate da numeri intestati a due pakistani e, secondo gli inquirenti, “verosimilmente acquistate con anagrafiche fittizie”.

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