Home » Province » Palermo » La sparatoria in via La Lumia a Palermo, resta in carcere il ragazzo fermato

La sparatoria in via La Lumia a Palermo, resta in carcere il ragazzo fermato

La sparatoria in via La Lumia a Palermo, resta in carcere il ragazzo fermato
La sparatoria di via Isidoro via La Lumia

Il Gip ha sottolineato la pericolosità sociale del giovane e definito poco credibile la versione fornita dall’indagato durante l’interrogatorio

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Palermo ha convalidato l’arresto di Pietro Graziano e disposto la custodia cautelare in carcere per il tentato omicidio di A. B., ferita alla tempia nella notte tra domenica e lunedì in via Isidoro La Lumia, nel centro del capoluogo siciliano e in piena zona rossa.

Il Gip ha sottolineato la pericolosità sociale del giovane e definito poco credibile la versione fornita dall’indagato. E tra i reati contestati oltre alla detenzione abusiva di un’arma da fuoco anche quello più grave del tentato omicidio.

L’identificazione del sospettato

La svolta è arrivata prima delle 5 quando i carabinieri hanno notato una Fiat 500 nera ancora parcheggiata vicino al luogo della sparatoria. Il compagno della madre di Graziano si è presentato a recuperare il veicolo, riferendo di essersi allontanato a piedi nel parapiglia. Nell’abitacolo è stata trovata una giacca di jeans indicata come appartenente a “Piero”. Nei verbali di precedenti controlli sul territorio la conferma che il ventitreenne era già stato fermato a bordo di quella stessa auto a febbraio e a maggio.

L’identificazione è, dunque, avvenuta incrociando la descrizione degli abiti ripresi dalle telecamere con quanto indossato da Graziano quando poi i carabinieri si sono presentati a casa sua in via Albergheria. A quel punto, il giovane ha consegnato spontaneamente l’arma, , estraendola dalla tasca dei pantaloni, insieme ai vestiti della serata.

Le telecamere smentiscono la difesa

Davanti al pubblico ministero, Graziano ha ammesso di aver sparato, sostenendo però di aver puntato verso il basso per intimorire il conducente dell’Audi Q3, temendo di essere travolto. Le immagini delle telecamere di sorveglianza, tuttavia, hanno smentito questa ricostruzione: i filmati mostrano l’uomo con il braccio teso all’altezza del busto, intento a esplodere i colpi direttamente contro l’abitacolo e i finestrini della vettura dove si trovava la sfortunata ragazza.

Nel corso dell’udienza di convalida, l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere, limitandosi a dichiarazioni spontanee sui propri spostamenti nella zona della movida.

Il gip ha giudicato inverosimile anche la spiegazione sull’origine della pistola: Graziano aveva dichiarato di averla acquistata da uno sconosciuto incontrato per strada appena trenta minuti prima dell’episodio. Nell’ordinanza il magistrato evidenzia come la disponibilità immediata di un’arma da fuoco riveli legami con ambienti criminali che il ventitreenne ha deliberatamente evitato di chiarire, rendendo la detenzione in carcere l’unica misura idonea a interrompere questi contatti.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp Telegram