Ci sono tre fermi per la sparatoria di giovedì sera in via Montalbo a Palermo, l’accusa nei loro confronti è del tentato omicidio del pregiudicato 37enne D.D.I. ferito a colpi di arma da fuoco. Fondamentali per rintracciare i responsabili le immagini delle telecamere di videosorveglianza da dove è stato possibile vedere due persone rincorrere a piedi la vittima e sparare
Sparatoria di via Montalbo, i NOMI dei fermati
Il fermo, disposto dalla Procura di Palermo coordinata da Maurizio de Lucia, riguarda due fratelli di 20 e 21 anni, Giovanni e Salvatore Gioé, e Rosario Sposito di 28 anni. Quest’ultimo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, insieme al ventenne sarebbero arrivati in zona con una moto riuscendo a individuare D.D.I. che era insieme ad un amico. L’uomo avrebbe tentato di scappare, gli aggressori lo hanno inseguito sparandogli alla gamba. All’aggressione avrebbe partecipato anche il 21enne Salvatore Gioé.
In via Montalbo colpita per sbaglio anche una passante
Uno dei proiettili ha colpito anche una passante, un’anziana di 71 anni, rimasta ferita all’anca e trasportata all’ospedale Villa Sofia dove si trova ricoverata. Fortunatamente la donna non è in pericolo di vita.
Debiti di droga dietro l’agguato di via Montalbo
Dietro il tentato omicidio di D.D.I. ci sarebbero contrasti legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare la vittima non avrebbe pagato un debito di droga.
Il collegamento con la sparatoria di via don Minzoni
I colpi di pistola sparati in via Montalbo sono collegati con i proiettili sparati la notte prima in via don Minzoni contro la casa e l’auto di due famiglie, Gioè e Sposito di cui tre componenti sono stati fermati per il ferimento di D.D.I. Dagli accertamenti è emerso che le due aggressioni sarebbero state causate da debiti e contrasti nell’ambito del traffico di droga. Secondo gli investigatori, tutti i coinvolti sarebbero inseriti in circuiti criminali organizzati e avrebbero facile accesso ad armi da fuoco e da guerra.

